Al via a Roma la seconda Conferenza Nazionale della Cooperazione allo Sviluppo

Due giorni dedicati ai temi dello sviluppo e alle iniziative della cooperazione italiana. Intervento inaugurale del Presidente della Repubblica Mattarella: senza sviluppo non vi possono essere né stabilità né pace.

001-copertina-pressitaliaROMA – Pace, Persone, Prosperità, Pianeta e Partnership: queste le parole chiave che indicano i cinque temi attorno ai quali si articola la seconda edizione di CO-OPERA, la Conferenza Nazionale della Cooperazione allo Sviluppo in programma oggi e domani all’Auditorium della Conciliazione di Roma. Cinque concetti tra loro strettamente connessi, per stimolare una riflessione a 360° sul ruolo presente e futuro della cooperazione allo sviluppo, anche alla luce delle nuove sfide poste dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina.

Nelle intenzioni degli organizzatori – la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Esteri e l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) – la conferenza vuol essere un luogo di incontro e dialogo tra tutti i protagonisti del sistema della cooperazione italiana, attraverso una serie di panel tematici a cui parteciperanno rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, della società civile e del settore privato.

Un momento per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sui temi cruciali dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e per accendere i riflettori sull’impegno delle migliaia di Italiani che lavorano quotidianamente in ogni angolo del mondo per portare assistenza umanitaria nelle crisi, promuovere lo sviluppo sostenibile, rafforzare il ruolo delle comunità locali nei processi di cooperazione, garantire diritti e opportunità alle donne e ai giovani nei Paesi a più basso reddito, sostenere gli sforzi per la pace e la giustizia.

Ad inaugurare la conferenza è stato questa mattina il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, seguito poi dal Ministro degli Esteri, Luigi di Maio. Il Capo dello Stato ha osservato che «in un mondo interconnesso non esistono soluzioni locali a sfide globali come quelle delle emergenze sanitarie, dei cambiamenti climatici, della povertà estrema, dell’insicurezza alimentare» per cui «una riflessione sulle strategie presenti e future del nostro Paese nel campo della Cooperazione allo Sviluppo deve esserne consapevole». Non basta inviare ai Paesi più fragili «le risorse considerate eccedenti dalle economie dei Paesi più sviluppati», al contrario «la comunità internazionale deve saper assumere obiettivi condivisi e, intorno ad essi, promuovere la tutela e l’affermazione dei beni globali», cioè «la vita, la salute, il clima, la prosperità contro la povertà». Mattarella ha poi insistito sull’importanza della cooperazione allo sviluppo come volano di pace: «Se è evidente che con la guerra non ci può essere sviluppo è chiaro che, senza sviluppo – come si è potuto constatare in diverse parti del mondo – non ci possono essere stabilità e pace». Infine, parole di apprezzamento sono giunte dal Presidente al sistema italiano della cooperazione, un modello solido e diversificato, riconosciuto e apprezzato a livello internazionale, che nasce dal forte spirito di solidarietà che da sempre caratterizza il nostro Paese.