Nebbiolando… tutti i vini della Tenuta Carretta in una degustazione on line!

 L’azienda è una delle più antiche della storia vinicola italiana, in cui passato e presente si integrano in modo armonico, con lo sguardo rivolto al futuro.

Tenuta CarrettaNebbiolando, nasce dall’esigenza di Tenuta Carretta di far conoscere il nebbiolo della sua azienda, che vanta vigneti di proprietà che si estendono sulle Langhe e nel Roero; sulle colline di Barolo come su quelle di Barbaresco. Per cui siamo difronte a territori, climi e microclimi anche molto diversi, grazie ai quali è possibile vinificare il Nebbiolo in tutte le sue declinazioni, assaporando le sue affascinanti sfumature. Attualmente l’azienda ha addirittura nove diverse etichette.

Nelle Langhe, si sa, il vitigno Nebbiolo, è il RE! Molto probabilmente uno dei vitigni più antichi, e senza dubbio un vitigno da un grande fascino. È «re» per la qualità enologica che sa esprimere, riconosciuta da prestigiose denominazioni; ma anche per l’incredibile capacità di “leggere” il territorio dove viene messo a dimora. Non solo, al mutare delle condizioni pedoclimatiche e microclimatiche in cui si trova, il Nebbiolo può cambiare, e anche di molto, le caratteristiche organolettiche dei vini a cui darà vita.

Chi coltiva Nebbiolo in Piemonte lo sa molto bene: poche centinaia di metri tra due vigneti identici possono donare risultati completamente diverse, a volte diametralmente opposti. Vitigno che possiede un’estrema duttilità di vinificazione. Così, nelle mani di enologi esperti, può trasformarsi in vini di facile beva, fruttati e dagli spiccati profumi floreali; oppure dar vita a etichette di impeccabile austerità, contraddistinte da strutture e invecchiamenti veramente importanti: vini longevi e profondi, dalle note inconfondibili.

Valorizzare la duttilità del nebbiolo è una delle sfide a cui Tenuta Carretta dedica le migliori energie, sia in vigna che in cantina. Perché il nebbiolo va compreso per valorizzare al meglio le sue espressioni territoriali, per comprenderne le impotre e lasciarsi trasportare dalla magnifica eleganza di un bicchiere di vino.

Grazie a Giovanni Minetti, sono andata a fare un giro indimenticabile tra questi vini, e non nego che sono tra quelli che più amo.

Ecco allora che troviamo Cannubi, BAROLO DOCG e BAROLO DOCG RISERVA “Franco Miroglio”, in quella che è la menzione più storica e prestigiosa. Grazie all’ottima esposizione e al particolare microclima che avvolge i vigneti, Cannubi dona vini di grande carattere, eleganti e longevi. Vinifica il Barolo Cannubi anche nella versione Riserva, con affinamento minimo di 60 mesi, di cui almeno 36 in botte.

BAROLO DOCG, Cascina Ferrero, è un Barolo caldo e pieno, vinificato secondo la tradizione, i tannini morbidi ed eleganti gli conferiscono personalità, carattere e lunga persistenza.

​Il Cascina Bordino, è un BARBARESCO RISERVA DOCG; le vengono raccolte negli omonimi vigneti di proprietà situati sul versante orientale del Comune di Treiso. Sono appezzamenti tra i meglio esposti dell’intero versante collinare, con forti pendenze e terreni di arenaria con inserzioni di marne siltose grigie, che rendono il suolo magro e compatto.

Garassino, dà vita al BARBARESCO DOCG. Questa zona viticola delimitata di Treiso, è nota per la personalità e l’eleganza dei vini a cui da vita, e questo Barbaresco ne è la prova: complesso, armonico e suadente.

Ma ora ci spostiamo nel Roero, a Bric Paradiso, con il ROERO DOCG RISERVA. Bric Paradiso è il nome del vigneto di nebbiolo che fa parte della Tenuta, citato sui documenti già dal 1878. Il vino qui esprime tutti i caratteri e le tipicità del Roero Docg, vino principe delle colline a sinistra del Tanaro: eleganza e piacevolezza inconfondibili.

Eccoci nelle Langhe e ad Alba con il NEBBIOLO D’ALBA DOC, Tavoleto, che nasce dal Podere Tavoleto a San Rocco Seno d’Elvio, in comune di Alba. Qui le uve danno vita ad un vino strutturato, armonico, vellutato ed elegante.

Podium Serrae, LANGHE NEBBIOLO DOC è prodotto con 85% nebbiolo, 15% barbera. La vigna del Podio compare in documenti molto antichi, già nel 1467, quando il conte Damiano dà a coltivare ai massari le sue terre; la metà delle uve prodotte deve essere condotta al castello, ma quelle del Podio sono riservate al signore (“salvo et riservato vites Podi Serrae”). Il vino che si produce ci regala un’affascinante eleganza, armonico, con tannini morbidi e piacevoli alla bevuta.

Finiamo con il Nebbiolo d’Alba Doc, vitigno che nasce su un suolo compatto e ricco di marne argillo-calcaree alternate a strati di tufo, che regalano un vino elegante e armonico, con tannini dolci che confermano la nobiltà del vitigno.

Una panoramica di vini da degustare, che sanno regalarci tutto il fascino discreto, quanto importante di un Vitigno che sa sedurre attraverso tante sfumature inconfondibili.