Ecomondo, presentato studio CNR-IIA promosso da CIB e IVECO

bioLNG strategico per la decarbonizzazione del settore dei trasporti

Presentato a Rimini lo “Studio delle emissioni di gas serra e di biossido di azoto in atmosfera dal comparto dei trasporti con alimentazione a gasolio, a metano e a biometano liquefatto” di CNR – IIA.

Ecomondo-inRIMINI – Il biometano liquefatto (bioLNG) può avere un ruolo strategico importante nel processo di decarbonizzazione dei trasporti, in particolare quello pesante, e nell’abbattimento delle emissioni di gas serra aprendo la strada per il raggiungimento dei traguardi ambientali europei fissati al 2050. E’ quanto emerge dal convegno “Viaggiare diminuendo la CO2. Un paradosso possibile” organizzato oggi da CIB – Consorzio Italiano Biogas e IVECO durante la Fiera Ecomondo di Rimini.

Nel corso dell’iniziativa è stato presentato lo “Studio delle emissioni di gas serra e di biossido di azoto in atmosfera dal comparto dei trasporti con alimentazione a gasolio, a metano e a biometano liquefatto”, realizzato dall’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico (IIA) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IIA), promosso da CIB e IVECO.

“Lo studio valuta l’impatto ambientale di differenti combustibili impiegati nel settore dell’autotrazione, con particolare focus sul biometano di cui è stato analizzato il diverso mix di biomasse utilizzate per l’alimentazione del digestore anaerobico. Il bioGNL risulta particolarmente vantaggioso e il beneficio del suo impiego aumenta all’aumentare della percentuale di effluenti zootecnici. Il processo globale del biometano risulta sempre vantaggioso rispetto ai carburanti fossili, anche grazie alla elevata percentuale di energia rinnovabile nel mix energetico italiano. Dallo studio emerge inoltre come sia possibile ottenere addirittura emissioni negative qualora l’impegno effluenti zootecnici sia superiore al 60% del mix di biomasse e un recupero della CO2 dell’upgrading per uso alimentare.”, dichiara Valerio Paolini, ricercatore del CNR-IIA.

Lo studio, che prende come contesto di riferimento il mercato italiano, tra i primi in Europa per numero di veicoli alimentati a metano e per la presenza di stazioni di rifornimento di CNG e LNG, analizza 11 scenari diversi, differenziati per materia prima per la produzione di biogas e per la presenza o meno di cattura della CO2 durante il processo di upgrading.
I risultati ottenuti dimostrano che nel settore della mobilità, il bioLNG permette la  riduzione delle emissioni di gas serra fino al 121,6% rispetto all’impiego di gasolio e una diminuzione del 65% di biossido di azoto.

“Lo sviluppo del biometano liquefatto rappresenta oggi l’unica alternativa all’utilizzo dei carburanti fossili immediatamente disponibile nel comparto del trasporto pesante di difficile elettrificazione. Le nostre aziende agricole sono pronte a contribuire alla transizione ecologica del settore della mobilità attraverso la produzione di un biometano prodotto a partire da sottoproduzioni agricole 100% made in Italy e sostenibili.”, dichiara Lorenzo Maggioni, Responsabile Ricerca e Sviluppo del CIB – Consorzio Italiano Biogas.

Per misurare le emissioni di CO2 e confrontare l’efficienza delle diverse soluzioni, lo studio di CNR ha adottato un approccio well-to-wheels (“dal pozzo alla ruota”) tracciando l’iter del biocarburante lungo tutta la filiera dalla produzione all’utilizzo.

“Il biometano è una risorsa tecnologicamente matura che costituisce un vantaggio ineguagliabile con le altre tecnologie sia dal punto di vista ambientale, sia dal punto di vista economico. Inoltre, non necessita di adeguamenti ai veicoli né investimenti nella rete di distribuzione. Per combattere la crisi climatica serve una risposta concreta e immediata. In questo contesto, il biometano rappresenta la soluzione del presente per il futuro del nostro pianeta”, dichiara Fabrizio Buffa, Italy Market Alternative Propulsions Manager di IVECO.

E’ intervenuto alla presentazione dello studio di CNR – IIA anche Alessandro Bratti, Direttore Generale Ispra, che ha dichiarato: “il lavoro presentato oggi rappresenta un filone fondamentale per raggiungere gli obiettivi europei di decarbonizzazione. Non sarà possibile fare tutto con l’elettrico e la soluzione prospettata dallo studio è di grande interesse. Come spunto per arricchire il lavoro andrebbe approfondito anche il tema collegato alle emissioni fuggitive di metano e le questioni legate all’occupazione del suolo agricolo”.

Ad animare il dibattito sono intervenuti anche Fabio Ciani, Responsabile sostenibilità trasporti Nestlè, i soci del Consorzio Italiano Biogas Carlo Vanzetti, fondatore di Cooperativa Speranza, e Matteo De Campo, AD Gruppo Maganetti.

Il biometano è un asset strategico in grado di accelerare il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione del settore dei trasporti e centrare gli obiettivi dell’Unione Europea di emissioni ridotte del 55% entro il 2030 per arrivare a emissioni zero entro il 2050.

CIB – Consorzio Italiano Biogas
Il CIB – Consorzio Italiano Biogas è la prima aggregazione volontaria che riunisce oltre 770 aziende agricole produttrici di biogas e biometano da fonti rinnovabili e più di 200 società industriali fornitrici di impianti, tecnologie e servizi per la produzione di biogas e biometano, enti ed istituzioni che contribuiscono alla promozione della digestione anaerobica per il comparto agricolo. Il CIB è attivo sull’intera area nazionale e rappresenta tutta la filiera della produzione di biogas e biometano in agricoltura, con l’obiettivo di fornire informazioni ai Soci per migliorare la gestione del processo produttivo e orientare l’evoluzione del quadro normativo per favorire la diffusione del modello del Biogasfattobene® che contribuisce al contrasto della crisi climatica. Nel 2020 il CIB ha lanciato il progetto “Farming for Future – 10 azioni per coltivare il futuro” dedicato alla transizione agroecologica dell’agricoltura. Attualmente il CIB conta oltre 980 aziende associate e quasi 500 MW di capacità installata. https://www.consorziobiogas.it/ – https://farmingforfuture.it/

IVECO
IVECO è un brand di CNH Industrial N.V., un leader globale nel settore dei capital goods, quotato al New York Stock Exchange (NYSE: CNHI) e sul Mercato Telematico Azionario, organizzato e gestito da Borsa Italiana (MI: CNHI). IVECO progetta, costruisce e commercializza un’ampia gamma di veicoli commerciali leggeri, medi e pesanti, mezzi cava/cantiere.

L’ampia offerta di prodotto prevede il Daily, veicolo che copre dalle 3,3 alle 7,2 tonnellate di peso totale a terra, l’Eurocargo, dalle 6 alle 19 tonnellate, per il segmento pesante oltre le 16 tonnellate, la gamma IVECO WAY con l’IVECO S-WAY per le applicazioni on-road, l’IVECO T-WAY per le missioni off-road e l’IVECO X-WAY per le missioni light off-road.  Inoltre, con il marchio IVECO Astra, costruisce veicoli cava-cantiere e veicoli speciali.

IVECO impiega circa 21.000 dipendenti e produce veicoli dotati delle più avanzate tecnologie in 7 paesi del mondo, in Europa, Asia, Africa, Oceania e America Latina. 4.200 punti di vendita e assistenza in più di 160 Paesi garantiscono supporto tecnico ovunque ci sia un veicolo IVECO al lavoro.

Per maggiori informazioni su IVECO: www.iveco.com
Per maggiori informazioni su CNH Industrial: www.cnhindustrial.com

L’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IIA)
L’Istituto, grazie alla presenza dei propri ricercatori nelle reti di eccellenza nazionale ed internazionale, svolge attività di ricerca scientifica e sviluppo tecnologico nel contesto di progetti e programmi nazionali e internazionali. A supporto di ampi settori pubblici e privati fornisce servizi di alta consulenza nel settore dell’inquinamento atmosferico in aree urbane e industriali. In particolare sull’emissione, trasformazione, trasporto, deposizione e circolazione degli inquinanti atmosferici ed ambientali in aree urbane e industriali nonché supporta lo sviluppo di strategie di tipo osservativo e legislative per valutare l’impatto dell’inquinamento atmosferico e ambientale su i vari ecosistemi e a diverse scale spaziali. Promuove lo sviluppo di sistemi e standard internazionali per lo sharing di dati ambientali e l’interoperabilità di sistemi e infrastrutture. L’Istituto è impegnato nello sviluppo di sistemi integrati di analisi ambientali che prevedono l’integrazione di sistemi osservativi con modelli numerici di qualità dell’aria al fine di sviluppare analisi socio-economiche utili all’implementazione delle direttive europee e dei trattati internazionali sia per la scala nazionale che internazionale.

FONTE: Ufficio Stampa CNR.