OLIVE4CLIMATE – Una filiera sostenibile dell’olio d’oliva per combattere i cambiamenti climatici

Si è svolto ieri a Perugia, presso l’Aula Magna del Dipartimento della Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali, il convegno di presentazione dei risultati del Progetto Olive4Climate, cofinanziato dalla Commissione europea nell’ambito del Programma Life per la tutela ambientale.

PERUGIA – L’iniziativa, iniziata nel luglio 2016, ha coinvolto diversi partner provenienti da Italia, Grecia e Israele: Università, centri di ricerca, consorzi di produzione e aziende agricole. Il tutto è stato coordinato dal gruppo di ricerca dell’Università degli Studi di Perugia, guidato dal Professor Primo Proietti.

Nei tre anni di durata del progetto, sono state testate strategie utili a creare un settore olivicolo-oleare sostenibile, basato su metodi di coltivazione integrati e biologici, in grado di migliorare in maniera sensibile l’impronta di carbonio dell’intera filiera (la cosiddetta Carbon Footprint, che misura l’impatto delle attività umane sul clima). Risultato concreto di tali sforzi è un manuale contenente una serie di pratiche virtuose, a disposizione di tutti in maniera totalmente gratuita (reperibile al sito https://olive4climate.eu/it/).

Alcuni dati enfatizzano l’importanza del progetto. Infatti, occorre tenere presente che il settore olivicolo rappresenta una parte essenziale del comparto agricolo dell’Unione europea, soprattutto con riferimento ai paesi dell’Europa meridionale. Il 60% delle aziende agricole greche e il 40% di quelle spagnole e italiane si occupano della produzione di olive e olio d’oliva. In termini di superficie, gli olivi occupano l’8-9% della superficie totale coltivata in Spagna ed Italia, addirittura il 20% in Grecia. Ben il 70% della produzione mondiale di olive e olio d’oliva deriva da paesi dell’Unione europea.

A ciò deve aggiungersi la comprovata correlazione che sussiste tra agricoltura e clima. Da un lato, il settore agricolo è responsabile di quasi il 10% delle emissioni climalteranti prodotte dall’Unione europea. Dall’altro, si tratta di un settore particolarmente vulnerabile agli effetti nefasti dei cambiamenti climatici. Da qui l’urgenza di promuovere pratiche agricole sostenibili, capaci non solo di adattarsi ai mutamenti in corso ma anche di mitigarli.

A tal fine, un elemento cruciale riguarda il contributo del settore agricolo al sequestro del carbonio. Tuttavia, mentre la quantificazione del carbonio sequestrato dal settore forestale è stata oggetto di studi approfonditi, le conoscenze sulla quantità di carbonio sequestrata dai sistemi agricoli sono tutt’ora scarse, poiché il ruolo ecologico di tali sistemi è sottostimato. Il progetto Olive4Climate muove proprio in questa direzione, attestando una capacità di assorbimento degli oliveti assai significativa, che può ulteriormente aumentare se associata a pratiche produttive virtuose di riduzione delle emissioni inquinanti.

Guardando al futuro, il progetto si pone due ambiziosi obiettivi. In primo luogo, auspica l’introduzione di una nuova ed adeguata etichettatura che certifichi in maniera semplice ma rigorosa il contributo della filiera olearia alla mitigazione dei cambiamenti climatici. In secondo luogo, si propone di incentivare lo sviluppo di un mercato volontario dei crediti di sostenibilità derivanti dalla gestione virtuosa degli oliveti, così da unire ai vantaggi ambientali anche ricadute economiche positive per gli olivicoltori. Il progetto ha infatti elaborato uno standard per monetizzare il sequestro di carbonio degli oliveti, sotto forma di crediti che possono essere acquistati da altri soggetti desiderosi di ridurre il loro impatto inquinante ma impossibilitati a farlo direttamente all’interno della propria azienda.

Soddisfazione per i risultati e le metodologie è stata espressa da dal Magnifico Rettore, Professor Maurizio Oliviero e dal Direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali, Professor Gaetano Martino. Tra i numerosi interventi al convegno anche quello di Giuseppe Blasi, Capo Dipartimento delle Politiche europee e internazionali e dello Sviluppo rurale del MIPAAF, Roberto Morroni, assessore alle Politiche agricole della Regione Umbria, e Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione Univerde.