Si è chiusa ieri, domenica 14, la 27ma edizione del festival capitolino dedicato al cinema del mediterraneo, che vi avevamo presentato con un articolo il 20 ottobre scorso

MedFilm-Festival-inCome piacevolmente anticipato lo scorso 20 ottobre, quando il festival è stato presentato alla stampa, ho sempre seguito personalmente la rassegna del cinema dei Paesi che si affacciano dal Mediterraneo, fino a raccogliere in un saggio del 2004 (che molta soddisfazione mi ha dato, perfino presso l’allora Capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, ricevendo l’onorificenza della ‘Medaglia del Presidente della Repubblica’), aggiornato e nuovamente pubblicato oltre un decennio dopo.

Ieri si è conclusa la 27ma edizione del MedFilm Festival, il più longevo festival di cinema della capitale ed il primo in Italia dedicato alle cinematografie del Mediterraneo, che quest’anno si è diviso tra l’Auditorium della Conciliazione ed i cinema Savoy, Nuovo Aquila ed altre location ancora, per i dieci giorni di proiezioni, meeting professionali, masterclass nelle università, incontri con giovani autori e maestri del cinema.

Questi sono i vincitori della 27ma edizione del MedFilm Festival:

Concorso ufficiale

Premio AMORE E PSICHE per il Miglior Film: “Amira” di Mohamed Diab (Egitto/Giordania/EAU, 2021).

Il film, ispirato da notizie di cronaca come il contrabbando di sperma dei reclusi a vita per terrorismo nelle carceri israeliane, racconta da un’angolazione inedita il conflitto che divide due popoli e due mondi. Il viaggio tragico della diciassettenne palestinese Amira alla ricerca della sua identità interroga il significato autentico dell’appartenenza e diventa un teorema sull’eccitazione dell’odio, sull’asfissiante controllo sociale di un microcosmo chiuso, sull’oppressione femminile e sull’assenza di libertà, di una radicalità che non può non inquietare e sconvolgere.

Premio SPECIALE DELLA GIURIA: “Una storia d’amore e di desiderio” di Leyla Bouzid (Francia/Tunisia, 2021).

Il film di una giovane regista che esplora con profondità, precisione e tenerezza l’identità araba, attraverso l’incontro di un giovane ragazzo nato in Francia da genitori algerini con una giovane tunisina appena arrivata a Parigi. Ciascuno si confronta ai suoi riferimenti culturali, quelli trasmessi e quelli immaginati, ed al suo proprio desiderio. Da queste complessità trionfa il desiderio di vita.

Premio ESPRESSIONE ARTISTICA per la miglior regia: “Mariner of the Mountains” di Karim Aïnouz (Francia/Germania/Brasile, 2021).

Un viaggio in Kabilia, terra di nascita di un padre fugacemente incontrato solo in età adulta e una lettera in immagini alla tanto amata madre scomparsa da poco. Una lettera come diario di una ricerca intima delle origini che a tratti incrocia la Grande Storia della rivoluzione algerina. Il premio va a un film in cui parole, immagini ed elementi diversi sapientemente tenuti tra associazioni e contrappunti, tessono magistralmente un racconto che coinvolge, cattura e commuove.

Concorso Internazionale cortometraggi

Premio METHEXIS per il Miglior Cortometraggio: “Le Départ” di Saïd Hamich (Marocco/Francia, 2020).

Una storia che sa raccontare attraverso gli occhi di un bambino il dramma sociale che colpisce un paese intero: quello dell’immigrazione delle giovani generazioni è un tema che accomuna tristemente i paesi del Mediterraneo. Resta solo la promessa di poter tornare, prima o poi, a casa. Il tutto attraverso una regia che riesce ad evocare suoni, colori e sapori di un immaginario molto nitido dell’infanzia, dell’amore e delle carezze materne, del ricordo indelebile dei luoghi del proprio passato.

Un premio è andato alla produzione italiana “Figlio santo”, per la regia di Aliosha Massine; poi, sono state riconosciute alcune menzioni speciali che, per evidenti motivi di spazio, siamo costretti ad omettere, per passare in breve rassegna agli altri premi.

PREMIO VALENTINA PEDICINI – Miglior opera prima e seconda

Miglior Film: “Una storia d’amore e di desiderio” di Leyla Bouzid (Francia/Tunisia, 2021), di cui vi abbiamo già parlato, avendo ricevuto ampi consensi in questa rassegna.

MedFilm works in progress

PREMIO OIM: “A hero of our Time” di Miraç Atabey (Turchia). Un’opera prima ambiziosa e dallo stile molto personale costruita attraverso collaborazioni creative di lunga data nella Turchia nord-orientale. Siamo stati colpiti dalla chiarezza del progetto e dall’impegno nelle scelte formali di Miraç Atabey, così come dall’eleganza narrativa del film, che parla sottilmente delle questioni generazionali del nostro tempo.

Premio diritti umani Amnesty International

Anche il Premio Diritti Umani Amnesty International della 27esima edizione del MedFilm Festival è andato al trionfatore della rassegna romana: “Amira” di Mohamed Diab (Egitto/Giordania/EAU, 2021).

Molti i premi collaterali, assegnati da 76 studenti delle Università La Sapienza (Dipartimento ISO Istituto italiano di Studi Orientali, Dipartimento di Filosofia, Dipartimento di Storia dell’Arte e Spettacolo), Tor Vergata (Dipartimento di Storia, Patrimonio Culturale, Formazione e Società), Roma Tre (Dipartimento di Filosofia, Comunicazione, Spettacolo), Università degli Studi Internazionali di Roma UNINT e Link Campus, UNIMED e LUISS, andati a: “Good Mother” di Hafsia Herzi (Francia, 2020), ancora “Amira” di Mohamed Diab (Egitto/Giordania/EAU, 2021), il corto “Le Départ” di Saïd Hamich Benlarbi (Marocco/Francia, 2020) ed alcune menzioni speciali.