Birra del Borgo diventa ambasciatrice dell'elemento fondamentale dell'identità italiana

LISA, prosciutto e fichi
LISA, prosciutto e fichi

ROMA – È iniziata martedì 29 settembre la maratona di Birra del Borgo, in favore della trattoria, quale elemento fondamentale della cultura e dell’identità italiana. Poco studiata dalla critica, scelta da tanti, ammirata nel mondo ma considerata una realtà di serie B e troppo spesso paragonata all’alta cucina. Un po’ quello che è capitato alla birra, che negli ultimi anni ha saputo però riscattarsi, rispetto al mondo del vino. Il paradosso è che oggi molti grandi cuochi si rifanno a quelle tradizioni e tanti giovani ne aprono di contemporanee. Nella trattoria di oggi Birra del Borgo vede il futuro. Qui il cuoco, così come il birraio di oggi, deve mettersi in discussione, riflettendo su modelli diversi e inediti di ristorazione, sulle intersezioni tra artigianalità, numero sempre maggiore di persone da raggiungere e creatività. I giovani e vecchi cuochi che hanno sposato il modello trattoria rappresentano oggi delle figure di confine, potenzialmente in grado di generare innovazioni importanti e rilevanti nel proprio settore di attività, questo ormai è proprio un dato di fatto. Martedì 29 settembre, con la partecipazione di Gabriele Zanatta (Identità Golose) e Marco Bolasco (Slow Food Editore) si è svolta presso l’Osteria di Birra del Borgo di Roma la prima delle tre tappe dedicate alla trattoria. In cucina due modelli a confronto: la trattoria romana Da Cesare al Casaletto di Leonardo Vignoli e AB Osteria Contemporanea di Anna Barbina dal Friuli. Per entrambi la convivialità, la selezione delle giuste materie prime e la capacità di mettere nel piatto un po’ del loro territorio e un po’ del loro vissuto sono i cardini del modello trattoria. Giovedì 15 ottobre il “Trattoria Tour” si fermerà a Milano, da Diego Rossi, cuoco di Trippa, per concludersi nelle sale del Congresso internazionale di Cucina Identità Golose, a Milano dal 24 al 26 ottobre.
La trattoria è un luogo di accoglienza e informalità, conserva un legame stretto con la filiera produttiva e con il cliente, sa presentare in modo diretto il legame stretto col territorio, ma anche con le contaminazioni. Molti oggi presentano ai clienti i prodotti che loro stessi coltivano o gli animali che allevano, in un processo diretto e forte che lega la natura all’alimentazione sana, con un maggiore senso di responsabilità anche in cucina, dove la materia prima non deve essere alterata, se non il meno possibile, presentandola in modo diretto e semplice. Insomma, oggi il lavoro del cuoco ha più che mai un valore educativo rivolto alla consapevolezza alimentare e della nutrizione, anche sotto l’aspetto più strettamente ecologico e green.

Isabella Ceccarelli

Autore: Isabella Ceccarelli

Isabella Ceccarelli, classe '75, giorno e mese fatale: 11 Novembre, data dedicata a San Martino, quando ogni mosto è vino. La contraddistingue una spiccata passione per il vino. Ma anche per l'arte e la poesia. Partecipa a mostre ed è instancabile nello scrivere poesie e pensieri (che vorrebbe mettere in un blog). Tutto legato dall'ormai sconosciuto filo conduttore dei sentimenti e dalla vena di una sottile cultura. Cell. +39 346 0632204