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Cardiologo Kiev: ”Sono grato per l’ambulanza donata dal Papa, ora aspettiamo lui”

(Adnkronos) - ''Un gesto simbolico molto importante l'ambulanza che il Papa ha voluto regalare'' all'Istituto del cuore di Kiev. ''Importante perché noi abbiamo bisogno di questo mezzo per i nostri malati, per le persone che hanno bisogno di un intervento cardiologico e cardiochirurgico, per trasportare i feriti''. Ma anche perché ''rappresenta l'amore che la Chiesa cristiana ha nei confronti del popolo ucraino e una dimostrazione di vicinanza e di aiuto pratico''. Così all'Adnkronos Igor Mokryk, capodivisione di cardiochirurgia dell'Istituto del cuore di Kiev, racconta l'incontro questa mattina con l'elemosiniere del Papa, il cardinale Konrad Krajewski, che ha guidato personalmente un'ambulanza benedetta da Bergoglio e messa a disposizione dall'Ospedale Bambino Gesù di Roma.

”Un gesto simbolico molto importante l’ambulanza che il Papa ha voluto regalare” all’Istituto del cuore di Kiev. ”Importante perché noi abbiamo bisogno di questo mezzo per i nostri malati, per le persone che hanno bisogno di un intervento cardiologico e cardiochirurgico, per trasportare i feriti”. Ma anche perché ”rappresenta l’amore che la Chiesa cristiana ha nei confronti del popolo ucraino e una dimostrazione di vicinanza e di aiuto pratico”. Così all’Adnkronos Igor Mokryk, capodivisione di cardiochirurgia dell’Istituto del cuore di Kiev, racconta l’incontro questa mattina con l’elemosiniere del Papa, il cardinale Konrad Krajewski, che ha guidato personalmente un’ambulanza benedetta da Bergoglio e messa a disposizione dall’Ospedale Bambino Gesù di Roma.

”Personalmente sarei contentissimo se il Papa venisse a Kiev, ogni visita per noi è importante, ma sono sicuro che il popolo ucraino sarebbe entusiasta ad avere il Papa in visita”, aggiunto.

Il dono dell’ambulanza, intanto, ”è un fatto pratico che ha origine nel cuore del Papa, nel cuore della Chiesa, in quello dei credenti. Una dimostrazione che i fedeli pensano a come aiutare l’Ucraina non solo con le preghiere, ma anche con azioni pratiche”, aggiunge Mokryk, spiegando che ”se ogni fedele seguisse l’esempio del Papa, se venissero portati dalla fede in azioni pratiche, per noi sarebbe un grande aiuto”.

Tanti gli aiuti necessari. ”Servono materiali di sutura”, perché ”a differenza del 2014, quando avevamo militari feriti, ora abbiamo anche i civili feriti. Non posso dire quanti, ma anche un solo bambino ferito da una bomba russa rappresenta l’universo. Per di più all’interno di un Paese pacifico che non ha mai attaccato nessuno”, prosegue Mokryk. E poi ci sono i malati cardiologici, ”che non hanno potuto raggiungere Kiev quando era troppo pericoloso con i russi vicinissimi alla città, pazienti che hanno dovuto aspettare mentre le loro malattie non hanno aspettato. E oggi le loro condizioni di salute sono peggiorate, arrivano in condizioni pessime”, spiega.

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