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Ucraina, generale Chiapperini: ”Russia non stravince ma quasi raggiunti obiettivi militari minimi”

(Adnkronos) - ''Sarebbe stato utile non far affondare Nato-Russia Council''

”La Russia sta vincendo ma non stravincendo come immaginava. Dapprima la mancata caduta del governo ucraino, obiettivo che i russi credevano di poter raggiungere premendo con le proprie unità su Kiev. Questo sforzo si è rivelato inefficace anche se non completamente inutile tenuto conto che ha drenato reparti ucraini dalle altre direttrici meridionali e mi riferisco a quella a nord della Crimea e al Donbass. Sono da mettere in conto anche le pesanti perdite e il mancato sfondamento nelle aree di Kharkiv e Kherson, tutte situazioni che vanno viste come un parziale insuccesso”. Lo afferma all’Adnkronos il generale Luigi Chiapperini, ex comandante del contingente multinazionale Nato in Afghanistan, che fu impegnato anche nella missione Kfor in Kosovo ed è membro del Centro Studi dell’Esercito, parlando dello stato del conflitto Russo-Ucraino.

”Inoltre il recente affondamento dell’incrociatore lanciamissili Moskva, nave ammiraglia della Marina militare russa del Mar Nero, è un altro colpo non solo all’immagine delle Forze armate russe ma anche alla loro futura reale capacità di colpire il sud ovest dell’Ucraina nell’area di Odessa – spiega – Però attenzione, tutto questo non significa che la Russia sia debole. Stiamo parlando di un confronto armato dove si deve tener conto anche dell’efficacia di chi si contrappone con la forza, in questo caso l’esercito ucraino che sta facendo, anche con l’aiuto occidentale, molto bene”.

”Peraltro l’aviazione e la componente corazzata dell’Ucraina sono state quasi completamente neutralizzate – aggiunge – Inoltre c’è da evidenziare che la Russia ha effettivamente quasi completamente raggiunto quelli che sembravano essere gli obiettivi militari minimi: mettere in sicurezza la Crimea per farla poi riconoscere parte integrante della Russia, acquisire il controllo del sud est dell’Ucraina che, con la conquista di Mariupol, assicurerà un continuum territoriale tra Donbass e Crimea, ed eliminare il Battaglione Azov che simbolicamente rappresenta l’elemento definito nazista – continua – Ora per la Russia rimane da conquistare l’intero Donbass e con le unità recuperate dal fronte nord, riorganizzate, alimentate e ridislocate a sud, sarà più agevole rispetto a quanto fatto sinora”.

”Per quanto riguarda la questione dell’allargamento della Nato a est e dell’accerchiamento della Russia, sarebbe stato utile non far affondare, o quasi, come è avvenuto negli ultimi anni, il Nato-Russia Council, il meccanismo di consultazione e cooperazione creato nel 2002 proprio in Italia a Pratica di Mare – sottolinea il generale Chiapperini – Dopo la guerra fredda si pensava in prospettiva anche a un’alleanza vera e propria che invece è naufragata. A partire dal 2014, pur essendoci state alcune riunioni l’ultima delle quali lo scorso gennaio, la reciproca diffidenza ha portato a un raffreddamento delle relazioni che ha raggiunto livelli che non si vedevano dalla caduta del muro di Berlino. Lo schierarsi di alcune nazioni da una parte o dall’altra è da considerarsi una pratica che non si può evitare se non ricostruendo reciproca fiducia”.

”Peraltro, chi chiede di entrare nella Nato, come è successo negli ultimi 20 anni con tanti paesi dell’ex Patto di Varsavia e che potrebbe accadere nei prossimi mesi con la Finlandia e la Svezia, o chi continua a ospitare esercitazioni delle Forze armate russe e far sbarcare armamenti trasportati da aerei cinesi sul proprio territorio come sta facendo la Serbia ormai da anni, lo fa liberamente scegliendo da che parte stare – conclude l’ufficiale – Naturalmente tutto ciò innegabilmente non aiuta a far scalare in basso la tensione”.

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