“Demetra Aesthetica”: la mostra itinerante sull’opera di Daniele Bongiovanni

Il progetto, incentrato sulle tematiche chiave del pittore italiano, verrà presentato nell’ambito di un programma di ricerca del Dipartimento di Arte, Design e Architettura della University of Huddersfield

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Portrait of John Lewis, 21×29.7 cm, olio su tela, 2020; Nimble Est, 100×100 cm, olio e tecniche miste su tela, 2018

«Le tonalità cromatiche, come quelle musicali, hanno un’essenza sottile, danno emozioni più sottili, inesprimibili a parole» afferma Vasilij Kandinskij, trattando le proprietà espressive dei colori all’interno dell’opera “Lo spirituale nell’arte” (1910).
All’arte è affidato il compito di rendere visibile l’invisibile, di suggerire ed evocare l’ineffabile essenza del reale, che non può essere spiegata con il solo ausilio della ragione.
Ancora oggi, di fronte a una realtà sfuggente e cangiante, il pittore Daniele Bongiovanni cerca di raccontare la sua percezione del presente. “Demetra Aesthetica” è l’enigmatico titolo della sua prossima esposizione itinerante, incentrata sulle tematiche chiave della sua pittura, che verrà presentata nell’ambito di un programma di ricerca del Dipartimento di Arte, Design e Architettura della University of Huddersfield, nel Regno Unito, e in diversi musei e gallerie nazionali ed estere tra il 2021 e il 2022. Nel titolo, se il richiamo alla dea rimane per ora parzialmente avvolto nel mistero, il resto richiama invece, in modo esplicito, la totalità del suo lavoro, caratterizzato dalla rappresentazione di una concretezza dilatata, resa attraverso un uso profondamente materico del bianco. Un colore misterioso, che esprime un «silenzio ricco di potenzialità, un silenzio che improvvisamente riusciamo a comprendere» recita ancora Kandinskij, che più di tutti ha individuato nell’arte un modo per giungere al nucleo primigenio della realtà, come anche Bongiovanni si propone di fare nelle sue opere.
Alla radice delle rappresentazioni eteree e tratteggiate da Bongiovanni vanno sicuramente individuati le ricerche del pittore. Di grande influenza risultano, come sempre, l’uomo e il suo mondo, interiore ed esteriore.
Dall’Italia, i suoi cicli tematici votati a delicati virtuosismi cromatici, accostati, rispettivamente, da Claudio Strinati a Claude Monet e da Francesco Poli a Robert Ryman, per la concettualità, e a William Turner, hanno poi fatto il giro del mondo. L’artista ha infatti partecipato a molti eventi di arte contemporanea internazionali, tra cui la prestigiosa Biennale d’Arte di Venezia, a cui è stato ripetutamente invitato. Le sue tele sono esposte in prestigiose collezioni museali, tra cui quella della Casa del Mantegna di Mantova, della Fondazione Aria di Pescara, della Fondazione Arte Scienza Videoinsight® di Torino e presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Le sue opere si possono ammirare anche nelle collezioni delle Ambasciate italiane ad Abu Dhabi, Helsinki, Londra, nonché in quelle dei Consolati Generali d’Italia a Chicago, Hong Kong e della University of California, Berkeley.
Bongiovanni recentemente, già in mostra alla Bangkok Biennial e presso la Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture di Castelbasso e il Taos Center for the Arts, nel Nuovo Messico, ha preso parte a programmi di ricerca di diverse istituzioni, tra le altre: il Design Museum di Londra, la Queen Mary University of London e il Royal College of Art di Londra.
Dopo i recenti successi in Italia, Regno Unito e altrove, “Demetra Aesthetica”, progetto che verrà lanciato a breve, si preannuncia dunque un’ulteriore e imperdibile occasione per approfondire l’opera sfaccettata e concettuale dell’acclamato pittore dei cieli bianchi.

FONTE: Ufficio Stampa Spazio Arte.