Per colmare il divario: la natura come medicina

La tecnologia come mezzo

Inventarsi un videogioco come mezzo per “uscire” all’aria aperta, quando il fisico o la mente non sono a favore; ecco cosa genera la mente umana come ausilio alla disabilità, grazie all’alta tecnologia e alla collaborazione di esperti della flora e della fauna selvatica.

Uno studio inglese condotto dalla Monitor of Engagement with the Natural Enviroment (MENE) su 20 mila persone ha stabilito che bastano 2 ore settimanali nella natura per migliorare la qualità della vita, distendere l’umore, migliorare la concentrazione, aumentare la creatività, ripristinare il naturale orologio biologico del ritmo sonno-veglia, rafforzare le difese immunitarie, fortificare la vista e tutte e molto altro. L’aumento di questa consapevolezza ha spinto all’incremento dei viaggi naturalistici, con itinerari avventurosi immersi nei paesaggi più belli del pianeta e in alternativa i videogiochi sono divenuti l’ausilio per le persone diversamente abili o con patologie corniche a cui vengono offerte possibilità di fare turismo naturalistico, senza affrontare le imprevedibilità della natura. Sono benefici che possono supportare le persone che presentano maggiore tendenza a depressione, stress e ansia; vivere la natura mediante i “bagni di foresta” oppure praticando del giardinaggio può alleviare dolori cronici e prevenire i disturbi della depressione stagionale nei mesi più freddi. Circa 3,6 milioni di persone diversamente abili lasciano raramente le mura domestiche. I videogiochi consentono al viaggiatore di esplorare attivamente boschi, laghi e sentire ad esempio il fruscio del vento attraverso visori e simulazioni, di vivere le mete dei loro sogni, salvaguardando la salute e soprattutto apportando i benefici già descritti per la salute del viaggiatore. Paul Martin, appassionato giocatore online che si sposta con la sedia a rotelle e le stampelle afferma: “Ho incontrato grandi limitazioni in quello che potevo fare e dove potevo andare”, afferma, “ad esempio non ho avuto la possibilità di fare l’escursione sulla vetta di Half Dome”. “A seconda del tipo di terreno, con le stampelle rischio di scivolare e cadere”, aggiunge Martin, “mi piace pescare, ma avvicinarmi all’acqua può essere molto pericoloso”.

Nel 2017 alcuni medici svizzeri hanno rilevato che dei pazienti di terapia intensiva si sono ripresi più velocemente dopo aver indossato un visore per realtà virtuale in cui erano state caricate immagini della natura (nationalgeographic.it).

Anche l’Unione Europea è scesa in campo per incentivare la distribuzione di questi generi di giochi virtuali finanziando lo sviluppo di 40 giochi per colmare il divario.

Michela Biccheri
Michela Biccheri

Nata a Gubbio nel marzo 1975 consegue il diploma tecnico di “Perito aziendale e corrispondente in lingue estere” presso l’ITIS. Laureata in Scienze Politiche -Politico internazionale- discutendo la tesi “I tredici giorni della Crisi di Cuba” relatore prof. Fulvio D’Amoja, si avvicina al giornalismo scrivendo per “La Fonte” e collaborando con la redazione de “L’Eugubino”, collaborazione che dura da 13 anni. Ha lavorato in uno studio medico fino alle maternità. Dal 2016 lavora presso l’Associazione Maggio Eugubino per la quale gestisce le attività di segreteria, di comunicazione e gestione del personale. Si interessa di politica, di giornalismo, di lettura e del bene della città in cui vive e in cui vive la sua famiglia e gli amici e per la quale partecipa attivamente al volontariato cittadino che mira alla valorizzazione e salvaguardia della storia e delle memorie, avendo forti sentimenti per le tradizioni e al contempo intrattiene rapporti con l’estero e con il resto dell’Italia anche nel quadro dell’attività turistica.