Il diritto al cibo è un diritto umano: il tema dell’insicurezza alimentare al Meeting di Rimini 2022

Le voci della Cooperazione Italiana per raccontare le nuove sfide, le possibili soluzioni e il ruolo che l’Italia sta svolgendo a livello internazionale.

Si è svolta dal 20 al 25 agosto, presso la Fiera di Rimini, la 43ª edizione del Meeting per l’Amicizia tra i Popoli, evento che vuole essere luogo di incontro tra persone di fede e culture diverse per promuovere la pace e il dialogo. Anche quest’anno, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) ha coordinato la realizzazione del Padiglione Internazionale, un’area espositiva di 5000 mq attraverso la quale dare ai visitatori l’occasione di conoscere dal vivo il mondo della cooperazione italiana.

Il Padiglione, intitolato “C’è un’Italia che coopera”, ha approfondito il tema dell’insicurezza alimentare quale fragilità massima dell’essere umano, raccontando le sfide del diritto al cibo come diritto umano, le possibili soluzioni e le azioni che l’Italia sta promuovendo a livello bilaterale e multilaterale per promuovere un equo accesso al cibo nel mondo. Una tematica di grande attualità alla luce delle ripercussioni della guerra in Ucraina sul settore agroalimentare, con gravi problemi di approvvigionamento di alcuni prodotti essenziali per l’agricoltura e l’alimentazione, quali grano, granturco, oli vegetali e fertilizzanti. Un problema non solo europeo ma globale, giacché il blocco dell’export di alcuni prodotti ha acutizzato la crisi alimentare in molti Paesi in via di sviluppo.

Durante l’evento “La crisi alimentare globale: la persona al centro”, il Ministro Luigi di Maio ha sottolineato il ruolo centrale della diplomazia alimentare nella politica estera italiana e l’importanza del coinvolgimento del Sistema Paese per favorire soluzioni ed iniziative concrete. Il Capo della Farnesina ha ricordato poi che sicurezza alimentare e agricoltura sostenibile sono una priorità per la Cooperazione Italiana allo sviluppo, il cui Documento Triennale di Programmazione e Indirizzo per il periodo 2021-2023 stima che il 14% dei fondi siano destinati a questi settori.

L’impegno della diplomazia alimentare italiana è stato approfondito da Fabio Cassese, Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del MAECI, nel panel dedicato al Mediterraneo. “L’Italia è in prima linea nell’affrontare l’insicurezza alimentare nel mondo – ha detto Cassese – specialmente in quelle aree dove questo problema contribuisce a generare una pericolosa instabilità”. Con particolare attenzione all’area mediterranea, il MAECI ha di recente promosso diversi incontri ministeriali di alto livello: il Dialogo Ministeriale dei Paesi del Mediterraneo sulla Crisi Alimentare dell’8 giugno 2022 e il Forum “Dieta Mediterranea: Strumento di Diplomazia” del 15 luglio 2022, iniziative attraverso cui promuovere il dialogo multilaterale e la condivisione di buone pratiche.

Il percorso espositivo, realizzato insieme ai partner nazionali ed internazionali della Cooperazione Italiana, ha dato spazio alle testimonianze di coloro che conoscono da vicino le drammatiche conseguenze dell’insicurezza alimentare e che si impegnano quotidianamente per porvi rimedio attraverso specifici progetti di cooperazione allo sviluppo.

Il Direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), Luca Maestripieri, intervenuto nel panel “L’acqua, un bene per l’umanità”, ha insistito sul problema della scarsità idrica, strettamente connesso all’insicurezza alimentare, e sul valore strategico di questa risorsa per la cooperazione, in quanto trasversale a molte aree di intervento (per esempio agricoltura e sviluppo rurale, tutela ambientale e lotta al cambiamento climatico, adattamento e resilienza delle comunità, flussi migratori). «Tutti gli altri obiettivi di sviluppo sostenibile sono impensabili senza una gestione adeguata e razionale dell’acqua» ha sottolineato Maestripieri. «Per affrontare la crisi idrica – ha continuato il Direttore AICS – cerchiamo di intervenire su un duplice binario: con la partecipazione a dibattiti e forum internazionali e con interventi concreti garantendo l’acqua potabile nei Paesi dove operiamo». Progetti di cooperazione che interessano aree particolarmente vulnerabili come Libia, Siria e la striscia di Gaza, le cui ripercussioni anche a livello politico non sono trascurabili, perché dove c’è fame c’è instabilità.