Abbiamo già esaurito le risorse naturali per il 2022

Anticipa al 28 luglio l’Earth Overshoot Day, il giorno in cui l’Umanità avrà consumato le risorse che la Terra ci mette a disposizione per l’anno in corso. Per l’Italia l’ora X era già scoccata il 15 maggio

Earth Overshoot DayRispetto al 2021, quest’anno l’allarme è scattato un giorno prima, il 28 luglio. L’Earth Overshoot Day segna a livello globale la data a partire dalla quale la popolazione mondiale avrà esaurito le risorse naturali a disposizione per il 2022, dopodiché inizierà a sfruttare quelle del 2023. Si tratta del più grande deficit ecologico da quando il mondo è entrato nell’era del sovrasfruttamento delle risorse naturali, all’inizio degli anni Settanta.

Il calcolo è frutto delle ricerche del Global Footprint Network, un think thank indipendente e senza scopo di lucro, fondato nel 2003. Secondo le stime degli analisti, l’Umanità vive come se avesse a disposizione 1,75 volte le risorse naturali che la Terra ci mette a disposizione. L’impronta ecologica dell’uomo è quindi ancora lontana dalla sostenibilità, sebbene alcuni sottolineino il fatto che l’anticipo sia solo di un giorno rispetto allo scorso anno e questo potrebbe far sperare in un rallentamento nel sovrasfruttamento delle risorse del Pianeta.

Nel frattempo, le ondate di calore anomale, gli incendi, la siccità e le inondazioni sempre più frequenti sono tutti “sintomi” di questo sovrasfruttamento, frutto di una sempre maggiore competizione per l’accaparramento dell’energia e delle risorse alimentali. Le conseguenze sono già tristemente visibili: più di 3 miliardi di persone vivono in Paesi che producono meno cibo di quanto ne consumano e che, generando meno reddito della media mondiale, hanno grande difficoltà ad accedere alle risorse alimentari sui mercati globali.

In questa cornice generale, le differenze tra i singoli Paesi sono assai significative. Secondo i National Footprint and Biocapacity Accounts – strumenti di raccolta dati e analisi elaborati dalla Ecological Footprint Initiative (Iniziativa per l’Impronta Ecologica), a sua volta finanziata dalla One-Planet Alliance (Alleanza per il Pianeta) – se tutti gli abitanti del pianeta vivessero come gli Italiani, servirebbero 2,7 volte le risorse della Terra per sostentare la popolazione mondiale. Se tutti vivessero come gli Americani, servirebbero addirittura 5,1 volte le risorse disponibili; come i Russi ne servirebbero invece 3,4 volte.

Il nostro Paese è dunque tra quelli per cui, purtroppo, l’Overshoot Day arriva ancora prima della data a livello globale: sempre secondo i calcoli del Global Footprint Network, quest’anno l’ora X è scattata il 15 maggio, due giorni dopo rispetto al 2021. Una condizione di sostenibilità richiede che ogni abitante del pianeta abbia un’impronta ecologica annuale di 1,6 ettari, l’equivalente di circa 2,5 campi da calcio, mentre attualmente l’impronta ecologica pro-capite degli Italiani è di ben 4,32 ettari l’anno.

Elena Nafissi
Elena Nafissi

Laureata con lode in Scienze Politiche presso l’Università Luiss Guido Carli, con una tesi in Diritto dell’Unione europea, dal titolo «Le misure restrittive dell’Unione europea nei confronti della Siria» (2014). Si specializza in Relazioni Internazionali presso l’Università Luiss Guido Carli, sempre con lode, con una tesi in Geografia Politica, dal titolo «Cambiamenti climatici, migrazioni e prospettive di sviluppo in Africa occidentale» (2017). Durante il percorso universitario partecipa al programma Erasmus presso l’Institut d’Etudes Politiques (IEP) di Strasburgo. Successivamente svolge un tirocinio patrocinato dal Ministero degli Affari Esteri presso l’Ambasciata Italiana in Costa d’Avorio. Prosegue la sua formazione con un Master in Studi Diplomatici presso la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale – SIOI (2018).