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Nicolai (Cgia): ‘Dal 2015 ridotti margini di filiera, ma gioco legale protegge utenti’

(Adnkronos) - “Vedendo il grafico sulla raccolta, è evidente che le chiusure per l’emergenza pandemica abbiano determinato una flessione della raccolta. Tuttavia, ci sono fenomeni che risalgono a prima della pandemia. Dal 2012 al 2014 l’ammontare della raccolta era davvero notevole. Ma dal 2015 al 2019 i margini per le imprese si sono ridotte di molto. In primis per aumento del Preu, a partire dal 2015. (dati). Si è determinato un aumento di quasi il 9%. È accaduto anche nelle videolottery”. Lo ha detto Daniele Nicolai, ricercatore della Cgia di Mestre, presentando a Roma, presso il Palazzo dell’informazione, lo studio del centro di ricerche mestrino sul settore dei giochi in Italia 2021.

“Vedendo il grafico sulla raccolta, è evidente che le chiusure per l’emergenza pandemica abbiano determinato una flessione della raccolta. Tuttavia, ci sono fenomeni che risalgono a prima della pandemia. Dal 2012 al 2014 l’ammontare della raccolta era davvero notevole. Ma dal 2015 al 2019 i margini per le imprese si sono ridotte di molto. In primis per aumento del Preu, a partire dal 2015. (dati). Si è determinato un aumento di quasi il 9%. È accaduto anche nelle videolottery”. Lo ha detto Daniele Nicolai, ricercatore della Cgia di Mestre, presentando a Roma, presso il Palazzo dell’informazione, lo studio del centro di ricerche mestrino sul settore dei giochi in Italia 2021.

“Nel periodo considerato – spiega Nicolai – a una raccolta sostanzialmente stabile corrisponde un aumento del gettito, mentre scende la linea del fatturato, soggetta a forme di tassazione simili ad altre imprese italiane. Già nel periodo pre-pandemia il margine della filiera si è ridotto intorno al 27%. Ciò ha minato la capacità delle imprese di produrre un certo reddito e un certo utile, e soprattutto la sostenibilità economica di quelle più piccole. A ciò si sono aggiunte le restrizioni all’offerta, anche tramite le delibere delle Regioni e degli enti locali, per esempio il distanziometro, cosicché molti operatori sono stati tagliati fuori, o altre misure come quelle legate agli orari”. “È bene evidenziare le differenze che ci sono tra gioco legale e gioco non legale”, aggiunge il ricercatore.

“È un’attività totalmente regolata, a livello nazionale come a livello locale. Dal 2015 al 2019 abbiamo avuto ben 35mila controlli. Dunque, è un pregio l’attività legale, perché assicura regole e percentuali di vincite adeguate e certe. Mentre quello illegale non risponde a regole precise, non tutela l’utente e lo mette anche nelle mani della criminalità organizzata. Purtroppo non abbiamo una quantificazione certa del gioco illegale. Particolarmente lodevole l’azione dell’amministrazione finanziaria che tramite i controlli ha fatto emergere circa 30 miliardi di sommerso, che corrisponde a circa 4 miliardi di Preu, per intenderci”.

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Redazione Press Italia
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