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Pnrr e transizione ecologica, Chiellino (eAmbiente): “La sfida è il tempo”

(Adnkronos) - "È un momento di grande responsabilità"

Per la realizzazione dei progetti del Pnrr “la sfida è il tempo”. Perché, “secondo l’impostazione del Piano, entro giugno 2026 bisogna avere gli impianti: quindi entro fine anno i progetti devono essere chiari e devono partire iter autorizzativi che siano anche veloci”. Così all’Adnkronos Gabriella Chiellino, presidente di eAmbiente Group, società di consulenza e progettazione ambientale.

Questa la road map messa nero su bianco: “Le sei missioni del Pnrr devono essere calate a terra entro giugno 2026, i cantieri aperti entro il 2024, al massimo, e quindi progetti e autorizzazioni devono essere pronti per giugno 2023 perché siano anche cantierizzati”. E “noi dovremmo accelerare: se entro dicembre non abbiamo autorizzato i progetti, non riusciamo a stare nei tempi del Pnrr”. Per farlo ci vuole, prosegue, “grande responsabilità da parte di chi progetta, da parte di chi approva, ministeri e Regioni, e velocità e semplificazione da parte di chi appalta”.

Ma quali sono al momento le criticità? “Ci sono proposte vecchie, bisogna fare progetti innovativi perché la tecnologia è andata avanti e c’è un problema di green jobs – spiega – Con eAmbiente stiamo facendo fatica a trovare curriculum e guardiamo all’estero. Bisogna che università e istituti superiori lavorino per allinearsi” alle competenze professionali richieste dalla transizione.

Inoltre a livello di imprese e Comuni “c’è un problema di dimensioni”: “il 70% degli 8mila Comuni italiani è sotto i 5mila abitanti e ha perso l’ufficio tecnico e 4mln di imprese italiane, sul totale di 4.250.000, sono sotto i dieci dipendenti: non hanno né la forza né le competenze per accedere ai fondi e capire i bandi“.

Non solo. Servono competenze adeguate anche per “scegliere i progetti giusti; non si può sbagliare nella sfida dell’energia”. “Serve grande competenza nazionale a Roma e a livello regionale, Regioni che devono anche essere di supporto ai Comuni. Stesso ruolo devono avere Confindustria e le associazioni di categoria. È un momento di grande responsabilità”, conclude.

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