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A luglio si ferma crollo immatricolazioni ma da inizio anno perse 200 mila vetture

(Adnkronos) - Dopo mesi di crolli pesantissimi, grazie anche all'effetto degli incentivi ma soprattutto per il confronto con un altro mese 'debole', sembra stabilizzarsi il mercato automobilistico italiano. I dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili mostranoinfatti che a luglio 2022 sono state immatricolate 109.580 autovetture, lo 0,85% in meno delle 110.514 iscrizioni registrate nello stesso mese dell’anno precedente. Dall'inizio dell'anno tuttavia il mercato ha perso oltre 200 mila vetture, infatti il totale dei primi 7 mesi vede 793.856 immatricolazioni, il 20,26% in meno dello stesso periodo del 2021, con 995.605 auto registrate. Positivo il mercato dell'usato - anche per via della carenza di prodotto nuovo che spinge i clienti a cercare vetture di seconda mano: a luglio i trasferimenti di proprietà sono stati 376.716 a fronte di 313.150 passaggi registrati a luglio 2021, con un aumento del 20,30%.

Dopo mesi di crolli pesantissimi, grazie anche all’effetto degli incentivi ma soprattutto per il confronto con un altro mese ‘debole’, sembra stabilizzarsi il mercato automobilistico italiano. I dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili mostranoinfatti che a luglio 2022 sono state immatricolate 109.580 autovetture, lo 0,85% in meno delle 110.514 iscrizioni registrate nello stesso mese dell’anno precedente. Dall’inizio dell’anno tuttavia il mercato ha perso oltre 200 mila vetture, infatti il totale dei primi 7 mesi vede 793.856 immatricolazioni, il 20,26% in meno dello stesso periodo del 2021, con 995.605 auto registrate. Positivo il mercato dell’usato – anche per via della carenza di prodotto nuovo che spinge i clienti a cercare vetture di seconda mano: a luglio i trasferimenti di proprietà sono stati 376.716 a fronte di 313.150 passaggi registrati a luglio 2021, con un aumento del 20,30%.

Guardando allo scenario Federauto osserva come sui primi sette mesi la contrazione ‘reale’ del mercato automobilistico italiano si attesta a -35,8% sul periodo ante pandemia di gennaio-luglio 2019. Per il presidente Adolfo De Stefani Cosentino, “in un’estate già bollente sotto diversi profili e non solo quello climatico la mancanza di un Esecutivo nel pieno dei propri poteri, ci impone il differimento della discussione in sede istituzionale degli ulteriori interventi da mettere in campo per il settore”.

“L’auspicio – aggiunge De Stefani – è che in vista nella prossima legislatura, nell’agenda di lavoro delle diverse forze politiche, trovino spazio le priorità del nostro settore in termini di revisione della fiscalità sull’auto aziendale, svecchiamento del parco circolante di vetture, veicoli commerciali, veicoli industriali, autobus e sviluppo organico delle infrastrutture di ricarica”.

Per il Centro Studi Promotor “la situazione del mercato dell’auto resta molto grave e l’effetto sulle vendite degli incentivi alla rottamazione varati il 6 aprile scorso è finora decisamente modesto”. “Il mercato dell’auto in Italia, ma anche in Europa, si trova stretto tra due emergenze. Una crisi della domanda e una grave crisi anche dell’offerta. L’impatto sul settore è molto pesante e non sono certo leggere le conseguenze per i consumatori. Nonostante il ridimensionamento della domanda – ha dichiarato Gian Primo Quagliano, presidente Centro Studi Promotor – la carenza di prodotto è oggi talmente forte da avere effetti molto negativi per i potenziali acquirenti di auto sia nuove che usate. Per le nuove i tempi di attesa per la consegna si sono molto dilatati e i prezzi effettivi praticati dai concessionari sono aumentati perché si sono decisamente ridimensionati gli sconti. In aggiunta, dall’inchiesta congiunturale di luglio del Centro Studi Promotor emerge che il 95% dei concessionari dichiara giacenze di autovetture nuove basse. Una situazione analoga, mutatis mutandis, si verifica anche per il mercato dell’usato su cui si riversa una parte della domanda insoddisfatta di auto nuove. L’85% dei concessionari dichiara di avere giacenze di usato basse e insufficienti per far fronte alla domanda. Questa situazione ha tra l’altro determinato una forte crescita dei prezzi delle auto usate, con qualche vantaggio per i concessionari e per coloro che vendono un usato per acquistare un’auto nuova e forti svantaggi per coloro che invece sono in condizioni economiche che consentono soltanto l’acquisto di auto usate”.

Da Anfia il presidente Paolo Scudieri “per stimolare la ripresa della domanda, dopo l’esaurimento delle risorse nella fascia 61-135 g/Km di CO2, sarebbe opportuno estendere la platea dei beneficiari anche alle partite iva e al noleggio, ad oggi esclusi. Guardando alla situazione politica del Paese, auspichiamo che la crisi di governo non crei rallentamenti nelle azioni programmate di politica industriale indispensabili per accompagnare le imprese nel processo di transizione energetica ed ecologica, a fronte del fondo automotive di 8,7 miliardi stanziato nei mesi scorsi”.

Gli fa eco il Presidente dell’Unrae Michele Crisci che osserva come “nel primo semestre 2022 il 51% delle vetture a bassissime e basse emissioni fino a 60 g/Km, sono state acquistate da noleggiatori, enti e società, canali che coprono il 32% del mercato totale delle auto: una prova evidente che l’inclusione delle persone giuridiche fra i beneficiari degli incentivi è indispensabile per rilanciare in maniera ampia ed efficace la transizione energetica in atto”, fa osservare .

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