Vittorio Sgarbi inaugura ‘I Pittori della realtà’

La mostra si svolgerà dal 9 dicembre 2022 al 1 maggio 2023 al Teatro dell'Aquila di Fermo

La mostra si svolgerà dal 9 dicembre 2022 al 1 maggio 2023 al Teatro dell’Aquila di Fermo.

Locandina_I-PITTORI-DELLA-REALTA_Fermo-inFERMO – La nuova mostra ai Musei di Fermo si inserisce tra i grandi eventi culturali del progetto regionale “Il Seicento nelle Marche”. Giovedì 8 dicembre inaugura la mostra “I Pittori della realtà. Verità e illusione tra Seicento e Novecento”, a cura di Vittorio Sgarbi con Beatrice Avanzi e Daniela Ferrari. Sarà ospitata a Palazzo dei Priori fino all’1 maggio 2023. Saranno presenti il Sottosegretario alla Cultura e curatore Vittorio Sgarbi ed i co-curatori.

Il programma prevede alle ore 11.00 la presentazione al Teatro dell’Aquila e a seguire la visita guidata della mostra a Palazzo dei Priori.

“Siamo lieti di poter aprire questa mostra nel segno della ripartenza della cultura in presenza – le parole del Sindaco di Fermo Paolo Calcinaro – saremo onorati del fatto che sarà il curatore e Sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, che ha fortemente voluto questa esposizione nella nostra città, ad inaugurare questo evento, che sarà uno dei punti di forza delle festività natalizie e non solo, in quanto potrà essere ammirata fino alla primavera inoltrata. Un evento culturale di grande importanza che farà di sicuro annoverare la nostra città fra quelle con un’iniziativa artistica di particolare attrazione per cui saranno in tanti a volerla ammirare”.

“E’ per noi motivo di orgoglio ospitare questa mostra a Palazzo dei Priori che torna ad essere sede di percorsi espositivi originali – ha aggiunto l’Assessore alla Cultura Micol Lanzidei – Fermo, città di storia, cultura e arte non poteva non presentare un’esposizione di grande bellezza e fascino che caratterizzerà la stagione culturale cittadina. Questo grazie, in primis, al curatore e Sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi che ci onora sia della curatela dell’evento stesso che del fatto che sarà presente il giorno dell’apertura l’8 dicembre in città”.

L’esposizione rilegge una particolare stagione dell’arte italiana del dopoguerra: l’avventura dei “Pittori moderni della realtà”, che tra il 1947 e il 1949 si scagliarono contro gli esiti del modernismo e gli “abbagli” dell’École de Paris, in difesa della grande tradizione pittorica. Da lì a due anni, avrebbero organizzato altre quattro mostre, a Firenze, Roma, ancora Milano e Modena.

La mostra è promossa dalla Regione Marche e dal Comune di Fermo, in collaborazione con il Mart di Rovereto e il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo e di Carifermo. Partner dell’evento è Mus-e del Fermano, gli sponsor sono Eurobuilding, Giano, CFL-Servizi Globali in Edilizia e Violoni Srl. L’organizzazione è affidata a Maggioli Cultura in collaborazione con Sinopia.

Come scrive il curatore Vittorio Sgarbi: “Una festa. È stata l’ultima festa della pittura italiana”.

Il gruppo dei “Pittori moderni della realtà” è integralmente rappresentato in mostra: Gregorio Sciltian, Pietro Annigoni, Xavier e Antonio Bueno. Sono inoltre presenti Alfredo Serri e Giovanni Acci che si aggiunsero successivamente al gruppo. Completano l’esposizione due opere di Giorgio de Chirico, il padre della Metafisica che consolidò rapporti di stima con tutti e quattro i “Pittori moderni della realtà”. Vengono inoltre presentate, a confronto con i moderni, opere di artisti antichi, prevalentemente del Seicento e del Settecento, alimentati dalla temperie caravaggesca prima e barocca poi, assunti a fonte di ispirazione e modello dei quattro firmatari del manifesto. Tra questi artisti citiamo Alessandro Magnasco, il cosiddetto Maestro di Hartford, Giuseppe Recco e Carlo Magini.
Ulteriori confronti saranno possibili con le opere della collezione permanente della Pinacoteca Civica di Fermo, ricca di opere del Seicento (citiamo tra le altre “L’adorazione dei pastori” di Rubens e la “Pentecoste” del Lanfranco) e del Gabinetto Stampe e Disegni della Biblioteca Civica “Romolo Spezioli”.
La mostra di Fermo offre l’occasione di scoprire la storia e l’arte di questo gruppo considerato anacronistico e non sufficientemente apprezzato dalla critica di allora. Ciò che li accomunava è il desiderio di una rinascita della pittura che corrisponde a una parallela rinascita dell’umanità dopo la distruzione, le privazioni e la sofferenza del recente conflitto mondiale.

FONTE: Ufficio Stampa Sara Stangoni Comunicazione.

Redazione Press Italia
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