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Ucraina: Liberati (kickboxing), ‘triste per Kagal, ha fatto le sue scelte, sport è contro la guerra’

(Adnkronos) - Maksym Kagal, campione del mondo di kickboxing morto nella sua Ucraina con le armi in mano, "lo conoscevo perché era un combattente vero, un campione del mondo molto giovane, ma non lo conoscevo personalmente, l'ho solo visto in combattimento. Pensare che prima del lockdown volevo organizzare un incontro Italia-Ucraina anche con lui...". Lo dice all'Adnkronos Massimo Liberati, leggenda della kick boxing disciplina Full Contact, di cui è stato a lungo campione mondiale categoria welter, all'attivo 116 combattimenti da professionista con 110 vittorie e oggi consigliere federale oltre a essere istruttore nella sua palestra romana.

Maksym Kagal, campione del mondo di kickboxing morto nella sua Ucraina con le armi in mano, “lo conoscevo perché era un combattente vero, un campione del mondo molto giovane, ma non lo conoscevo personalmente, l’ho solo visto in combattimento. Pensare che prima del lockdown volevo organizzare un incontro Italia-Ucraina anche con lui…”. Lo dice all’Adnkronos Massimo Liberati, leggenda della kick boxing disciplina Full Contact, di cui è stato a lungo campione mondiale categoria welter, all’attivo 116 combattimenti da professionista con 110 vittorie e oggi consigliere federale oltre a essere istruttore nella sua palestra romana.

“Io sono contro la guerra e contro chi la genera e chi vi partecipa -dice Liberati-, ma condivido il dolore della famiglia dell’atleta. Però voglio rimanere nell’ambito dello sport e non entrare nei commenti di questa guerra. La guerra è contro i principi dello sport. Kagal era un ucraino, ha fatto le sue scelte, sostengo che un uomo di sport deve fare altre considerazioni ma poi ne intervengono altre ancora, legate alla propria terra”.

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