Rilancio dell’Aeroporto San Francesco d’Assisi

Nel 2022 piano da 16 rotte, collegamenti con le più importanti città europee e due hub internazionali

Perugia_Aeroporto_San_Francesco_AssisiPer l’aeroporto dell’Umbria “il 2022 dovrà essere l’anno di definitivo rilancio raggiungendo la cifra di 300 mila passeggeri che sarebbe record di tutti i tempi, ci consentirebbe di portarci da 31/o scalo italiano, su 42, subito a ridosso dei grandi italiani” ha dichiarato la governatrice Tesei all’assemblea legislativa.

L’obiettivo per l’aeroporto perugino è raggiungere i 500 mila passeggeri possibile entro un biennio, il suo massimo consentito, in questo momento si spinge verso i 300 mila passeggeri con un piano di 16 rotte fin dalla primavera del 2022 che collegherà l’Umbria ad alcune città europee, compresi due hub internazionali: Monaco di Baviera e Londra, con tutti i risvolti industriali, commerciali e turistici immaginabili; rotte verso tutto il sud Italia e la Sardegna. Un piano di lavoro che mette al centro e massimizza anche i collegamenti via terra, come treni veloci che insieme alla nuove rotte colleghino l’Umbria e il Centro Italia alle città italiane ed europee. Ottimi numeri già nel 2021 con gli scali a disposizione, un successo che riesce a paragonare gli indici con il 2019 pre-pandemico, risultato che parla dell’importanza dell’aeroporto per l’economia e il turismo della regione. Il rilancio del San Francesco d’Assisi già dal mese di giugno 2021, anno difficoltoso per tutti gli aeroporti italiani, ha visto incrementi con punte record a luglio di oltre 1733 passeggeri. Più incoraggiante agosto con 26947 passeggeri con 567 voli all’attivo, contro circa la metà registrata nell’anno precedente ed perfino con un numero superiore rispetto al 2019; è possibile fare una stima anche per il mese appena concluso, ottobre, in cui si è registrato costanza nella positività del trend. Alla ripartenza e al rinforzo dell’’Aeroporto San Francesco d’Assisi’corrisponde un inevitabile aumento essenziale del turismo in regione da cui è generato lo sviluppo economico a tutto tondo e che Enit ha calcolato essere attorno ai 500 euro di spese per ogni passeggero che visita un territorio. L’aeroporto è un generatore di investimenti per la Regione Umbria e se si calcola che ad esso è collegata una serie di mezzi di trasporto come la stazione di Collestrada e la metropolitana di superficie dell’Umbria, la Fcu (Ferrovia centrale Umbra sviluppata quasi totalmente nel territorio della regione Umbria e lungo la valle del Tevere), il risultato porta a confortanti risvolti turistici, commerciali e industriali.

FONTE: https://www.ansa.it/umbria/notizie/la_giunta_informa