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Franco Baccarini – Technoethics and Bioethics in Film (Regno Unito, 2024)

Un Viaggio nel Sapere Cinematografico.

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Un Viaggio nel Sapere Cinematografico.

E’ con piacere che vi presentiamo l’uscita di un nuovo libro, proprio innovativo riguardante il mondo del cinema.

Abbiamo raccolto per voi le dichiarazioni dell’autore:
«Dopo un quarto di secolo di miei articoli e saggi tradotti e pubblicati in 12 Paesi, sono molto emozionato nel presentare il mio primo volume per il mercato internazionale, in inglese, edito da un sodalizio di università britanniche (collaboro da tanti anni con un loro prestigioso mensile, “EJC”).
La materia è nata da una mia personale intuizione sviluppata con entusiasmo e sacrificio tra il 2003 e il 2005, tanto che tutti gli autori che sono arrivati successivamente a trattare la vasta tematica sono stati molto corretti nel riconoscermi come il padre della materia, scrivendolo nelle loro Introduzioni, note e Riferimenti Bibliografici.
Nella lunga storia dell’essere umano, il “Sapere” si è trasmesso dapprima oralmente, dopo di che attraverso la scrittura, ed infine con le immagini. Un film può da solo raggiungere ogni angolo del pianeta (soprattutto, ma non solo, quelli statunitensi, che si avvalgono di una distribuzione mondiale) andando a formare il “sapere” su di un tema, che molto spesso è un sapere erroneo, talvolta perfino pericoloso, ma che – soprattutto in tutti quegli spettatori che non hanno studiato o non hanno conoscenza della tal materia trattata da quel tal film – diventa l’unico sapere che lo spettatore porterà con sé per il resto della vita. E l’immagine ha un potere di persuasione e di penetrazione, che la trasmissione orale o scritta non hanno mai avuto e mai avranno.
Perfino un film apparentemente innocuo, commerciale, di genere fantasy o anche di altro genere, può avere delle ripercussioni assai delicate, e talvolta pericolose, nello sviluppo del (credere di) sapere delle molteplici e delicatissime tematiche tecnoeticamente e bioeticamente rilevanti.
Il cinema è anche vettore di modelli di comportamento che sono sempre più simili tra loro a livello mondiale, quando per millenni, fino a pochi decenni or sono, ogni continente (ed al proprio interno, ogni nazione) aveva una propria cultura che in qualche modo “imponeva” modelli comportamentali e sociali che sono andati appiattendosi in nome di una globalizzazione della società, e non soltanto dell’economia.
Questa è soltanto una brevissima e necessariamente assai incompleta sinossi di quanto trattato nel volume».

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