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Elezioni, Celotto: “Zingaretti o Emiliano non candidabili se prima non si dimettono? Dipende”

(Adnkronos) - "La legge dispone l'inelegibilità. Tuttavia negli ultimi anni questa ineleggibilità è spesso stata letta come incompatibilità. Trattandosi di un profilo importante doveremmo aspettarci maggior chiarezza dal legislatore"

“Bisogna distinguere tra ineleggibilità e incompatibilità. Se sei ineleggibile non puoi essere eletto, cioè l’elezione non è valida. Invece se incompatibile, al momento in cui vieni eletto devi scegliere fra la carica e l’incarico parlamentare”. Lo spiega all’Adnkronos il costituzionalista Alfonso Celotto che aggiunge: “L’articolo 7 del dpr 361 del 1957 prevede che siano ineleggibili i deputati regionali i sindaci di comuni con oltre 20mila abitanti, prefetti, questori e altre categorie. Questa ineleggibilità in caso di scioglimento anticipato delle camere viene meno se ci si dimette entro sette giorni dallo scioglimento anticipato. Quindi praticamente entro questa settimana. Infatti in questi giorni stiamo assistendo a sindaci e presidenti di regione che stanno discutendo se dimettersi o meno”.

“La legge dispone l’inelegibilità. Tuttavia negli ultimi anni questa ineleggibilità è spesso stata letta come incompatibilità. Quindi è capitato che deputati regionali e sindaci si siano candidati e se eletti si sono poi dimessi, facendo venir meno l’incompatibilità. Trattandosi di un profilo importante doveremmo aspettarci maggior chiarezza dal legislatore”.

Zingaretti, Emiliano e Bonaccini per candidarsi devono dunque dimettersi? “Dipende come si interpreta la legge – risponde Celotto – se si interpreta come ineleggibilità dovrebbero dimettesi entro la settimana, come incompatibilità potranno affrontare il problema una volta eletti”.

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