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Apple, Google, Microsoft e Amazon avrebbero usato oro illegale estratto in Amazzonia

(Adnkronos) - L'inchiesta di un quotidiano brasiliano denuncia pratiche illegali per l'approvvigionamento del minerale per costruire device hi-tech

L’oro è uno dei materiali fondamentali nella costruzione di dispositivi tecnologici, e non sempre l’approvvigionamento da parte delle aziende produttrici è etico e svolto nel rispetto dell’ambiente e dei luoghi in cui viene effettuata l’estrazione del prezioso materiale. Il quotidiano brasiliano Repórter Brasil ha rivelato in un’inchiesta che quattro grandi compagnie tech avrebbero usato oro illegale proveniente da terre indigene del paese, collocate nella foresta amazzonica. Quest’oro è stato utilizzato soprattutto per smartphone e computer di Apple e Microsoft, così come per server di Amazon e Google. Le raffinerie incriminate sono quelle delle aziende Chimet e Marsam, al momento sotto indagine da parte della polizia federale brasiliana per aver effettuato azioni illegali in zone protette dell’Amazzonia e aver danneggiato l’ambiente all’interno di riserve naturali nelle quali la legge vieta di estrarre minerali. Questa pratica illegale è molto diffusa nella zona, e finanzia anche la criminalità organizzata, rivelandosi una piaga per l’ecosistema. Chimet e Marsam rigettano le accuse, ma le autorità stanno investigando sulle loro pratiche. Il quotidiano che ha aperto l’inchiesta ha raggiunto Amazon, Google, Microsoft e Apple per un commento, ma solo quest’ultima ha risposto dicendo che non acquista più oro da Marsam, senza fare però alcun riferimento a Chimet. Apple aggiunge di essere attenta all’impatto ambientale della sua catena produttiva in tutte le fasi.

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