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Il film “Cane che abbaia non morde”

Il film è dal 27 aprile nei cinema.

CANE_CHE_ABBAIA_NON_MORDE_locandina-inPresentato alla stampa martedì 18 a Roma e mercoledì 19 a Milano il film “Cane che abbaia non morde”, esordio cinematografico datato 2000 del regista coreano Premio Oscar Bong Joon-Ho, che si è aggiudicato ben quattro statuette, compresa quella per il Miglior Film, con “Parasite”, nel 2020, e nel 2021 è stato Presidente di Giuria alla Mostra Int.le del Cinema di Venezia.

Questo suo esordio del 2000 esce per la prima volta nei cinema italiani il 27 aprile, in versione originale in coreano, sottotitolato in italiano, per 110 minuti di buona volontà, anche perché ci ha convinto solo a metà.

“Cane che abbaia non morde”, interpretato da Lee Sun Jae e Bae Doo Na, è una critica alla società classista coreana, ossessionata dal profitto e dalla scalata sociale, tema ripreso poi, con ben altri risultati, veramente straordinari, proprio in “Parasite”. Prodotto da Cinema Service, Cj Enterainment e Sidus Pictures, il film è sceneggiato dal regista con Sohn Tae-Woon e Song Ji-Ho e vede alla direzione della fotografia Cho Yong Gyu, alle scenografie Lee Jin-Young, alle musiche Cho Sung Woo ed al montaggio Lee Eun Soo.

“Cane che abbaia non morde” racconta una settimana molto ‘avventurosa’ all’interno di un complesso residenziale. Yoon-ju è un ricercatore universitario che vive con la moglie in un piccolo appartamento di periferia. Benché la coppia sia in attesa del primo figlio, Yoon-ju è frustrato dal fatto di non essere ancora riuscito a farsi assegnare una cattedra. Ben presto si convince che la causa principale del suo malessere sia il continuo abbaiare dei cani appartenenti ai suoi vicini e per questo decide di iniziare a eliminarli. Dopo averne brutalmente ammazzati due, viene però casualmente scoperto da una ragazza, che tenta di acciuffarlo senza però riuscirci. La situazione sembra precipitare quando la moglie di Yoon-ju decide a sua volta di prendere un cane, mentre la ragazza continua a cercarlo…

Il regista – Bong Joon-Ho
Regista tra i più interessanti del cinema sudcoreano d’inizio nuovo millennio, Bong Joon-ho ha attraversato diversi generi, riuscendo sempre a imprimere ai suoi lavori un tocco personale e profondo, da visionario sperimentatore. Spazia dall’approfondimento sociale all’action-movie, si muove bene nel poliziesco come nella commedia nera e può dare vita a piccoli capolavori di messa in scena come “Parasite”.  Firma il suo esordio cinematografico con “Cane che abbaia non morde – Barking Dogs Never bite” (in originale “Peullandaseu-ui gae”), quindi nel 2003 dirige “Memorie di un assassino – Memories of Murder”. Nel 2006 con “The Host” prende spunto dal più classico dei B-movie di matrice ecologica, creando una metafora sulla realtà contemporanea con una mostruosa creatura terrorizza Seul facendo incetta di corpi in una fognatura che gli serve da dispensa. “Madre”, del 2009, rappresenta una ricerca della verità. Nel 2013 l’esordio in lingua inglese con la fantascienza post-apocalittica di “Snowpiercer” (2013), cui fa seguito “Okja” (2017). Nel 2019 torna a girare un film nel suo Paese e nella sua lingua, firmando il potentissimo “Parasite”, premiato con la Palma d’Oro al Festival di Cannes, con il Golden Globe al miglior film, con il BAFTA al miglior film non in lingua inglese e migliore sceneggiatura originale, e – come detto – con quattro Premi Oscar: miglior sceneggiatura originale, miglior regia, miglior film internazionale e miglior film (primo lungometraggio non in lingua inglese nella storia del cinema a ricevere questo riconoscimento). Bong Joon-ho – in questo periodo impegnato con due sceneggiature contemporaneamente, una in inglese ed una in coreano: “Il film coreano è ambientato a Seoul e ha elementi unici di horror e azione. Quello in inglese è un progetto drammatico, basato su eventi realmente accaduti nel 2016. Dovrebbe essere ambientato metà negli Stati Uniti e metà in Inghilterra. Il primo potrebbe essere paragonato a Parasite, come atmosfere. Il secondo a Madre”.

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