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Meritocrazia Italia: “Servono microteam di medici del territorio per un’assistenza capillare”

(Adnkronos) - Il presidente Walter Mauriello tratteggia la figura ridisegnata dalla recente Convenzione di medicina generale, "il nuovo accordo non sia un passo verso l’ulteriore sgretolamento del Ssn"

Serve “attenzione per una ragionata e ragionevole ristrutturazione della medicina territoriale” nel nostro Paese. Oggi è inoltre necessario “istituire microteam utili a rendere capillare l’assistenza e non penalizzare gli abitanti dei piccoli centri, in aree rurali e scarsamente popolate”. Lo chiede, ancora una volta, ‘Meritocrazia Italia’ che in una nota, firmata dal suo presidente Walter Mauriello, tratteggia la figura ridisegnata dalla Convenzione per la medicina generale firmata nei mesi scorsi.

Nel recente Accordo nazionale, “si punta su ‘ruolo unico’ e ‘lavoro di squadra’ per gettare le basi di una assistenza territoriale più efficace e capace di rispondere ai bisogni di una popolazione sempre più anziana, fragile e affetta da patologie croniche, e alle tante complessità assistenziali del presente e del futuro. Si supera la distinzione tra medici di assistenza primaria (i medici di famiglia che i cittadini scelgono come medico curante) e medici di continuità assistenziale (ex guardia medica). Questo dovrebbe rendere più agile l’organizzazione della presa in carico del paziente durante tutte le ore del giorno e della notte”.

Inoltre, “le embrionali forme associative (di gruppo e di rete) introdotte nel 2005 sono superate dalla adozione delle Aft (forme associative monoprofessionali) e delle Uccp (forme associative multiprofessionali), che dovrebbero assicurare a tutti i cittadini l’accesso ai livelli essenziali di assistenza, operare h24 e garantire ricette dematerializzate e istituzione ed aggiornamento del fascicolo sanitario elettronico”. Per Meritocrazia Italia, preoccupa, tuttavia, “l’apertura, sottesa al nuovo accordo, rispetto all’attribuzione di maggiore potere decisionale a livello regionale e addirittura a livello aziendale. Il rischio è che si assista a un ulteriore passo verso lo sgretolamento del Servizio sanitario e il proliferare di Sistemi sanitari regionali e sub regionali diversificati, con il noto effetto di illegittima discriminazione dei cittadini in base alla Asl di residenza”.

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