Matilde Serao: la sua vita sullo schermo? sarebbe ora

A quasi un secolo dalla sua scomparsa, la celebre scrittrice Matilde Serao continua ad essere uno dei più straordinari punti di riferimento della letteratura italiana a cavallo tra XIX e XX secolo, oltre che del giornalismo

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Foto presa da Wikipedia

Se appaiono molti (e non stiamo certo qui ad elencarli) i motivi che possono giustificare una certa difficoltà a rappresentare sul grande – così come sul piccolo – schermo le sue opere, appare colpevole la dimenticanza (se di questo si tratta) nel voler rappresentare a livello televisivo o cinematografico la vita di una simile figura di donna, cui è stato dedicato solo un ruolo, comunque non marginale, nella fiction “Assunta Spina”, che tanto successo ha ottenuto alcuni anni fa, con la protagonista interpretata da una sorprendente Bianca Guaccero, e con la Serao cui ha prestato il proprio volto e la propria anima una sempre passionale e profonda Lina Sastri.
Un po’ poco, specialmente se si pensa che le nuove generazioni italiane quasi non conoscono la scrittrice nata a Patrasso nel 1856 e morta a Napoli nel 1927, autrice di innumerevoli romanzi, oltre che raffinata collaboratrice di svariati giornali nazionali, meritandosi il non facile rispetto dei colleghi uomini; “E’ fuor di dubbio la più forte prosatrice d’Italia”, ebbe a dire di lei Giosuè Carducci.
Ecco che a poco più di ottant’anni dalla sua scomparsa qualcosa si muove, affinché i mezzi mediatici facciano conoscere la scrittrice ai più giovani e la facciano ricordare a tutti gli altri. Tale attenzione risale a poche settimane or sono, quando l’idea di realizzare una fiction su Matilde Serao viene proposta da Donatella Trotta in coda ad un dibattito organizzato dal giornale “Il Denaro”.
Speriamo davvero che qualcuno raccolga l’idea, riprendendo – magari – in mano la sceneggiatura di un film di Zampa, mai realizzato, dedicato alla Serao.
Nell’attesa di questo doveroso omaggio mediatico, si consiglia la lettura di un volumetto di oltre un decennio fa, “Cara Matilde – la Serao, la scrittura e la vita”, di Lorenza Rocco Carbone (Ed. Kairos, 158 pp., Napoli – 2008).
La casa editrice Kairòs, all’interno della prestigiosa collana di saggistica, torna a valorizzare le grandi figure della cultura del nostro meridione, grazie a quest’opera della professoressa Lorenza Rocco Carbone, che tra le molteplici attività vanta la direzione di uno dei periodici culturali più prestigiosi d’Italia, vale a dire “Silarus”.
Un volume, quello della Rocco Carbone, che non può assolutamente mancare nelle biblioteche dei tanti amanti della figura umana e professionale della Serao. Veramente completo, il testo rappresenta un caleidoscopio che dà vita a mille sfaccettature diverse che si rendono complementari l’una all’altra: un po’ lettera alla “cara Matilde” ed un po’ saggio puro; contenitore vivace di curiosità e splendida carrellata di figure, foto ed immagini (testimonianze visive che sono frutto di una ricerca certosina dell’autrice, e che rappresentano un valore aggiunto allo splendido saggio); poi, la cronologia della vita della giornalista-scrittrice, l’elenco delle sue opere, una bibliografia accurata. Tutto in un unico volume, dal costo veramente alla portata di tutti (soltanto 14 euro).
Quella della Serao resta una figura particolarmente attuale nella promozione della cultura mediterranea in generale e campana in particolare, nell’emancipazione (nell’accezione più nobile e gratificante di un termine che – a volte – viene usato scorrettamente) della donna, nonché attuale nel difficile campo del giornalismo (in letteratura la situazione è poco migliore), dove – ahinoi – le donne non hanno avuto quella facilità di accesso alla professione e di indipendenza nello svolgimento della stessa, che sarebbe stato auspicabile avvenisse dai tempi della Serao ad oggi, anche in ossequio al suo impegno affinché ciò avvenisse.
Restiamo in attesa che la vivace produzione di fiction televisiva nazionale si ricordi anche di lei, tra decime serie di soap opera nazionali, posti al sole, e ricostruzioni delle vite di cantanti validi, ma che vengono certamente dopo la Serao nella storia di 160 anni d’Italia.