Il turismo in quota non è più solo sci e settimane bianche: oggi la montagna si vive tutto l’anno, tra wellness alpino, esperienze slow e storytelling digitale. È quanto emerge dall’Osservatorio Crosscanale Travel Montano 2025 di XChannel, la prima società di consulenza europea specializzata in marketing e comunicazione crosscanale. Un’analisi che combina AI, big data, semiotica e antropologia per leggere non solo i numeri, ma anche i significati culturali che guidano le nuove scelte dei viaggiatori.
Con un contributo compreso tra il 13% e il 18% del PIL nazionale, il turismo continua a trainare l’economia italiana, rafforzando il ruolo della montagna come asset economico e culturale di primo piano. E cresce anche online: oltre il 50% delle prenotazioni passa dalle OTA (con picchi del 52,4% a Bolzano e 50,9% a Trento), mentre il 15% dei viaggiatori italiani utilizza l’intelligenza artificiale per ispirarsi e pianificare — ma solo l’1% delle strutture la applica realmente. Un disequilibrio che evidenzia una grande opportunità: quella di portare la montagna nel futuro digitale.
Dai volumi di ricerca su Google emerge come la curiosità verso la montagna segua un ritmo preciso: cresce tra novembre e gennaio, raggiunge il picco a Capodanno e mantiene un livello costante, superando di gran lunga l’interesse per il mare nei mesi invernali. La query “Capodanno in montagna” conta oltre 8.000 ricerche mensili, seguita da “vacanze in montagna inverno” e “cosa portare in montagna in inverno”. Numeri che raccontano non solo un’abitudine, ma un desiderio collettivo di autenticità, natura e benessere.
Ma accanto ai flussi stagionali tradizionali, emergono nuove forme di viaggio: slow stay, workation, trekking notturni, esperienze enogastronomiche e neverending tourism, dove la vacanza continua online con la condivisione di contenuti e l’acquisto di prodotti locali. Il viaggio si dilata nel tempo e nello spazio, diventando una narrazione continua tra reale e digitale.
Sui social, la montagna conquista sempre più terreno. L’80% dei viaggiatori usa le piattaforme come fonte di ispirazione, e il 70-80% delle decisioni di viaggio è influenzato da creator e contenuti UGC. Su Instagram, i formati dinamici (Reel e caroselli) rappresentano oltre il 65% dei post delle località analizzate; su TikTok, la crescita è ancora più significativa: le destinazioni che presidiano il canale registrano tassi di engagement fino al 93%.
E ancora, sul fronte SEO e AI, la rivoluzione è già iniziata. Con l’introduzione di Google AI Overview, le risposte generate dall’intelligenza artificiale occupano fino all’80% dello schermo mobile e riducono del 25% il traffico organico tradizionale. Ma per le destinazioni montane, questo è un punto di svolta: essere riconosciuti dall’AI come fonte autorevole significa conquistare una visibilità nuova, fondata sulla qualità dei contenuti e sull’autenticità della narrazione.
“La montagna è un laboratorio perfetto per osservare come AI, social e nuovi linguaggi stiano trasformando il turismo contemporaneo,” commenta Federico Corradini, CEO di XChannel. “Le destinazioni che sapranno combinare dati, storytelling e tecnologie predittive saranno le prime a intercettare il viaggiatore del futuro: digitale, consapevole e in cerca di autenticità. È qui che la montagna diventa un modello per il turismo del domani.”
Ogni località porta la sua identità: dalle Dolomiti glamour di Cortina al wellness di Bormio, dall’active di Livigno al family outdoor di Monte Pora, fino alle valli più autentiche come Val di Sole e Ponte di Legno, il viaggio in montagna è oggi un ecosistema crosscanale dove AI, dati e contenuti costruiscono valore economico e culturale. E con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 ormai alle porte, la sfida non sarà solo attirare visitatori, ma gestire flussi, stagionalità e reputazione digitale in un equilibrio sostenibile tra natura, tecnologia e comunità.
Foto fornita da Ufficio Stampa Anna Sardano
FONTE: Ufficio Stampa Anna Sardano.
