Il Calendario Barbanera è anche in versione Braille

Nell’anno in cui ricorrono i 260 anni dello storico Almanacco, Memoria del Mondo Unesco dal 2015, il Barbanera entra nelle case degli italiani con una versione davvero per tutti

Un formato speciale che arricchisce i classici contenuti del calendario con implementazioni multimediali e braille, realizzata in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) e l’Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione (IRIFOR).

Calendario-Barbanera-copDa oggi il calendario Barbanera esce anche in versione ottimizzata per non vedenti e ipovedenti, con scrittura Braille e contenuti multimediali tramite QR-code. Un’edizione speciale, nata in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus-Aps, che vuole entrare nelle case di tutti, ma proprio tutti, gli italiani nell’anno in cui ricorrono i 260 anni dello storico Almanacco, “Memoria del Mondo”  Unesco dal 2015.

Maneggevole nel suo formato ridotto confezionato a spirale, piacevole e fruibile da tutta la famiglia, il calendario con stampa serigrafica in Braille ad alto rilievo mantiene i colori, lo stile grafico e i temi classici che da più di due secoli e mezzo contraddistinguono il Barbanera – con le curiosità e i preziosi consigli per la casa, l’orto e il giardino, il benessere e l’astrologia – ma si arricchisce di una scrittura tattile a rilievo con vernice trasparente e di QR-code che rimandano, inquadrati con uno smartphone, a contenuti audio e video che raccontano l’almanacco del giorno e tutti gli altri testi presenti. Un supporto particolarmente utile anche a coloro che sono affetti da cecità acquisita e che, contrariamente ai non vedenti dalla nascita, possono avere difficoltà ad imparare a leggere con il sistema Braille.

Oggi in Italia si contano circa quattrocentomila ciechi e un milione e mezzo di ipovedenti, dato quest’ultimo destinato ad aumentare proporzionalmente all’invecchiamento della popolazione. Anche a loro Barbanera vuole portare il suo augurio di felicità e il suo messaggio per uno stile di vita attento alla qualità della vita, alla natura e all’ambiente. E lo fa insieme a Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, impegnata a sensibilizzare la comunità e le istituzioni verso una progettualità sociale veramente inclusiva.

Il calendario Barbanera in Braille è acquistabile presso le sedi UICI o direttamente presso la casa editrice su prenotazione tramite telefono (0742 391177), email (marketing@barbanera.it) o accedendo al sito www.barbanera.it nella sezione “Acquista le edizioni Barbanera”, 12 euro è il costo della singola copia.

Edito per la prima volta a Foligno nel 1762 e pubblicato dall’Editoriale Campi in circa tre milioni di copie annue, Barbanera continua ad essere amato e atteso ogni anno per la filosofia di vita che propone, improntata all’armonia tra uomo e natura, tra tradizione e attualità. D’altronde  la voce Barbanera compare nei maggiori dizionari italiani come sinonimo di almanacco, lunario e calendario. Un’altra conferma della sua fama duratura e sempre attuale, testimonianza della sua capacità di evolversi restando sempre vicina al suo pubblico e alle sue esigenze nel corso degli anni.

La Fondazione Barbanera 1762 e la valorizzazione della cultura almanacchistica
La Fondazione Barbanera 1762 nasce con l’obiettivo di raccogliere, conservare e valorizzare la grande tradizione almanacchistica europea, che ha in Barbanera il suo più autorevole erede e continuatore.
Quando la Fondazione Barbanera apre le sue porte, a svelarsi non sono soltanto almanacchi, ma uno spazio della memoria, un luogo dove vivono documenti, studi, progetti fra tradizione e futuro. Una realtà unica che ora spazia nel mondo con la sua biblioteca anche online (www.bibliotecabarbanera.it), volta a custodire la memoria storica del Barbanera e a stimolare pensiero critico sul futuro della tradizione. La Fondazione è custode della più ricca collezione di lunari e almanacchi al mondo, attiva con pubblicazioni, mostre ed eventi sui temi d’almanacco.
Nella sua Biblioteca, oltre 50.000 i documenti, 12.000 almanacchi e lunari e 5 Fondi.

LA NOVITA’! Il Calendario Barbanera è anche in versione Braille
Dall’edizione dei 260 anni il calendario Barbanera esce anche in versione ottimizzata per non vedenti e ipovedenti. Un’edizione speciale, nata in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti Onlus-Aps e IRIFOR, esperta in realtà aumentata e multimedialità.
Maneggevole nel suo formato ridotto confezionato a spirale, piacevole e fruibile da tutta la famiglia, il calendario con stampa serigrafica in Braille ad alto rilievo mantiene i colori, lo stile grafico e i temi classici che da più di due secoli e mezzo contraddistinguono il Barbanera – con le curiosità e i preziosi consigli per la casa, l’orto e il giardino, il benessere e l’astrologia – ma si arricchisce di una scrittura tattile a rilievo con vernice trasparente e di QR-code che rimandano, inquadrati con uno smartphone, a contenuti audio e video che raccontano l’almanacco del giorno e tutti gli altri testi presenti. Un supporto particolarmente utile anche a coloro che sono affetti da cecità acquisita e che, contrariamente ai non vedenti dalla nascita, possono avere difficoltà ad imparare a leggere con il sistema Braille.

LA NOVITA’! La Collezione Barbanera è online
E’ la grande novità con cui la Fondazione Barbanera 1762 festeggia i 260 anni dell’Almanacco. Alle soglie del 2020 il centro di ricerca ha aperto i propri cassetti per rendere accessibile in rete la collezione di lunari Barbanera dal 1762 ad oggi. Solo un click per entrare nel mondo del saggio filosofo di Foligno, nel sito www.barbanera1762.com. Possibile grazie al progetto europeo Agenda
Urbana del Comune di Foligno, il sito raccoglie la digitalizzazione dei documenti della Fondazione, realizzata in collaborazione con Archivi di valore. Circa 800 le pubblicazioni online, tra cui il prestigioso fondo Barbanera Unesco, la collezione di almanacchi e lunari Barbanera riconosciuta dall’Unesco “Memoria del Mondo”, patrimonio documentario dell’umanità, simbolo universale della cultura d’almanacco.

Barbanera patrimonio dell’umanità, “Memoria del mondo” Unesco
Nel 2015 l’Unesco ha accolto la Collezione di almanacchi Barbanera, conservata a Spello presso la fondazione Barbanera 1762 (precisamente 356 pubblicazioni tra almanacchi a libretto e lunari da parete pubblicati dal 1762 al 1962), nel registro “Memory of the World”, il programma che censisce e tutela i principali patrimoni documentari dell’umanità come, per fare qualche esempio, l’alfabeto fenicio, la Sinfonia n° 9 di Beethoven, i film dei Fratelli Lumiere e il Diario di Anna Frank.
Con il titolo di “Memoria del mondo” l’Unesco ha quindi riconosciuto valore di universalità all’Almanacco Barbanera, quale simbolo di un genere letterario che ha contribuito a sviluppare e a trasmettere la cultura popolare e l’identità di intere nazioni.
«La Collezione di Almanacchi Lunari Barbanera, – queste le parole a nella motivazione a supporto del riconoscimento – costituita da 356 esemplari datati dal 1762 al 1962 è la più completa al mondo. Il suo valore è universale e deriva dal suo essere simbolo di un genere letterario che ha contribuito a creare la cultura e l’identità di intere nazioni prima dell’avvento delle più moderne forme di comunicazione di massa».

Ambientalista per vocazione
Il Barbanera tramanda buone pratiche e suggerisce un più sano e sostenibile rapporto con la Terra già da secoli, quando l’ambiente non era ancora un problema emergente per l’umanità. E da allora non ha mai smesso di offrirci spunti per ritrovare il valore delle sane abitudini quotidiane e per fare la cosa giusta al momento giusto, seguendo il ritmo delle stagioni.
La stessa coltivazione biologica, che ancora oggi si pratica nell’Orto giardino delle stagioni, si affida ad antichi gesti sostenibili e rispettosi dell’ambiente, così come la scelta di stampare con inchiostro a base naturale su carta proveniente da foreste reimpiantate, rendono più credibile quello che le pagine dell’Almanacco ci raccontano in ogni mese dell’anno.

La casa di Barbanera, in Umbria l’ “almanacco vivente”
Da più di due secoli e mezzo fedele a se stesso, eppure quanto mai moderno e sempre al passo con i tempi, l’Almanacco Barbanera nasce in Umbria, a Spello, in un complesso rurale del XVIII secolo di circa 7 ettari certificati bio, che ospita la sede editoriale con la redazione – in un antico bachificio completamente ristrutturato – la Fondazione Barbanera 1762 – un archivio storico con oltre 50mila documenti antichi di cui 13mila almanacchi, calendari e lunari da tutto il mondo – e l’Orto giardino delle Stagioni – uno scrigno prezioso di biodiversità, firmato dal paesaggista Peter Curzon, dove convivono e dialogano in armonia, tra fontane e pergolati, semi e ortaggi rari o in via d’estinzione, frutti di archeologia arborea, fiori ed erbe officinali, grazie al prezioso contributo dell’agronoma Isabella Dalla Ragione, presidente della Fondazione Archeologia Arborea e da sempre impegnata nella concreta salvaguardia della biodiversità.
Qui, seguendo il tempo del cielo e della terra e il crescere e il calare della luna, si sperimentano la filosofia e le buone pratiche che vivono nell’Almanacco, in una quotidianità che si modula tra orti e prove di stampa, memorie del tempo, attualità e innovazione per un’esistenza a misura d’uomo.

Da Lunario ad Almanacco, una storia lunga 260 anni
A partire dal Medioevo, soprattutto dopo la nascita della stampa, lunari e almanacchi sono stati la lettura popolare più diffusa nella penisola italiana e non solo.  Tra quelli stampati in Italia, il più celebre e longevo è sicuramente il Barbanera, ma meglio sarebbe dire “i Barbanera”. Perché dopo la stampa del primo lunario in foglio ad opera di Pompeo Campana di Foligno, in molti cercarono di impossessarsi della paternità del Barbanera con prodotti simili per forme e contenuti tra cabale,  pronostici e notizie agricole e geografiche.
Nel 1768 al lunario Barbanera si affianca un almanacco destinato a diventare in Italia,  tra ’700 e ’800, una sorta di “vangelo” dei ceti rurali ricco di fascino, però, anche per illustri personaggi della cultura come Gabriele d’Annunzio’.
I lunari, che da fogli da appendere al muro divennero con il tempo libretti tascabili, riscossero un tale successo che tutto l’Ottocento fu caratterizzato da controversie legali tra i vari “Barbanera” che da più parti d’Italia dichiaravano  di essere l’originale. Certo è che, viaggiando per fiere e mercati, il Barbanera, con i suoi cloni, per lungo tempo ha contribuito all’unificazione culturale e linguistica d’Italia, in un momento in cui era l’unico “libro” ad entrare nelle case, con le sue immagini della luna e le previsioni del tempo, che era poi quello che più contava per una coltivazione di successo.
Sarà solo nella prima metà del Novecento che la casa editrice Campi, nata a Foligno nel 1892, acquisirà in esclusiva il marchio Barbanera. Grazie ai venditori ambulanti e ai cantastorie, il Barbanera continuò quindi ad attraversare la penisola italiana insieme ai fogli divulgativi che raccontavano “fattacci” di cronaca, “miracoli”, “pianeti della fortuna” e canzoni. Con l’arrivo della radio, nel 1939 i fogli volanti con i testi delle canzoni divennero “Il Canzoniere della Radio”, da cui prese le mosse negli anni ’50 del XX secolo “TV Sorrisi e Canzoni”, pubblicato dalla Campi fino al 1980. Oggi l’Editoriale Campi è nota soprattutto per essere la casa editrice del Calendario, dell’Almanacco e di altri prodotti a firma Barbanera.

Il personaggio: Barbanera il filosofo saggio
Erudito, astronomo, eremita, filosofo passato alla storia per la saggezza e per le sue previsioni, Barbanera visse a Foligno nel 1700, quando il confine tra astronomia e astrologia, dottrina e buosenso popolare non era ancora così ben delineato. Tra realtà e leggenda, questa misteriosa figura di saggio dalla folta barba nera diede alle stampe il suo primo lunario nel 1762. Da allora la sua fama crebbe di giorno in giorno travalicando i confini regionali, fino a divenire calendario e almanacco italiani per antonomasia.

FONTE: Ufficio Stampa TGC Eventi (Monia Rossi).