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Mariupol, il racconto: “Russi e milizie controllano 90% città“

(Adnkronos) - "Le ultime sacche della resistenza ucraina si concentrano oggi nell'Azovstal, l'acciaieria più grande d'Europa"

”L’80-90% di Mariupol, il cuore della città e la maggior parte dei quartieri, sono sotto stretto controllo dell’esercito russo e delle milizie popolari”. Mariupol, secondo le ultime news di oggi, non è ancora caduta. Mentre ”le ultime sacche della resistenza ucraina si concentrano nell’Azovstal, l’acciaieria più grande d’Europa a ridosso del porto, e nella zona vicina allo stadio a 2-300 metri dall’ospedale pediatrico numero 3, quello bombardato a metà marzo”. Lo racconta all’Adnkronos Vittorio Rangeloni, trentenne originario di Lecco, appena rientrato da Mariupol a Donetsk, dove vive da sette anni.

”L’acciaieria presenta una fitta rete di tunnel sotterranei di epoca sovietica costruiti per far fronte a eventuali attacchi con bombe atomiche che rendono difficile l’operazione di bonifica da parte dell’esercito russo – spiega – L’area della fabbrica è molto grande, c’è anche una stazione ferroviaria. Alcuni militari russi sono riusciti a entrare, ma si parla di ostaggi tra i civili e tra i marinai di diverse imbarcazioni che si trovavano nel porto di Mariupol”. Porto che, conferma Rangeloni, è ”in mano ai russi”. Mentre ”si dice che la resistenza più forte si concentri proprio a ridosso di questo impianto (Azovstal, ndr) perché potrebbero esserci istruttori Nato tra i militari ucraini”. Si è anche cercato, prosegue Rangeloni, di ”evacuare il personale tramite elicotteri che però sono stati abbattuti”.

”Difficile fare previsioni” su quando l’Azovstal cadrà, afferma, spiegando che nell’acciaieria ci sono ”scorte di generi alimentari e altro” e ”viene regolarmente fatta una ricognizione aerea. Sono anche stati trovati i due camion della Croce Rossa internazionale che si diceva che fossero stati catturati da russi e invece si trovano nella struttura controllata dal reggimento Azov”.

Intanto, sostiene Rangeloni, i militari ucraini cercano di fuggire, ”si stanno sparpagliando per la città e questo peggiora la situazione della sicurezza”, con le autorità che hanno ”blindato la città”. ”Alcuni militari ucraini cercano di forzare il fronte a bordo di carri armati e veicoli militari, sui quali viene disegnata la ‘Z’ per confonderli con quelli russi. Altri con abiti civili, molti quelli vengono scoperti ai posti di blocco”, afferma. ”In questi ultimi tre giorni, ogni giorno un centinaio di militari ucraini depongono le armi. Quattro giorni fa 273 fanti della 36esima brigata si sono consegnati in un’unica tranche”, racconta Rangeloni.

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Redazione Press Italia
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