Quando l’età nel bianco ci piace

Età-del-biancoSi dice sempre che il vino invecchiando migliora… questo è vero, ma non vale per tutti. In genere è così per i vini rossi, che hanno tannino e acidità, insomma, una grinta che li porta a migliorare e a resistere nel tempo, ad evolversi con esso, quasi ad adattarsi al tempo che passa. Ma lo hanno dimostrato anche i vini autoctoni delle Marche, grazie alle verticali organizzate, a Serrapetrona in contemporanea con “Appassimenti aperti”, dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini. Quindi, calici alla mano, insieme al direttore Imt Alberto Mazzoni, vini bianchi come il Colli Maceratesi Ribona Doc e il Verdicchio di Matelica, comunemente considerati come calici da bere giovani, hanno ampiamente superato il test della longevità. Proprio grazie alla sua decisa mineralità – sottolineano dalle cantine Fontezoppa – il Maceratino nel corso dell’affinamento di almeno 5/8 anni sviluppa aromi sempre più complessi ed avvolgenti che uniscono frutta secca, agrumi e tanto anice, un’essenza porta-bandiera delle Marche. Per rafforzare questa espressione longeva, di un vino che in degustazione ha convinto critici e sommelier, il Consorzio sta studiano la modifica del disciplinare per la tipologia Colli Maceratesi Ribona con un invecchiamento di almeno 18 mesi, non in barrique, e l’innalzamento al 100% dell’impiego di uve Ribona rispetto all’attuale 85%. Ha convinto anche l’excursus storico sulle ultime sei annate di Marche Igt Rosso “Petronio” dell’azienda agricola Alberto Quacquarini da Vernaccia Nera 100% passita, commercializzato dopo 5/6 anni della vendemmia in 30 ettari vitati a conduzione biologica a Serrapetrona. Ha ottenuto l’en plein dei consensi l’eccezionale verticale dei 25 anni del Cambrugiano, l’etichetta di punta delle cantine cooperative Belisario attive a Matelica dal 1971. Sotto le cure dell’enologo-direttore generale Roberto Potentino, e sottolineato dal presidente delle Cantine Belisario Antonio Centocanti, il Cambrugiano è stato una locomotiva per tutti. I nostri soci conferiscono vigneti, non solo uve, e con 100 ettari da noi gestiti dalla cooperativa, ma è cresciuto tutto il terroir attorno a quello che: per tocco fumé, tantissimo estratto secco e lunghezza al palato, insomma il nostro rosso travestito di bianco.