‘Nessuno deve sapere’, un film diretto da Bouli Lanners

Il film sarà nei cinema dal 1° dicembre

NESSUNO_DEVE_SAPERE_locandina-in“Nessuno deve sapere” è una co-produzione tra Belgio, Francia e Gran Bretagna, con larga parte del cast artistico e tecnico belga (come il regista, co-sceneggiatore e protagonista maschile, Bouli Lanners), ambientato in splendide locations scozzesi. La protagonista femminile, nonché co-sceneggiatrice, è l’ottima Michelle Fairley, ben poco nota ai cinefili, essendo una famosa attrice di teatro e di televisione britannica, con non molti film per il cinema all’attivo, ed è un vero peccato. Motivo in più per apprezzarla in questo gran bel film, in cui la coppia di protagonisti ci ha molto convinto, e che non casualmente si è aggiudicata l’accoppiata di premi al ‘miglior attore’ ed alla ‘miglior attrice’ al Festival di Chicago, oltre ad essere stati apprezzati al prestigioso Festival di Toronto. Al fianco dei due protagonisti, nonché co-sceneggiatori, troviamo Andrew Still, Julian Glover, Cal Macaninch, Clovis Cornillac, John Jordan, a completare un cast artistico in stato di grazia.

Un film un po’ commedia (solo un po’), un po’ drammatico (un bel po’), un po’ sentimentale (sì, e per fortuna nell’accezione più nobile del genere cinematografico e del termine), e – perché no – cosiddetto ‘cinema d’autore’, di autentica qualità, certamente più apprezzabile da un pubblico colto, che non cerca effetti speciali, fantasy, ritmi serrati, dialoghi frenetici, ma al contempo può essere considerato un film aperto a tutti, purché con del sale in zucca, perché non c’è proprio da annoiarsi neanche per gli spettatori più lontani dall’essere cinefili raffinati. Eccellente la fotografia di Frank van den Eeden, per così dire ‘favorito’ dai luoghi magici in cui è ambientato il film. Vogliamo citare, anche come forma di ringraziamento per averci portato il film nei cinema italiani, la distribuzione della Kitchen Film, nonché l’Ufficio Stampa Reggi & Spizzichino, che ci ha invitati all’apprezzata visione riservata alla stampa.

Sinossi
Phil è un robusto e tatuato belga quasi sessantenne, che da tempo – partendo dal Belgio – si è rifugiato in mezzo alla bellezza selvaggia e genuina dell’Isola di Lewis, in Scozia, nell’arcipelago delle Ebridi, fuggendo da chissà quale misterioso o controverso passato (che scopriremo nel finale). Da anni l’uomo, taciturno e solitario, lavora presso una fattoria che alleva montoni, che fa capo ad un’antica famiglia di protestanti nativi del luogo. Un giorno l’uomo viene colto improvvisamente da un ictus, che lo lascia inerme a pochi passi dal mare. Soccorso e portato in ospedale, l’uomo si riprende presto e senza ripercussioni fisiche, ma con un’amnesia totale che il colpo gli ha procurato e che lo rende vulnerabile ed incerto, al punto da dover essere inizialmente sorvegliato in modo pressoché costante. Ci penserà la matura ma ancor piacente figlia dell’anziano e severo proprietario della fattoria ad occuparsi di Phil. Poco per volta gli racconterà della relazione segreta che sarebbe intercorsa tra loro prima della malattia. Ma non tutto è come lo si vede, lo si racconta e lo si crede.

Il regista
Volto familiare sugli schermi belgi e francesi negli ultimi anni, Bouli Lanners lavora come regista ed attore, i suoi film sono stati acclamati sia dalla critica che dal pubblico. “Ultranova”, “Eldorado”, “The Giants”, “The First, The Last” ed ancor più questo nuovo film, uscito per la prima volta un anno fa, e tra pochissimi giorni – come anticipato – finalmente anche qui in Italia, hanno forgiato la sua reputazione di regista con un grande impatto visivo ed un approccio malinconico ma generosamente umano.

Dichiarazione del regista
Tra le dichiarazioni del regista e protagonista, Bouli, riportiamo questo estratto: “Volevo scrivere una storia d’amore, ma non su due giovani, né una su due persone belle. Volevo scrivere una storia d’amore su due persone normali. Persone che sono più grandi; la mia età. Persone che non sono particolarmente belle; persone che non hanno un corpo perfetto. Solo persone normali. Perché penso che tutti possano essere amati e capaci di amare, anche quando sono un po’ più grandi. Ecco perché ho voluto scrivere questa particolare storia. Ho una prospettiva diversa e volevo scrivere una storia d’amore che non si è abituati a vedere”.

Conclusioni
Quanto di bello pensiamo del film, l’abbiamo già riportato all’inizio, in fase di presentazione. Così come abbiamo anticipato la tipologia di pubblico più idonea ad apprezzarlo, ma anche il fatto che il film è veramente aperto a tutti, e lo conferma implicitamente l’affermazione di Bouli, che va a completare il nostro favorevolissimo giudizio. Se volessimo assegnare delle stelle, come moltissimi fanno, diremmo sembra ombra di dubbio che ci troviamo dinanzi ad un film da tre stelle e mezzo, che è molto, anche perché non ci piace il ‘buonismo’ di taluni blog che elargiscono quattro stelle come caramelle (anche per uno o due film a settimana, il che è impensabile per la critica seria e preparata) quando non addirittura cinque stelle (che, lo si dovrebbe sapere, sono riservate ai capolavori che restano nella storia della cinematografia mondiale, e che non sono molto più di un centinaio). Pertanto, non resta che recarsi nelle sale italiane da giovedì 1° dicembre.

Trailer: www.youtube.com/watch?v=Z5IxKh40qzU&t=12s

Franco Baccarini
Franco Baccarini

Scrittore, saggista, docente universitario a.c., autore di articoli per giornali cartacei e telematici, di testi per il teatro e di cortometraggi. Teatrografia 2007 – Autore del dramma in atto unico “Insostituibili assenze”. 2020 - Autore della commedia brillante in tre atti “Privatissimo... ma non troppo” Filmografia 1996 – Soggettista, sceneggiatore e regista del video-clip “Anatomia dell’altro volto di una metropoli”. 2012 – Soggettista e sceneggiatore del cortometraggio “La ragazza e il mare” (regia di E. Colombo). 2013 – Soggettista e sceneggiatore del cortometraggio “Un amore da proteggere” (regia di L. Greco). Bibliografia 1996 – “Il rapporto tra cinema e romanzo” (Centro Studi Cinematografici). 1999 – “Francois-René de Chateaubriand a Roma e dintorni” (Lazio Ieri e Oggi). 2004 – “L'amore nel cinema” (Il Filo Rosso). 2007 – “Cinema e tecnologia” (Il Filo Rosso). 2007 – “Appunti sul rapporto tra cinema e romanzo” (Il Filo Rosso). 2008 – “Bioetica animalista. Dagli aspetti socio-filosofici alle applicazioni pratiche nella sperimentazione clinica dei farmaci” (Edizioni Universitarie Romane). 2009 – “La Tecnoetica nel Cinema. Bioetica del Futuro” (Edizioni Palombi). 2010 – Capitolo “Tecnoetica nel Cinema” all’interno del volume “Tecnicizzare l’uomo o umanizzare la tecnica?” (Edizioni LEV), di Autori Vari. 2012 – “Tecnoetica e Cinematografia” (Edizioni Universitarie Romane)....