Sisma 2016: 27 i milioni di euro di danni stimati

Si guarda a ricostruzione e rigenerazione delle comunità

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Foto di Angelo Giordano da Pixabay

A 5 anni dal sisma del 26 agosto 2016 e del 30 ottobre, si stimano i danni. A farlo è il commissario straordinario alla ricostruzione post-sisma, Giovanni Legnini, a Norcia per le celebrazioni dell’anniversario del sisma del 30 ottobre 2016 da dove ha spiegato che: “Per la ricostruzione privata occorreranno oltre 20 miliardi, per la pubblica stimiamo circa 5 miliardi e 100 milioni e un altro miliardo e mezzo servirà per recuperare le 3 mila chiede danneggiate”. “Adesso – ha aggiunto il commissario – l’obiettivo è di completare il censimento dei danni entro il 31 dicembre prossimo”. “Al 30 settembre – ha spiegato Legnini – sono pervenute circa 58 mila domande di prenotazione al contributo, a fronte di circa 80 mila edifici danneggiati, registriamo quindi un delta mancante di 22 mila edifici. Stimolando una nuova presentazione delle domande, crediamo di poterne recepire qualche altro migliaio così da attestarci a oltre 60 mila edifici da recuperare”. La presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, ha presieduto le celebrazioni dell’anniversario, sicuramente tra i momenti più tragici della nostra nazione e in particolare della regione Umbria: “Oggi è un giorno dedicato al ricordo di quanto accaduto cinque anni fa, al dramma che ha invaso le vite di tanti cittadini. Ma al tempo stesso è anche momento per guardare al domani, alla rinascita di questi splendidi territori. Ed per questo che ci siamo adoperati sin dal nostro insediamento per accelerare la ricostruzione, stiamo ottenendo buoni risultati, ma dobbiamo continuare, anche insieme al Commissario straordinario per la ricostruzione Giovanni Legnini, e agli amministratori locali, ad adoperarci affinché si riesca ad avere tanto la ricostruzione materiale quanto una rigenerazione delle comunità, ricreando socialità, facendo tornare i giovani nelle zone del cratere, contribuendo alla ripartenza dell”economia. In tal senso stiamo lavorando, con progetti concreti e interlocuzioni con il Governo, affinché si possano creare, accanto alla ricostruzione pubblica e privata, le condizioni per rendere sempre più attrattive le zone interne, fornendole, ad esempio, di maggiori servizi per comunità ed imprese e colmando quel gap infrastrutturale che da sempre caratterizza i territori dell”Appennino”.

Storia del sisma del 2016: ferita ancora aperta per gli umbri, che ricordano il terremoto che dal 26 agosto 2016 ha sconquassato la terra e le vite di moltissime persone. La scossa di agosto delle 3:36 ha avuto un magnitudo di 6.0 con epicentro situato lungo la Valle del Tronto, con potenti repliche al confine tra Umbria e Marche, il 26 agosto. Il 30 ottobre una forte scossa di magnitudo 6.5 ebbe come epicentro Norcia e Preci, provincia di Perugia e ipocentro individuato a 9-10 km nel sottosuolo e con durata di 30 secondi. La scossa fu talmente potente da essere avvertita anche al confine tra Austria e Balcani. Una faglia lunga più di 25km, lo stesso gruppo di faglie che aveva causato il terremoto del 1997 e la magnitudo più forte degli ultimi 35 anni, subito dopo quello dell’Irpinia. La magnitudo valutata da ‘INGV’ è stata di 6,5 della scala Richter che in termini energetici equivale a una forza 8 volte maggiore di quello del 26 agosto.  A Norcia crollarono la Basilica di san Benedetto e la Cattedrale di Santa Maria Argentea. A Castelluccio di Norcia ci fu la distruzione del 60% delle abitazioni. Dal 18 gennaio 2017 riprese una serie di 4 scosse di forte magnitudo tra 5.0 e 5.5 con epicentro nell’aquilano. L’insieme degli eventi sismici provocò la morte di 303 persone e 388 feriti e circa 41000 sfollati. Purtroppo l’effetto domino era prevedibile in quanto l’energia liberata dal sisma provocò lo slittamento delle faglie vicine in grado di generare altri terremoti.  Venne avvertito a Roma, in Puglia e in Trentino.