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PranaVentures, round di investimenti da 700.000 euro per la start-up italiana Aryel

(Adnkronos) - La società, specializzata in strumenti di marketing in realtà aumentata, punta all’espansione in USA e Asia

PranaVentures ha guidato un round seed da 700.000 euro per Aryel, piattaforma fai-da-te per campagne marketing in realtà aumentata. La società è stata fondata in Italia nel 2020 da Mattia Salvi, Luca Petri e Leonardo Persico, e ha già raggiunto 5.000 utenti, la maggior parte dei quali (il 70 per cento) internazionali. La piattaforma permette alle aziende di creare in pochi passi campagne marketing personalizzate che sfruttano la realtà aumentata: si va dal “virtual try on” di accessori di moda e bellezza, alla possibilità di visualizzare mobili e complementi d’arredo nello spazio della casa, passando per la visualizzazione tridimensionale dei piatti in menù ed esperienze interattive di gamification. PranaVentures, fondo di venture capital specializzato in investimenti in società digital e tecnologiche nella fase seed e post-seed guidato da Alessio Semoli e Lisa Di Sevo, ha sottoscritto l’aumento di capitale insieme con un pool di business angels tra cui KF-Invest, Marco Bianchi (ex-CEO di MOCA) e Alessandro Braga (Chief Digital Officer di Talent Garden).

“Aryel nasce nel 2020 da un’esigenza del mercato proveniente da brand e agenzie di considerare progetti in Realtà Aumentata”, spiega Mattia Salvi, CEO di Aryel. “Fino a quel momento, è sempre stata percepita come una tecnologia che richiedeva un grande investimento in termini di budget e quindi riservata solo a grandi aziende. Aryel nasce quindi con l’obiettivo di creare uno strumento in grado di democratizzare questa tecnologia innovativa e renderla accessibile anche a freelance, PMI e agenzie creative. Dopo una prima validazione del mercato, e rilascio del MVP, c’è stato il lancio e il go-live di Aryel tutto in bootstrap, con l’obiettivo di preparare il terreno e raccogliere metriche utili per mostrare la validità del progetto a possibili investitori. Dopo questo primo periodo, abbiamo aperto un primo batch di SFP per raccogliere i primi investimenti, e visto l’alto interesse riscontrato ci siamo confrontati con PranaVentures che ha deciso di partecipare alla crescita di Aryel. Per noi è stata un’occasione importante per portare anche in Italia un caso di successo relativo alla raccolta fondi con convertendi, un approccio molto comune all’estero e su scala internazionale nelle prime fasi di una start-up”.

La tecnologia AR non è ancora molto diffusa in Italia per quanto riguarda il marketing di aziende che operano sul nostro territorio. “All’estero abbiamo riscontrato una maggiore consapevolezza nei confronti della Realtà Aumentata”, dice Salvi. “Aryel è stato percepito come uno strumento molto agile, che portava soluzioni concrete a problemi che erano stati riscontrati con altre piattaforme, ad esempio la complessità d’uso, la necessità di sviluppare app o la mancanza di contenuti da inserire nell’esperienza immersiva. In Italia, così come in altri mercati come la Grecia, la Spagna, il Portogallo e la Francia, c’è ancora una cultura da costruire in merito all’AR”. Nel futuro di Aryel c’è anche l’espansione in USA e Asia: “Ce ne stiamo occupando soprattutto attraverso il nostro Agency Partner Program, un modello di business che ci permette di sfruttare il mercato delle agenzie come canale per raggiungere nuovi clienti. Stiamo riscontrando molto successo, in quanto le agenzie sono interessate a poter offrire questa tecnologia ai propri clienti, senza dover assumere nuove figure o investire in tool costosi e difficili da utilizzare”.

Andare all’estero per una società tecnologica italiana, immaginarsi sin da subito come un attore internazionale, sono elementi che fanno la differenza: “In Italia, il mercato delle startup si sta muovendo a ritmi velocissimi in questi ultimi due anni”, spiega il CEO di Aryel. “Sicuramente aiuta il fatto di pensare e di posizionare i propri prodotti e servizi fin da subito a livello internazionale, pensando in grande, e quindi non solo su scala nazionale. Credo sia davvero fondamentale partire subito con un approccio ampio e non porsi limiti geografici, ad oggi sempre meno esistenti”.

Si stima che entro il 2030 la tecnologia AR sarà sempre più integrata negli ambienti fisici, migliorando le esperienze di shopping e trasformandole in un mix ibrido di tecnologia connessa: già nel 2021, oltre il 70 per cento dei millennial e generazione Z l’ha utilizzata. “Aryel è una startup che porta a livello mondiale competenze, tecnologia e innovazione made in Italy”, dichiara Lisa di Sevo, co-founder e AD di PranaVentures. “Sappiamo che AR e VR saranno uno dei principali fattori trainanti del futuro e siamo entusiasti di aver trovato un team che ha una forte visione di mercato che non avevamo ancora visto sino ad oggi, capaci di crescere del 600 per cento anno su anno, e di sviluppare soluzione SAAS (software as a service) adottate per il 70 per cento da clienti fuori Italia. Come PranaVentures, e come nostra missione, siamo felici che Aryel ci abbia scelti come loro partner, non solo finanziario, questo round vuole consolidare ancora di più la presenza a livello globale della soluzione con focus in particolar modo su America e Asia”.

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