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Comuni, Csel: amministratori locali sempre più bersaglio intimidazioni, investire su cultura legalità

(Adnkronos) - "Come testimoniato dal Rapporto 2021 redatto dalla Direzione centrale della Polizia criminale del ministero dell’Interno, gli amministratori degli enti locali sono sempre più spesso il bersaglio di atti intimidatori. L’anno scorso il Viminale ha censito 722 episodi contro i 624 del 2020. Questi fenomeni, che sono trasversali all’intera penisola, assumono molte vesti: si spazia dalle scritte sui muri (10% dei casi) e la pubblicazione di contenuti minacciosi sui social network (20%), fino a vere proprie aggressioni fisiche o verbali. Come evidenziato nel rapporto del Viminale, non mancano casi come l’invio di bossoli o parti di animali, effrazioni o utilizzo di armi, esplosivi e liquidi incendiari. I più esposti in assoluto sono i sindaci che sono oggetto di queste aggressioni nel 52% dei casi. Seguono consiglieri comunali (18%) e componenti della giunta comunale (16%)". Ad affermarlo il Centro Studi Enti Locali (Csel), in una elaborazione realizzata per Adnkronos, basata su dati del ministero dell’Interno.

“Come testimoniato dal Rapporto 2021 redatto dalla Direzione centrale della Polizia criminale del ministero dell’Interno, gli amministratori degli enti locali sono sempre più spesso il bersaglio di atti intimidatori. L’anno scorso il Viminale ha censito 722 episodi contro i 624 del 2020. Questi fenomeni, che sono trasversali all’intera penisola, assumono molte vesti: si spazia dalle scritte sui muri (10% dei casi) e la pubblicazione di contenuti minacciosi sui social network (20%), fino a vere proprie aggressioni fisiche o verbali. Come evidenziato nel rapporto del Viminale, non mancano casi come l’invio di bossoli o parti di animali, effrazioni o utilizzo di armi, esplosivi e liquidi incendiari. I più esposti in assoluto sono i sindaci che sono oggetto di queste aggressioni nel 52% dei casi. Seguono consiglieri comunali (18%) e componenti della giunta comunale (16%)”. Ad affermarlo il Centro Studi Enti Locali (Csel), in una elaborazione realizzata per Adnkronos, basata su dati del ministero dell’Interno.

Ma cosa si cela dietro a questa violenza così diffusa, riversata nei confronti di chi amministra la cosa pubblica? Sempre stando a quanto ricostruito dal Viminale, e riportato da Csel, il 15,5% di questi fenomeni è indotto da tensioni sociali, il 13,6% da tensioni politiche, il 15,2% è riconducibile a questioni di natura privata e il 6,4% è legato a criminalità comune. Gli episodi con matrice di criminalità organizzata sono stati quattro nel 2021, di cui tre in Lombardia e uno in Calabria. Nella stragrande maggioranza dei casi (48,8%), la matrice è rimasta ignota.

“Quello che è certo – sottolinea Csel – è che un elemento su cui non ci si deve stancare di investire e lavorare è la diffusione della cultura della legalità, già dalla prima infanzia. In questa direzione va la norma introdotta dalla legge di bilancio 2022 che ha istituito, per il triennio 2022-2024, il fondo con una dotazione finanziaria da 5 milioni di euro annui, pensati proprio per finanziare iniziative per la promozione della legalità volte a realizzare il rafforzamento della democrazia locale, anche attraverso il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche, ristorare il patrimonio dell’ente ove danneggiato nell’ambito di queste aggressioni, e risarcire gli amministratori locali che hanno subito episodi di intimidazione connessi all’esercizio delle funzioni istituzionali esercitate”.

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