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Expo 2030, Massolo: “Sfida e opportunità per Roma e per l’Italia’

(Adnkronos) - "Candidatura Odessa per ora sospesa, vedremo sviluppi - Evento inclusivo, offriamo ai Paesi partecipanti progettualità comuni"

Una sfida e un’opportunità non solo per la Capitale ma per tutta l’Italia. Così l’ambasciatore Giampiero Massolo, presidente del Comitato promotore Expo Roma 2030, ha parlato all’Adnkronos della candidatura di Roma a ospitare l’Expo, poco prima di partire per Parigi dove domani si terrà la prima assemblea generale del Bureau international des Expositions (Bie) del 2022, alla quale saranno presenti i 170 Paesi membri. Il voto finale è atteso per novembre 2023.

“E’ una grande sfida per Roma dove da tempo manca un grande evento unificante, Expo ha tutte le condizioni per esserlo, ed è una grande sfida non solo per la Capitale ma per l’Italia tutta perché, come le altre candidature, l’organizzazione di un evento di così grande portata non è mai solo di una città ma di un Paese intero. Del resto è quello che stanno facendo le città e gli stati nostri competitor- ha ribadito Massolo – quindi l’Arabia Saudita con Riad, la Corea del Sud con Busan, mentre data la situazione molto particolare dell’Ucraina, la candidatura di Odessa è, per ora, formalmente sospesa, quindi domani non ci sarà alcuna presentazione: vedremo quali saranno gli sviluppi della situazione nel Paese”.

Quella dell’Expo 2030, ha spiegato Massolo, è una sfida ampia, complessa che coinvolge tutto un Paese, ma anche di una grandissima opportunità perché si tratta di accogliere un flusso imponente di visitatori, noi stimiamo circa 30 milioni di persone in sei mesi, e si tratta di prevedere per costoro e per i Paesi che rappresentano delle opportunità sul piano economico, sul piano turistico, sul piano dei grandi lavori, che dovranno essere prese al volo qualora Roma si aggiudicasse l’Expo. Quindi da questo momento in poi non possiamo più sbagliare, dobbiamo giocare questa partita molto impegnativa ma Roma ha tutte le carte in regola per vincerla”.

Massolo ha quindi evidenziato come “al contrario del Giubileo 2025, anche questo di portata enorme dal punto di vista della sua consistenza simbolica, spirituale, e dal punto di vista di ciò che rappresenta per la città in termini infrastrutturali, finanziamenti, per l’Expo 2030 ci sono votazioni e scrutini. Ora la nostra è una fase di intensissima campagna elettorale che noi stiamo sostanzialmente conducendo all’insegna dell’inclusione, in modo che tutti i Paesi partecipanti all’esposizione possano riconoscersi in questa Expo dedicata alla rigenerazione urbana, al miglioramento dei rapporti tra i territori e le persone, che poi è uno degli obiettivi di sviluppo del Millennium development goals”.

La proposta è quella di un Expo diverso dagli altri, inclusivo e di compartecipazione. “Non stiamo facendo un expo per illustrare non solo una città o degli individui, stiamo proponendo un expo che offra al mondo la possibilità di esporre, di venire a mostrare quanto di meglio il mondo ha da offrire nel settore dei rapporti dello sviluppo, tra persone e territori – ha concluso Massolo – e lo facciamo in modo inclusivo offrendo ai paesi futuri partecipanti delle progettualità comuni, da fare insieme da qui al 2030, e poi venire a mostrare queste realizzazioni fatte di comune intesa tra l’Italia e singoli Paesi. Sarà l’expo della libertà, dei giovani, delle donne, della gioia di vivere che non può non accompagnarci e della quale vogliamo fare veramente una caratteristica distintiva della nostra expo, anche rispetto i nostri competitors”.

(di Giselda Curzi)

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