La corsa delle Regioni italiane verso la neutralità climatica

Il rapporto di Italy for Climate certifica l’avanzata delle Regioni del Centro-Sud verso l’obiettivo di emissioni zero: spiccano Calabria, Campania e Lazio

copertina-inAbituati a sentir parlare delle Regioni meridionali come del fanalino di coda dell’Italia, potrebbero forse stupire i risultati del rapporto pubblicato da Italy for Climate, in collaborazione con Ispra (Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Sono proprio tre Regioni del Centro-Sud a spiccare sulle altre: si tratta di Calabria, Campania e Lazio, le uniche inserite nel gruppo A, il gruppo di testa.

La performance climatica delle Regioni italiane è stata valutata in base a tre parametri: le emissioni pro capite di CO2 da usi energetici, i consumi pro capite di energia e la quota dei consumi di energia coperta da fonti rinnovabili. Per ciascuno dei tre parametri è stata valutata la performance di stato, ossia la fotografia al 2020 (ultimo anno disponibile), e la performance di trend, ossia il miglioramento o peggioramento conseguito in media nel biennio 2018-2020. Sulla base di questi sei indicatori è stato possibile elaborare un ranking per gruppi: il gruppo A, comprendente le Regioni che presentano più del 50% degli indicatori al di sopra della media nazionale; il gruppo B, al cui interno si trovano le Regioni con appena il 50% degli indicatori al di sopra della media nazionale; infine, il gruppo C, composto da quelle Regioni che presentano più del 50% degli indicatori al di sotto della media.

Come detto, nel gruppo A troviamo solo tre Regioni: la Campania, con tutti e 6 gli indicatori al di sopra della media nazionale, la Calabria, con 4 indicatori su 6, e infine il Lazio, sempre con 4 indicatori su 6. Tutte fanno registrare ottimi risultati in termini di emissioni pro capite di CO2 da usi energetici, con la Campania che mostra il valore più basso nel 2020 mentre il Lazio e la Calabria registrano la riduzione più rilevante tra il 2018 e il 2020 (rispettivamente, -13,6% e -13% rispetto al -7,6% della media nazionale). Molto bene per tutte e tre le Regioni anche gli indicatori relativi ai consumi di energia pro capite, con il Lazio che primeggia in termini di riduzione nel periodo 2018-2020 (-11,7% rispetto al -5% della media nazionale). Per quanto riguarda invece la quota percentuale di consumi energetici da fonti rinnovabili la situazione è più variegata: fa meglio la Calabria con il 43%, discreta la Campania con il 20% (appena un punto percentuale sopra la media nazionale), mentre il Lazio si colloca in penultima posizione, con appena l’11%.

Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige e Basilicata sono le tre Regioni con la quota più elevata di rinnovabili, già in linea con i target individuati dall’Unione europea per il 2030. Al momento sono solo sette le Regioni “coal free” ossia quelle dove la quota dei consumi di energia soddisfatti attraverso il carbone è pari a zero: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Molise, Trentino Alto-Adige e Valle d’Aosta. Un obiettivo che tutta l’Italia dovrà raggiungere entro il 2050, conformemente agli impegni stabiliti nel Green New Deal dell’UE.

Nel gruppo di coda, tra le Regioni meno virtuose troviamo la Lombardia, la Liguria, la Toscana, l’Umbria, le Marche e il Molise, con appena un indicatore su 6 sopra la media nazionale. Peggio di tutte l’Emilia Romagna, con tutti e 6 gli indicatori al di sotto della media nazionale.

Italy for Climate è un centro di ricerca della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, creato nel 2020 per promuovere un percorso condiviso verso la neutralità climatica, coinvolgendo imprese, associazioni, istituzioni e mondo della ricerca. Le attività di Italy for Climate includono l’elaborazione e l’aggiornamento della Roadmap 2030 per la neutralità climatica dell’Italia; la pubblicazione di report e studi di approfondimento sui temi della decarbonizzazione; l’organizzazione di workshop e, annualmente, della Conferenza Nazionale sul clima.

Elena Nafissi
Elena Nafissi

Laureata con lode in Scienze Politiche presso l’Università Luiss Guido Carli, con una tesi in Diritto dell’Unione europea, dal titolo «Le misure restrittive dell’Unione europea nei confronti della Siria» (2014). Si specializza in Relazioni Internazionali presso l’Università Luiss Guido Carli, sempre con lode, con una tesi in Geografia Politica, dal titolo «Cambiamenti climatici, migrazioni e prospettive di sviluppo in Africa occidentale» (2017). Durante il percorso universitario partecipa al programma Erasmus presso l’Institut d’Etudes Politiques (IEP) di Strasburgo. Successivamente svolge un tirocinio patrocinato dal Ministero degli Affari Esteri presso l’Ambasciata Italiana in Costa d’Avorio. Prosegue la sua formazione con un Master in Studi Diplomatici presso la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale – SIOI (2018).