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Axa Research Lab: “Durante la pandemia il 65% delle donne ha aumentato lavori domestici contro il 40% degli uomini”

(Adnkronos) - Il ceo di Axa Italia Gigantiello: "Su Gender Equality abbiamo fatto progressi significativi, ma c'è ancora molta strada da fare per creare cultura del cambiamento"

Durante la pandemia il 65% delle donne ha aumentato i lavori domestici contro il 40% degli uomini, divario persistito durante le prime due ondate della pandemia, anche nelle coppie in cui entrambi i partner hanno lavorato a distanza. Questo uno dei dati di Axa Research Lab emersi oggi durante l’incontro “Gender Equality: Challenges ahead from she-cession to she-recovery” organizzato dall’Axa Research Lab on Gender Equality della Bocconi in collaborazione con Axa Italia. Le donne in gran parte del mondo sono state più propense degli uomini a valutare il Covid-19 come un problema di salute rilevante: 59% contro un 48,7% degli uomini. La pandemia ha ampliamente mostrato quanto il surplus di lavoro domestico sia ricaduto principalmente sulle spalle delle donne, esacerbando le differenze preesistenti. In sostanza le donne hanno aumentato le ore giornaliere di lavoro domestico da 2,52 prima della pandemia a una media di 3 ore durante la prima ondata, mentre gli uomini sono passati da 1,26 a 1,57.

L’evento, aperto anche dai saluti istituzionali della vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, ha visto l’intervento della ministra per le Pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti. Ai lavori hanno anche partecipato Giacomo Gigantiello, Ceo di Axa Italia e Silvia Candiani, Ceo di Microsoft Italia e Antimo Perretta Ceo Europe & Latin America.

L’incontro scaturisce dall’attività di ricerca dell’Axa Research Lab on Gender Equality, diretto da Paola Profeta, che in numerosi studi e in diversi ambiti ha mostrato l’impatto della ancora scarsa uguaglianza di genere sull’economia e la società e il ruolo della pandemia. Gli studi del Lab evidenziano la portata della she-cession generata dalla pandemia. A differenza delle crisi economiche precedenti, questa volta il più coinvolto è stato il settore dei servizi, nel quale la maggior parte delle donne lavoratrici sono occupate, duramente colpito dalle misure restrittive.

Si può parlare di “she-recovery”? L’evidenza della ricerca del Lab è che le donne hanno avuto comportamenti più virtuosi degli uomini, con maggiore attenzione al rispetto delle regole e delle misure restrittive. Anche le donne leader hanno avuto più attenzione ad alcuni aspetti che influenzano di più la vita delle famiglie, come la chiusura delle scuole. In Italia, nel 2020 le donne leader politiche sono state più sensibili degli uomini ad alcune categorie di spesa pubblica, come la spesa sociale.

”L’obiettivo dell’Axa Research Lab on Gender equality, creato con l’Axa Research Fund e l’Università Bocconi -ha detto Giacomo Gigantiello, Ceo Gruppo Axa Italia- è quello di promuovere la conoscenza e aumentare la consapevolezza necessaria affinché la società progredisca sulla sfida dell’uguaglianza, per creare una cultura del cambiamento. Abbiamo fatto progressi significativi, ma c’è ancora molta strada da fare. Le donne sono fondamentali per lo sviluppo economico e sociale, sono una forza vitale. In qualità di assicuratore, Axa ha un ruolo chiave da svolgere per contribuire a realizzare una società inclusiva e resiliente. Questo fa parte del nostro purpose: agiamo per il progresso umano, proteggendo ciò che conta. È ciò che ci impegniamo a sviluppare nella nostra attività quotidiana, verso le nostre persone, i clienti e la società, perché è fortemente ancorato alla nostra cultura aziendale basata sull’inclusione, diversità e cura”.

”In un paese come l’Italia, da decenni agli ultimi posti in Europa per tasso di occupazione femminile, la pandemia ha acutizzato gli squilibri pre-esistenti. La buona notizia è che gli uomini si sono trovati più esposti alle attività di cura della famiglia e che si sia accelerata la sperimentazione del lavoro flessibile. Meno positivo è vedere che in realtà le donne hanno aumentato più degli uomini l’attività di cura e che siamo distanti da un utilizzo virtuoso della flessibilità lavorativa. Sul fronte dell’empowerment femminile, gli studi del Lab hanno evidenziato gli effetti benefici della leadership femminile in diversi contesti nella situazione pre-pandemica”. Ha commentato Paola Profeta, professoressa ordinaria di Public Economics.

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