Mentre cresce l’attesa per il Natale e la corsa ai regali, gli italiani confermano che lo shopping online continua a essere una delle abitudini più diffuse.
Secondo le più recenti rilevazioni sull’e-commerce italiano, nel 2025 il mercato B2C è cresciuto del +6% (- Osservatori eCommerce B2C – Politecnico di Milano & Netcomm) superando i 62 miliardi di euro.
Parallelamente, gli acquirenti digitali sono saliti a 35,2 milioni di utenti attivi, un aumento che però espone milioni di consumatori a nuovi rischi per la privacy.
Federprivacy segnala infatti che ogni acquisto online può generare tracciamenti, profilazioni e analisi dei comportamenti che influenzano prezzi e offerte personalizzate, spesso senza che l’utente ne sia realmente consapevole.
Con l’aumento degli acquisti online e delle prenotazioni di viaggi in occasione delle vacanze natalizie si intensifica anche un fenomeno silenzioso ma sempre più diffuso.
Si tratta del dynamic pricing, la pratica con cui i prezzi cambiano in tempo reale in base al comportamento dell’utente.
Geolocalizzazione, cronologia delle ricerche, orario, tipo di dispositivo utilizzato: sono solo alcuni dei fattori che possono far lievitare o abbassare il prezzo di uno stesso prodotto mostrato a due persone diverse.
In altre parole, il “super sconto” che vediamo potrebbe essere solo una risposta dell’algoritmo, e non un vantaggio reale.
Un ambito in cui il dynamic pricing è particolarmente radicato è quello dei viaggi: voli, hotel e pacchetti turistici possono infatti cambiare prezzo in pochi minuti.
Ciò sulla base delle ricerche dell’utente, della disponibilità residua, della stagione o dell’area geografica da cui ci si collega.
Anche in questo caso, la personalizzazione spinta dei prezzi non è sempre percepibile dal consumatore, che rischia di interpretare come “offerta imperdibile” un costo in realtà costruito dall’algoritmo a partire dalle sue abitudini digitali.
Questo meccanismo è approfondito nel nuovo libro “Smetti di farti spiare, difendi la tua privacy” (Mondadori Università), che analizza i principali rischi nascosti nelle nostre abitudini digitali, incluso lo shopping online.
L’opera è stata concepita per aiutare comprendere come funzionano questi processi e perché è importante riconoscerli per tutelare la propria privacy digitale.
Nicola Bernardi, autore del libro e Presidente di Federprivacy, avverte: “Quando facciamo acquisti online, non pensiamo quasi mai che dietro al prezzo ci sia un’analisi del nostro comportamento.
La convenienza non è sempre uguale per tutti: per questo serve più consapevolezza da parte dei consumatori.”
Accanto al dynamic pricing, il libro evidenzia come molte piattaforme utilizzino attività di profilazione e marketing personalizzato, spesso tramite programmi fedeltà o carte punti.
Questi sistemi raccolgono informazioni dettagliate sulle abitudini di spesa per creare offerte su misura o campagne pubblicitarie mirate.
“Lo shopping deve restare un piacere, non una cessione inconsapevole dei propri dati”, ribadisce Bernardi.
