Leiner e la sua passione per la musica

Dal 18 dicembre è disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali “Casa nostra”, il suo nuovo singolo.

Leiner nasce nel 1997 ad Apartado, Colombia, e dimostra fin da piccolo una grande passione e inclinazione per la musica e il ballo. Entra a fare parte del gruppo vicentino di danza hip-hop “Brown Sugar”, con cui vince numerose gare internazionali e si aggiudica diversi riconoscimenti personali. Inizia fin da subito a studiare canto e pianoforte, oltre che a prendere lezioni di batteria.

Dal 2013 l’artista inizia a scrivere e comporre canzoni proprie, prima in inglese, poi in italiano e spagnolo. Nel mese di ottobre del 2014, Leiner passa le varie selezioni e partecipa all’ottava edizione del programma televisivo X Factor, riuscendo ad arrivare alle semi-finale della gara presentando il brano inedito dal titolo “Tutto quello che ci resta”, uscito come primo singolo per Sony Music. Da settembre 2015 fino a marzo 2017 entra a fare parte come cantante del gruppo Dear Jack partecipando al Festival di Sanremo 2016 con il brano “Mezzo Respiro” e al “Mezzo Respiro” Tour  in tutta Italia. Nel novembre 2017 entra a far parte del Cast del Musical “Madagascar” e nel 2019 nel musical “Priscilla la regina del deserto”. Dal 2020 torna grazie all’etichetta GreyLight Records nelle scene musicali con il suo primo lavoro da solista.

Partiamo dalle tue origini artistiche, quando hai iniziato a interessarti alla musica?
Credo che la musica mi abbia sempre accompagnato nella mia vita, addirittura penso mi abbia proprio cercato lei stessa ed in un certo senso “salvato”. Il primo regalo quando avevo sei anni è stato un mangiacassette con un microfono collegato, non me ne sono più staccato per anni. Qualche anno dopo ho iniziato a ballare, ho fatto parte di un gruppo hip hop a livello agonistico per circa dieci anni. A quattordici anni guardavo artisti come Michael Jackson o Justin Timberlake, vedevo come ballavano ma iniziavo ad avvicinarmi anche al canto, cosi decisi che era quello che avrei voluto fare della mia vita, il mio sogno.

Raccontaci un po’ del tuo percorso artistico.
Ho partecipato ad X Factor nel 2014 arrivando in semifinale, successivamente nel 2015 ho avuto l’onore di entrare a far parte di un gruppo, i Dear Jack, con cui abbiamo partecipato alla 66esima edizione del Festival di Sanremo. Nel 2016/2017 abbiamo fatto un tour in tutta Italia oltre che ad un’album inedito. Nel 2017 sono uscito dal gruppo, negli anni successivi ho sperimentato altri mondi musicali, come in musical. Ho preso parte a musical come “Madagascar: A Musical Adventure” e “Priscilla la regina del deserto”, sempre in ruoli abbastanza importanti. Nel 2020 ho firmato con la Greylight records per iniziare il mio percorso musicale da solista, pubblicando nel Dicembre dello stesso anno il mio primo singolo “Casa Nostra”

Raggiungere un proprio stile e identità, quanto è importante per un musicista?
Credo mai come in questo momento ci sia bisogno di trovare una propria identità, la scena musicale è satura di artisti ed essere “originali” a mio avviso è sempre più difficile. Non è affatto facile trovare una propria identità, o meglio, ognuno di noi ha le proprie caratteristiche, ma spesso o per questioni “commerciali” oppure facendosi trascinare da masse popolari, si tende ad inglobarsi in qualcosa che già e presente e per molti aspetti funziona. Credo che raggiungere la propria identità sia un percorso più interno a noi stessi rispetto all’approccio pratico che uno può ricercare, io trovo la mia identità nella mia storia. credo sia anche importante “rubare” da altri artisti, a fini istruttivi, fare proprio un determinato stile e, insieme alle proprie idee, farne qualcosa di innovativo.

Quali sono i tuoi punti di riferimento (cantanti o band a cui si ispira)?
Sicuramente gli artisti con cui sono cresciuto dalla mia infanzia mi hanno aiutato nella mia formazione, sono cresciuto ascoltando Cat Stevens, gli U2, Lionel Richie e Michael Jackson. Se dovessi pensare ai miei punti di riferimento di oggi direi che molte cose non sono cambiate, mi ispiro ad artisti per me “completi” come Bruno Mars, Chris Brown o Justin Timberlake, anche se mi rendo conto che a volte preferisco avvicinarmi a realtà più “crude” ed intime, quali artisti tipo Daniel Caesar o Adele.

Cos’è la musica per te?
Questa domanda non è affatto semplice, poiché definisco la musica come qualcosa di immenso e fondamentale, eppure a volte così impercettibile.
Se dovessi definire cos’è la musica per me potrei dire: il miglior linguaggio che il mondo utilizza per esprimersi. La musica rompe barriere che l’uomo spesso non è in grado di abbattere, la musica è rivoluzione, innovazione, ma soprattutto, emozione.

Cosa provi quando canti?
Dipende, mi fa provare sempre emozioni diverse: ci sono momenti in cui mi fa sentire in totale presenza con l’universo, altre volte mi fa soffrire perché magari non riesco ad esprimere al massimo ciò che una canzone vuole trasmettere, oppure è una canzone così profonda che mi fa provare tristezza.

Quanto conta per te il testo di una canzone rispetto alla musica?
Credo una canzone possa avere degli equilibri differenti, ovvero a volte la musica è così importante che il testo deve solo valorizzare ciò che essa è già, al contrario a volte le parole sono così piene che la musica necessita di essere scarna per dare spazio al significato. Dipende sempre da cosa un’artista sceglie di far evincere dalla sua canzone.

Tra le tue esperienze e partecipazioni, quali ricordi con soddisfazione e con quali altri cantanti vorresti esibirti?
Sono molto grato delle esperienze che ho vissuto, ogni momento della mia vita mi ha dato grandi emozioni e soprattutto insegnamenti, ad X Factor ho avuto modo di lavorare con professionisti ed anche conoscere artisti che stimo molto, dagli One Republic ad Ed Sheeran. Con la partecipazione a Sanremo ho avuto l’onore di conoscere grandissimi artisti italiani con cui ho avuto il grande piacere di confrontarmi. Se avessi la possibilità di esibirmi con altri cantanti, sicuramente mi piacerebbe avere l’onore di accostarmi ai miei punti di riferimento, come detto prima Bruno Mars, Daniel Caesar e molti altri; mi piacerebbe inoltre potermi confrontare anche con artisti più lontani a me, con cui sicuramente apprenderei cose fuori dalla mia “comfort zone”

Ci sono tanti giovani che sognano di diventare cantanti. Che consigli gli dai?
Onestamente non mi sento ancora così importante da poter lasciare consigli ad altri che sognano il mio stesso obiettivo, preferisco sempre raccontare ciò che ho vissuto personalmente. Una cosa che se ci penso oggi mi ha aiutato a focalizzarmi bene sul mio percorso è stata sicuramente l’avere la mia famiglia vicina, poiché rappresentano le mie radici, ed essendo facile perdersi in questo mondo, credo sia importante avere qualcuno al tuo fianco che ti ricorda da dove tutto è cominciato.

Hai un particolare progetto ideale e concettuale cui arrivare come massima aspirazione?
La mia più grande ambizione nella vita è quella di fare la differenza a livello musicale, vorrei creare qualcosa di nuovo, di innovativo. Ho tanti progetti nella mia testa, in primis raggiungere il massimo livello possibile con la mia musica, per poi sfruttare questa “influenza” per scopi al di fuori di me stesso, come aiutare in qualsiasi modo potrò altre realtà…forse è questo il mio vero obiettivo.

 

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