Sersys Ambiente investe sul biometano con due nuovi impianti in Lazio e in Campania

Avviate le procedure di autorizzazione per due biogestori di ultima generazione da realizzare a Civitavecchia e Gricignano d’Aversa, per un totale di 230 mila tonnellate/anno di frazione organica che saranno trasformate in energia rinnovabile

Sersysinvestesulbiometano-inUn primo investimento importante nel settore delle energie rinnovabili per Sersys Ambiente, società di Rivoli (Torino) con un’esperienza trentennale nel campo dei servizi ambientali.
Le due richieste di autorizzazione rappresentano il primo passo di una più articolata strategia di investimento, in particolare nel campo del biometano. Come evidenziato dall’Amministratore delegato, Marco Steardo, «attraverso la costituzione di nuove realtà sul territorio o l’acquisizione di impianti esistenti, puntiamo a diventare nel medio periodo un attore strategico nella produzione di biometano, un settore che presenta grandi potenzialità anche nel campo dei trasporti e della mobilità sostenibile e può costituire la via italiana alla decarbonizzazione».
L’investimento in questione ammonta a circa 80 milioni di euro per entrambi gli impianti, che saranno gestiti dalle società Ambyenta Lazio e Ambyenta Campania, entrambe controllate da Sersys Ambiente. La potenzialità complessiva prevista è di 230.000 tonnellate/anno di rifiuti organici, di cui 190.000 tonnellate provenienti dalla raccolta differenziata dell’umido e 40.000 tonnellate provenienti dalla manutenzione del verde. Il biometano prodotto dai due impianti permetterebbe di risparmiare un quantitativo annuo di energia equivalente a quello prodotto da oltre 13.000 tonnellate di petrolio.
La realizzazione dei suddetti impianti consentirebbe alle due Regioni, storicamente penalizzate da una forte carenza di impianti di gestione rifiuti, di trattare sul proprio territorio un’ampia parte dei rifiuti che oggi devono essere inviati altrove per trovare adeguato trattamento. Il progetto mira dunque a generare un impatto positivo non solo economico ma anche ambientale, evitando le emissioni collegate al trasporto dei rifiuti verso altre Regioni. Senza dimenticare il contributo al raggiungimento dell’aliquota di combustibili rinnovabili imposta dall’Unione Europea (che nel 2018 è stata fissata al 32% del consumo energetico complessivo, da raggiungere entro il 2030).
In concreto, si tratterebbe di due biogestori di ultima generazione. L’impegno della società è infatti quello di utilizzare le migliori tecnologie disponibili al fine di limitare al minimo l’impatto sull’ambiente circostante, prevedendo la depurazione di tutti i liquidi e il trattamento dell’aria per tutte le fasi suscettibili di generare fenomeni odorigeni (peraltro già limitati in questo tipo di impianti, rispetto a quelli di compostaggio, dato che tutti i processi avvengono al chiuso). Si legge nel comunicato stampa che le analisi effettuate non prevedono significativi impatti né in termini di consumo di suolo né sul traffico veicolare, e sarà garantita l’integrazione dell’intervento sul territorio anche attraverso misure di mitigazione.
Consapevole della reticenza con cui spesso vengono accolte tali iniziative, l’AD Marco Steardo assicura che «per promuovere una corretta e trasparente informazione relativa agli impianti, in merito alle loro caratteristiche tecnologiche e alle loro prestazioni ambientali, e favorire la partecipazione della cittadinanza, promuoveremo un percorso di condivisione, mettendo in campo strumenti e attività di comunicazione che faciliteranno il dialogo con il territorio».

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Marco Steardo

Dalla frazione organica al biometano
Si tratta di impianti di ultima generazione in grado di ricevere la frazione organica del rifiuto solido urbano e il verde proveniente da potature e manutenzione e sottoporle a un processo di digestione anaerobica (con tecnologia wet) tramite cui, in assenza di ossigeno e grazie a reazioni biochimiche a opera di specifici batteri, la sostanza organica viene trasformata in biogas (costituito per il 50%-60% da metano e il 30%-40% da anidride carbonica). Un successivo processo di purificazione (eliminazione di CO2, umidità e impurità) e raffinazione del biogas permette di ottenere il biometano, un prodotto ecosostenibile e fonte energetica rinnovabile. Il biometano è di fatto un combustibile molto simile al metano naturale, che può essere immesso nella rete del gas (come previsto per l’impianto di Civitavecchia) o, una volta liquefatto, essere utilizzato nel trasporto (come proposto per quello di Gricignano), garantendo una mobilità a zero emissioni, interamente proveniente da fonti rinnovabili.
Il trattamento anaerobico della frazione organica da raccolte differenziate con produzione di biometano comporta, rispetto al solo compostaggio, un miglior bilancio in termini di CO2 e un recupero energetico. La CO2 recuperata sarà ceduta a società operanti nella fornitura di gas.
Ciò che resta dal trattamento anaerobico, il cosiddetto digestato, è un ottimo fertilizzante naturale in grado di sostituire la concimazione chimica di origine fossile.
Il biometano prodotto dai due impianti consentirà di risparmiare un quantitativo annuo di energia equivalente a quello prodotto da oltre 13.000 tonnellate di petrolio.
Secondo il CIB – Consorzio Italiano Biogas, l’Italia ha un potenziale di produzione di biometano pari a 10 miliardi di metri cubi. Se il biometano potenzialmente producibile in Italia fosse interamente destinato ai trasporti (come previsto dal relativo decreto incentivi) potrebbe alimentare un terzo del parco circolante con energia rinnovabile al 100%.

Sersys Ambiente
Società presente su tutto il territorio italiano, si pone come punto di riferimento – a livello normativo, operativo e gestionale – per le realtà industriali e pubbliche che devono affrontare questioni legate all’ambiente. La società, che ha alle spalle un’esperienza trentennale nel campo dei servizi ambientali ed una profonda conoscenza della normativa, opera a 360° nel settore attraverso consulenze legali e ingegneristiche e interventi diretti quali bonifiche, monitoraggi, analisi di laboratorio, waste management. Sersys Ambiente ha sede a Rivoli e si avvale dell’esperienza di oltre 300 professionisti con competenze nelle diverse discipline ambientali sotto la guida di Marco Steardo, Amministratore Delegato della società. La società genera ricavi per circa 80 milioni di euro all’anno.