Natale al Cinema

Stiamo entrando nel pieno del classico periodo più ricco al box-office per il cinema, italiano e non solo. Ma noi ci occupiamo qui delle nostre sale cinematografiche con le uscite del periodo

Star Wars - L'ascesa di SkyWalker
Star Wars – L’ascesa di SkyWalker

Non si può non partire dal “Pinocchio” di Matteo Garrone, opera inattesa se si legge la filmografia del 51enne regista romano, molto noto ed amato in tutto il mondo, e che vanta un’infinità di premi (in particolare con “Gomorra” e con “Dogman”, ma non solo con essi): dal Grand Prix della Giuria del Festival di Cannes a ben cinque European Film Awards (gli Oscar europei), sette David di Donatello, fino alla nomination al Golden Globe per il ‘miglior film straniero’.
Con Roberto Benigni, Marcello Fonte, Federico Ielapi, Davide Marotta, Gigi Proietti, ed un cast lunghissimo che sarebbe impossibile da riportare anche in piccola parte, il film, una grande co-produzione italo-franco-britannica, della durata di circa due ore, è già stato invitato come evento speciale alla Berlinale (il Festival Internazionale del Cinema di Berlino) che si terrà a febbraio prossimo, e quasi sicuramente del film di Garrone se ne parlerà agli Oscar 2021, non essendoci più i tempi tecnici per il 2020, tanto che il film che rappresentava l’Italia per gli imminenti Oscar è già stato eliminato alla primissima scrematura.
Sceneggiatura molto fedele a Collodi, una fotografia fantastica, così come la scenografia ed i costumi. Del romanzo datato 1881, Garrone trae la più convincente trasposizione cinematografica, dopo l’ultimo tentativo, di circa vent’anni fa, proprio di Roberto Benigni, che – reduce dal trionfo agli Oscar con “La vita è bella” – tornò, attesissimo, nei cinema di tutto il mondo con un “Pinocchio” che più che venire criticato, venne proprio stroncato fino ad essere deriso da fior di firme internazionali. In questo caso, invece, da attore cinematografico fornisce forse la sua prova migliore di sempre.
Il film è adatto ad ogni generazione. Un evento, forse “l’evento”, da non perdere al cinema in queste vacanze natalizie.
L’evento non italiano di questo Natale è “Star Wars – L’ascesa di Skywalker”, conclusione della terza trilogia di “Star Wars”, per la regia di J.J. Abrams, interpretato da Domhnall Gleeson, Daisy Ridley, Adam Driver, Oscar Isaac, Keri Russell.
Già la saga di “Star Wars” accusa i colpi degli anni e dei troppi sequel, se poi si aggiunge la durata di 2 ore e 35 minuti, ci vuole veramente coraggio ad intraprendere questa avventura da spettatore. Sicuramente farà molto, molto bene al box-office, ma la critica non sarà dalla sua, e non lo saremo neanche noi.
Dopo 42 anni dal primo storico “Star Wars”, sarebbe ora di chiudere il sipario prima che qualcosa che a suo tempo ha segnato la storia del cinema mondiale diventi soltanto una gran noia.
Il film è uscito un giorno prima degli altri qui in Italia, dove le uscite da qualche anno avvengono quasi tutte di giovedì (per decenni avvenivano di venerdì), quindi mercoledì 18.
De “Il mistero Henri Pick”, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo scritto da David Foenkinos (distribuito in Italia da Mondadori), diretto da Rémi Bezançon ed interpretato da Fabrice Luchini, Camille Cottin, Alice Isaaz, Bastien Bouillon, Josiane Stoléru, ci siamo già occupati su PressItalia il 21 novembre scorso, alla presentazione alla stampa italiana del film nella sala dell’ANICA di Roma.
Si tratta di una brillante commedia francese che merita l’attenzione degli spettatori in questo Natale. La storia del film. In Bretagna c’è una singolare biblioteca dedicata ai manoscritti rifiutati dagli editori. È qui che una giovane editor scova un testo destinato in pochissimo tempo a diventare un best seller. L’autore è il misterioso Henri Pick, un pizzaiolo scomparso da due anni, che nella sua vita non sembra aver mai scritto altro che la lista della spesa! Qual è la verità? Sospettando un caso costruito a tavolino, il famoso critico letterario Jean Michel Rouche (Fabrice Luchini, vincitore della Coppa Volpi per “La Corte”), inizia ad indagare convinto che dietro il pizzaiolo si celi uno scrittore vivente, e fa di tutto per scoprirlo affiancato da Joséphin Pick, figlia di Henri, (interpretata da Camille Cottin, protagonista della serie Netflix “Call My Agent”). Una commedia e brillante e sorprendente, ma anche un thriller letterario, il giallo dello scrittore improbabile.
Una storia nel cuore della Bretagna che appassionerà più fasce di pubblico secondo noi. Chi ama il cinema francese in generale, ma anche chi lo detesta, perché nelle sale italiane, dal 19 dicembre, faranno bene a ritrovarsi gli amanti della commedia più intelligente, ma anche alla portata di tutti. Anche un po’ thriller, c’è davvero di tutto e non è un caso che un film francese, una cinematografia sempre un po’ di nicchia per gli spettatori italiani, esca invece nel pieno della feroce concorrenza natalizia in Italia.
“La Dea Fortuna” segna il ritorno di Ferzan Ozpetek, con Edoardo Leo, Stefano Accorsi, Jasmine Trinca, Serra Yilmaz, Filippo Nigro.
Due ore esatte per raccontare alla maniera di Ozpetek l’arrivo di due bambini lasciati in custodia per qualche giorno alla coppia formata da Arturo ed Alessandro, che da questa esperienza avranno un’insperata svolta.
Assai curiosa l’uscita natalizia per il regista chiamato affettuosamente (soprattutto nei primi anni) ‘il turco di Roma’, sempre molto amato dalla critica e pieno di premi prestigiosi aggiudicatisi lungo la propria carriera.
Il film è stato girato in gran parte a Roma ma anche in Sicilia, in particolare a Bagheria. Il titolo, “La Dea Fortuna”, fa riferimento anche al Santuario della Fortuna Primigenia che si trova a Roma e dove il personaggio interpretato dalla Trinca (un’attrice che non sbaglia un colpo, anche in questo caso) lavora.
Del “Ritratto della giovane in fiamme”, ci siamo già occupati il 26 novembre scorso (a firma Franco Baccarini in occasione della presentazione alla stampa) ed il 16 dicembre (a firma della Redazione di Press Italia).
C’è una grande cura dell’immagine e dell’estetica cinematografica in occasione di questa che è anche una ricerca profonda dell’identità sessuale. Questo ed altro c’è nel film francese (con parziale compartecipazione italiana) diretto da Céline Sciamma, con Valeria Golino, Adèle Haenel, Noémie Merlant, Luàna Bajrami, Cécile Morel.
Céline Sciamma torna dietro la macchina da presa per raccontare una storia d’amore potente e delicata, ambientata nella Francia di fine ‘700, offrendo al contempo una riflessione attualissima sulla condizione della donna nella società e nell’arte.
Premiato al Festival di Cannes, dove è stato insignito del riconoscimento per la migliore sceneggiatura e della Queer Palm, il film è stato anche designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani SNCCI con la seguente motivazione: “Esteticamente raffinato e politicamente rivoluzionario, Céline Sciamma firma un indispensabile atto di ridefinizione dell’universo femminile. Mentre si racconta una storia d’amore, di sguardi e di solidarietà, l’esclusione del maschile dallo schermo, relegato fuori campo ma presente nei suoi effetti sul corpo e nelle condizioni di vita delle donne, determina la cifra di un manifesto femminista discreto e potente, elegante e senza tempo.”
Il film è stato inoltre insignito del premio per la miglior sceneggiatura agli European Film Awards 2019 ed è candidato ai Golden Globe 2020 come miglior film straniero.
Arricchito da uno straordinario cast tutto al femminile, composto da Noémie Merlant, Adèle Haenel e Valeria Golino, il film vede al centro della vicenda la talentuosa pittrice Marianne (Noémie Merlant), che nella Francia prerivoluzionaria viene ingaggiata per fare il ritratto di Héloise (Adèle Haenel), un dipinto destinato al futuro marito della giovane nobildonna. La ragazza, contraria alle nozze combinate, si rifiuta di posare: su indicazione della madre (Valeria Golino), Marianne comincia a dipingerla di nascosto, fingendosi la sua dama di compagnia. Tra le due donne nascerà così un amore tanto travolgente quanto inaspettato.
“Last Christmas” è il titolo dell’immancabile commedia sentimentale internazionale (in questo caso britannica e quasi stranamente non statunitense) per il nostro Natale. Una storia d’amore proprio sotto le luci natalizie e con l’immancabile, da almeno trent’anni, “Last Christmas” degli Wham (il duo dal quale prese il via la carriera di solista di George Michael), diretta da Paul Feig, interpretata da Emilia Clarke, Henry Golding, Michelle Yeoh, Emma Thompson, Madison Ingoldsby.
La sinossi telegrafica è la seguente. Una giovane donna incontra un uomo che riesce a capirla e se ne innamora. Detta così, chiunque dirà: “Ho già visto decine di film di questo tipo”. In buona parte è vero, in piccola parte c’è appena qualcosina di nuovo. Di certo, non si può non tener conto del fatto che mentre in Italia il film esce oggi, negli USA (che, come detto, non è neanche il Paese di produzione) nelle prime cinque settimane di proiezione ha incassato ben 34,4 milioni di dollari!
Quasi un gioco di parole il passare da “Last Christmas” a “Il primo Natale”, la nuova avventura per la comica coppia siciliana composta da Salvatore Ficarra e Valentino Picone, registi ed interpreti della commedia, che vede impegnati anche Massimo Popolizio, Roberta Mattei, Giacomo Mattia.
Rispetto agli altri film natalizi, è uscito una settimana prima, giovedì 12 dicembre, incassando finora soltanto 297.000€, il record negativo per i simpatici comici siciliani, che forse hanno maturato ormai una maggiore incisività nella dimensione televisiva.
Eppure, non ci sentiamo proprio di dire che questo sia il loro peggior film. Piuttosto, forse pagano il fatto di aver alzato la qualità, da film natalizio (peraltro totalmente privo di volgarità, parolacce e situazioni che non sono mai appartenute a Ficarra e Picone), in questa occasione il film si rivolge al pubblico più ampio possibile senza, però, rinunciare a far pensare. Perché la nascita di Gesù è un elemento narrativo ideale per farci riflettere sulla condizione degli ultimi, di quelli per i quali non c’è posto, dei perseguitati. Ma non dimentichiamoci che si tratta pur sempre di una commedia, che fa sorridere, e che inizia con Salvo, un ateo ladro di arte sacra, e padre Valentino, che crede non solo in Dio e nella sua vocazione, ma nell’importanza del presepe. Il furto messo in atto dal primo ai danni del secondo accenderà la commedia.