Baschira “Il Biondo”

Nelle vesti di un “brigante” che invita alla resistenza nei confronti del potere economico e politico, l’artista propone un brano cantautorale anticipando il disco in uscita nella primavera 2021

Cattura-in“Il Biondo” è il singolo del cantautore Baschira che anticipa l’uscita dell’album “Zdasdat”, sunto di una commistione di generi fatta di folk, gypsy jazz e cantautorato. Il brano racconta la poca convinzione che abbiamo nel credere di essere artefici del nostro destino, e ci sprona a guardare oltre l’apparenza delle cose, analizzandole, considerando gli effetti delle nostre azioni, sul breve e lungo termine. L’album “Zdasdat”, che in dialetto bolognese vuol dire “Svegliati”, è una disco di denuncia, un’esortazione a non restare indifferenti di fronte ai soprusi e a resistere. Comprende sette tracce in italiano, in uscita la prossima primavera. L’invito è “denunciare per resistere” ma soprattutto rimanere vigili per evitare di assuefarsi agli abusi.

Etichetta: BellaVezRecords

Crediti
Scritto, suonato e registrato da Baschira tra la primavera e l’inverno 2019.
Hanno partecipato agli arrangiamenti: Mauro Rolfini, Francesco Salmaso, Gerryt, Henrik Holm, Bartho Staalman.
Mixato da Mario da Silva nell’inverno 2019 presso RPM Studio, Amsterdam.
Masterizzato da Pietro Rossi a febbraio 2020 presso RedStone Productions, Amsterdam.
Progetto grafico & Artwork a cura di Baschira

Perché “Baschira”?
«Mi ha colpito la pubblicazione di Fedora Servetti Donati“ Prospero Baschieri. Contadino capobrigante . Piccola cronaca dell’insorgenza e del brigantaggio (1809-1810) nel cantone di Budrio e dintorni ”. Baschira nasce nel 1781 a Cazzano, nel cantone di Budrio, in provincia di Bologna. È un contadino, vive la sua infanzia nei campi. Al suo tempo però, le truppe napoleoniche rastrellavano le campagne e costringevano i giovani ad arruolarsi al loro fianco. Baschira diserta, ben due volte. Reo di essersi opposto alle coscrizioni napoleoniche, sarà considerato, da quel momento, un fuorilegge. Baschira si unisce quindi ad altri disertori, briganti. La sua forma di rivolta consiste, nella pratica, nel bruciare i registri di coscrizione obbligatoria, nell’appropriarsi dei fucili della guardia nazionale e infine nel consumare un sostanzioso pasto a spese dei ricchi signorotti locali. Baschira non aveva voglia di passare la sua vita in fila, di seguire qualcuno che decidesse per lui e per questo fu considerato un brigante. Sulla sua testa, c’era una grossissima taglia che faceva gola a molti. Passò la sua vita scappando e nascondendosi. Alla fine lo catturarono e l’uccisero ma le sue gesta sono arrivate fino a noi ».

https://www.instagram.com/baschiramusic/

FONTE: Ufficio Stampa LAltoparlante.

Press Italia

Autore: Press Italia

Agenzia di informazione fondata e diretta da Mauro Piergentili. Tra i suoi servizi news e comunicati stampa: Arte, Cultura, Enogastronomia, Economia, Esteri, Scienza, Cinema, Teatro, Turismo,...