Dolomiti in scienza: l’abm nel progetto 2021

Si terrà domani, martedì 12 gennaio, alle ore 11.00 sulla piattaforma Zoom, la presentazione del programma 2021

dolomitiinscienza-inBELLUNO – “Dolomiti in scienza” è organizzata dal Gruppo di Divulgazione Scientifica “E. Fermi” con la collaborazione dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. L’iniziativa prenderà il via il prossimo 16 gennaio, per poi concludersi il 13 marzo.
“Il mistero del virus” darà il via, sabato 16 gennaio alle ore 17.00, all’edizione 2021, con la Dott.ssa Tiziana Roncada (Ex Primario Laboratorio Analisi). Si discuterà infatti di virus, che rappresentano tuttora un mistero, invisibili all’occhio e al microscopio ottico, ai confini tra vita e non vita, incapaci come sono di riprodursi in maniera autonoma, ma in grado di produrre effetti tangibili sulle altre specie viventi. In questa conversazione Tiziana Roncada ci narrerà cosa sono e come sono fatti i virus, come vivono, quali espedienti usano per riprodursi, indagando sulle ipotesi circa le loro origini. Svelerà i metodi a nostra disposizione per identificarli e renderli visibili. Si soffermerà sulle interazioni tra virus e altre specie viventi, l’uomo in particolare, nonché sulle modalità di diffusione e sulle strategie per contrastarli e contenerli. Il tutto condito di esempi tratti dalla nostra esperienza quotidiana.
Poi, a seguire, ci sarà “COVID19, la pandemia da SARS-Cov-2 raccontata attraverso gli occhi della Scienza”, con la Dott.ssa Laura Vidalino (Liceo delle Scienze Applicate, Istituto Canossiano Feltre). Il 31 dicembre 2019 le autorità cinesi hanno riferito di un focolaio epidemico di casi di polmonite atipica di eziologia non nota nella città di Wuhan. Sessanta giorni dopo nel mondo vengono confermati oltre 80.000 casi che diventeranno più di 77 milioni dall’inizio della pandemia. Ripercorriamo insieme gli eventi più significativi del 2020 soffermandoci su quanto la scienza ha appreso in questi mesi e sul ruolo determinante che ha avuto nella gestione della pandemia.
L’edizione proseguirà poi con sabato 30 gennaio, ore 17.00, con “La chimica dei profumi”, con il Dott. Fabiano Nart (GDS). Si scaverà a fondo sul rapporto tra l’uomo ed i profumi, che risale a migliaia di anni fa, quando le resine venivano bruciate durante le cerimonie funebri sia per coprire i maleodoranti fumi, sia allo scopo di portare messaggi agli Dei. Da quel momento i profumi sono indissolubilmente legati alle religioni e alla spiritualità, ma si sono anche evoluti diventano un accessorio di moda chimicamente complicato. Il dott. Nart ripercorrerà brevemente anche la storia dei profumi raccontando aneddoti che caratterizzano importanti nomi come l’Acqua di Colonia o Chanel N°5, per poi tuffarsi nell’affascinante e complesso mondo della chimica dei profumi. Perché sentiamo gli odori? Come fanno i chimici a sintetizzare nuove molecole e quali sono le regole dell’ingegneria di un comparto a nove zeri di fatturato?
E poi ancora il 30 gennaio, “I prodotti chimici nella nostra vita: uno sguardo alle loro etichette, con il Dott. Filippo Busolo (Chemler). La vita non esisterebbe senza sostanze chimiche: queste sono presenti nel nostro corpo, nell’ambiente che ci circonda e in ogni prodotto che acquistiamo. Disinfettanti, detergenti, insetticidi, cosmetici, pitture, vernici, dispositivi elettronici, vestiti, prodotti tessili sono solo alcuni dei principali prodotti chimici che comunemente acquistiamo e troviamo nelle nostre case. La normativa sulle sostanze chimiche dell’Unione europea mira a proteggere i cittadini e l’ambiente dalle sostanze chimiche pericolose. Nel contempo, mira altresì a stimolare la competitività e l’innovazione dell’industria europea e a promuovere soluzioni alternative alla sperimentazione sugli animali. Un uso più consapevole e sicuro dei prodotti chimici che acquistiamo inizia da una buona lettura delle etichette presenti: esse infatti contribuiscono ad identificare quali sostanze chimiche sono presenti, ad informarci sulle modalità per la loro conservazione e manipolazione. Ci abbiamo mai fatto caso?
Si prosegue con sabato 13 febbraio, ore 17.00, con “Geometria e fisica oggi – Prof. Sebastiano Sonego (Univ. Udine) Nell’ultimo secolo, il rapporto fra geometria e fisica ha subito profondi cambiamenti. Molti concetti fisici sono stati reinterpretati in chiave geometrica; allo stesso tempo, le proprietà dello spazio sono divenute oggetto d’indagine sperimentale. Questi aspetti verranno discussi con esempi tratti dalla relatività e dalla cosmologia, fino a giungere all’interpretazione geometrica delle moderne teorie di gauge delle interazioni fondamentali. Può la plastica essere ecologica? – Prof.ssa Monica Bertoldo (Univ. Di Ferrara, ISOF-CNR) Nel corso del ‘900 abbiamo assistito a un aumento esponenziale nella produzione e uso della plastica grazie ai numerosi vantaggi tecnologici di questo materiale rispetto a quelli tradizionali. Tuttavia tale esplosione ha avuto potenti ripercussioni ambientali poiché oggi troviamo la plastica distribuita quasi ubiquitariamente in tutti gli ambienti terrestri. L’introduzione delle plastiche biodegradabili è un tentativo recente per risolvere questo annoso problema causato dall’uomo al nostro pianeta. Ma la nostra epoca deve affrontare altri problemi ambientali, quali l’esaurimento delle risorse e i cambiamenti climatici. In questa chiacchierata cercheremo di capire come questi aspetti siano tutti inscindibilmente legati e come non esista una soluzione unica, ma come sia necessario pensare a una molteplicità di approcci per sperare che l’uomo possa convivere pacificamente e nel rispetto dell’ambiente che lo circonda.
Poi ancora sabato 27 febbraio, sempre ore 17.00, con “Presentazione del libro “Dolomiti, la prima scoperta – Uomini che hanno fatto la storia della geologia tra Südtirol e Alpi Venete” con il Dott. Maurizio Alfieri (GDS) Chi fu il primo studioso che capì la vera natura delle rocce dolomitiche e quali furono le sue argomentazioni? Perché il grande geologo tedesco Von Buch si arrabbiò tanto con Marzari Pencati e quali meriti ha quest’ultimo nel capire la vera natura delle rocce vulcaniche? Chi conosce l’opera di quel grande studioso bellunese di nome Tommaso Antonio Catullo, uno dei primi geologi a tutto tondo del panorama mondiale? Come si forma la roccia che dà il nome al nostro territorio? Questo lavoro è dedicato agli studiosi delle Scienze della Terra che nel XVIII e XIX secolo visitarono il territorio dolomitico, all’epoca suddiviso tra Sud Tirolo e le cosiddette “Alpi Venete”, quelli che a mio parere sono i primi scopritori delle Dolomiti. Questi uomini che con il loro studio, fatica, applicazione e passione hanno contribuito allo sviluppo della conoscenza di quella che io ritengo sia la cosa più cara che abbiamo, la nostra Terra Dolomitica.
E infine sabato 13 marzo, alle ore 17.00, con “I (Grandi) Carnivori in provincia di Belluno: conoscenza come presupposto di convivenza – Dott.ssa Barbara Foggiato, dott.ssa Marta Villa (Gruppo Grandi Carnivori CAI e del Gruppo Operativi Veneto CAI) Nel territorio della provincia di Belluno sono presenti alcune specie di carnivori. Di queste, alcune sono sempre state presenti, altre sono ricomparse dopo un’assenza più o meno lunga, altre ancora sono arrivate di recente a seguito dei cambiamenti climatici e ambientali. Che siano specie autoctone o di nuova comparsa, la loro presenza genera spesso sospetto, timore e preoccupazione, in differente misura a seconda del grado di conoscenza di queste specie e degli impatti subiti, ad esempio dalle attività zootecniche. Si rivela quindi di massima importanza imparare a conoscerne la biologia, l’ecologia e il comportamento per poter porre le basi di un equilibrio tra le esigenze delle attività umane da un lato e una doverosa garanzia di futuro per i predatori dall’altro.
E ancora, da ultimo, “I pipistrelli” con Gabriele Filippin (CERC – Centro Educazione e Ricerca Chirotteri Veneto). Comparsi sulla Terra più di 50 milioni di anni fa, i pipistrelli, o Chirotteri, sono mammiferi dotati di caratteristiche tanto affascinanti ed “estreme”, quanto sconosciute ai più. Ad esempio sono gli unici al mondo dotati di ali e quindi della capacità di volare, ma le loro ali, diversamente da quelle degli uccelli, sono costituite da un doppio strato di pelle, sostenuto dalle ossa delle mani. I pipistrelli insettivori poi, possono volare e cacciare perfettamente anche con l’oscurità totale, perché dotati di un sesto senso, un sonar biologico che funziona emettendo ultrasuoni. I nostri pipistrelli, per superare la stagione invernale ibernano, mettendo il metabolismo in “stand by”, riuscendo quindi a sopravvivere per mesi praticamente senza mangiare mai. Sono anche estremamente longevi in rapporto alle loro dimensioni: un pipistrello del peso di pochi grammi può vivere 40 anni! Sono 1400 le specie attualmente conosciute, distribuite ovunque, con l’eccezione delle zone polari e 35 di queste sono presenti in Italia.

FONTE: AISE.