Il distretto biologico “Terre Marchigiane” prende vita

Presentato il sodalizio che si occuperà di individuare le risorse economiche per i dodici comuni, Anabio e gli imprenditori delle vallate del Cesano e del Metauro

Distretto Biologico Terre MarchigianePESARO – Il distretto biologico Terre Marchigiane è realtà. Ad Orciano di Pesaro, presso la sala consiliare del Comune di Terre Roveresche, gentilmente concessa dal sindaco Antonio Sebastianelli, è stato nominato il consiglio direttivo. Tappa fondamentale di un importante e ambizioso progetto ideato e portato avanti in questi ultimi mesi da Anabio Marche con la determinata presidente Sara Tomassini e tutta la squadra. Hanno aderito i Comuni di Pergola, Frontone, Serra Sant’Abbondio, San Lorenzo in Campo, Fratte Rosa, Mondavio, Terre Roveresche, Monte Porzio, Sant’Ippolito, Fossombrone, San Costanzo, Cagli, Cantiano, e un numero rilevante di aziende agricole e produttori. Una grande partecipazione a testimonianza delle potenzialità di questo strumento per lo sviluppo economico e anche turistico del territorio.

Dopo la lettura, a una platea di 30 operatori del territorio, da parte del segretario, è stato approvato lo statuto dai soci fondatori, quindi si è provveduto a nominare il primo consiglio direttivo del distretto. Il ruolo di presidente sarà ricoperto da Sara Tomassini; quello di vice da Sabatino Paoletti. La segretaria sarà Maria Letizia Abbondanzieri, mentre il tesoriere Filippo Branchini. Completano il consiglio: Davide Bruscia; Andrea Orsini; Luca Avenanti; Gianluigi Luzi; Stefano Tonelli; Giuliano Solfanelli; Bruno Sebastianelli; Diego Fiorelli.

«E’ una giornata importante per questo progetto – ha sottolineato Tomassini – al quale crediamo tantissimo. Il distretto è uno strumento innovativo di organizzazione territoriale. E’ lo strumento per partecipare ai bandi europei e intercettare i finanziamenti finalizzati all’incentivazione delle attività legate all’agricoltura, alla ricettività di tipo agrituristico, alla trasformazione, valorizzazione, promozione e commercializzazione dei prodotti dell’enogastronomia locale. Una grande opportunità per tutto il territorio interessato sia per la promozione che per le future programmazioni di sviluppo rurale. In questi mesi abbiamo compiuto un cammino impegnativo per raggiungere l’obiettivo e voglio ringraziare tutti i sindaci che ci hanno creduto sin dall’inizio».

La presidente guarda al futuro con fiducia: «Il distretto è indipendente, non ha assolutamente colori politici; è molto importante che anche le altre associazioni di categoria, come Cia, lo sostengano. Sta ricevendo apprezzamenti da ogni parte d’Italia e da importanti imprenditori del mondo agroalimentare. Chiediamo che anche la Regione sia vicina ai custodi del territorio. Considerata anche la pandemia e le difficoltà che sta provocando – conclude Tomassini – abbiamo deciso di lasciare la possibilità di diventare soci fondatori a coloro che ne faranno richiesta entro i prossimi 10 giorni».

Ora le amministrazioni comunali dovranno portare nelle prossime settimane lo statuto in consiglio comunale per l’approvazione, quindi lo stesso verrà registrato.