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Mostra “e il mio maestro…” a Palazzo Trinci

Parole di Battiato ispirano una rassegna d'arte a Foligno.

Locandina mostra e il mio maestroAvrà luogo dal 17 gennaio al 14 febbraio 2026 con il Patrocinio del Comune di Foligno presso i prestigiosi locali di Palazzo Trinci e l’organizzazione di “Spazio 121”, la mostra “e il mio maestro m’insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire” un dialogo d’arte fra poesia e immagine a cura di Pippo Cosenza e Salvo Seria, con la presentazione Francesca Ragni e Roberto Chiappini. L’inaugurazione si terrà sabato17 gennaio 2026 alle ore 16.00.

Le parole di Franco Battiato in “ Prospettiva Nevski” , che danno il titolo all’ evento, sono ricche di significati simbolici che possono essere da stimolo alla creatività degli artisti a prescindere dai loro linguaggi; laddove la figura del maestro e la di lui autorevolezza, come ricordato da Pippo Cosenza e Salvo Seria, è ben delineata dalle parole di Ajahn Munindo un monaco della tradizione buddista Theravada: “il maestro è colui che ti fa scoprire che non hai nessun bisogno di un maestro e che il maestro sei tu”. Lungo è il percorso per arrivare ad essere maestri di se stessi: è quando inizi a capire che cambiare vuol dire diventare profondamente te stesso, adottare tutte le tue parti, anche le più scomode, dare il permesso di soggiorno a tutti gli io che sei; è allora che diventi maestro di te.

L’Alba è un nuovo inizio è luce, vita, nascita, speranza, mentre l’imbrunire apre il pensiero alla complessità dell’esistenza ed è oscurità, fine, morte, sofferenza.

La difficoltà che indica Battiato di vedere la luce all’interno di un periodo di oscurità, che un inizio può nascere da una fine, richiede impegno, riflessione, contemplazione e una prospettiva spirituale o psicologica avanzata.

Ed è la sfida che, i curatori, di questa rassegna, lanciano agli artisti invitati, musicisti, poeti, pittori, scultori etc. che attraverso le loro capacità espressive possano cogliere e mantenere la consapevolezza che anche attraverso le tenebre si può intravedere una luce e senza negare la sofferenza trarre aspetti positivi e insegnamenti anche dalle esperienze negative se finalizzati alla crescita personale e ad una maggiore preparazione interiore.

Scorgere sempre l’alba in quanto segno tangibile che il Mondo torna alla luce e alla vita dopo il buio della notte, conferisce evidenza proprio a tale realtà in un viaggio coinvolgente ed emozionante, in una narrazione che tiene insieme immagini e poesia per trasmettere l’amore per la vita, per se stessi, per gli altri e per l’arte, un inno alla passione per tutto ciò che si fa e si vive, per la forza della vita, perché mai un artista deve e può fermarsi.

Si ringrazia il Comune di Foligno per la possibilità offerta dal Comune di Foligno non è solo l’occasione di usufruire del prestigioso spazio espositivo di Palazzo Trinci, ma dare luogo a questa rassegna d’arte che vede come protagonisti 41 artisti che con vari linguaggi espressivi si confrontano e propongono la loro visione del mondo, una pluralità di voci, fra loro anche molto distanti, fino alla sperimentazione di linguaggi innovativi, frutto di una miscellanea di esperienze e di ricerche. che non è solo quella che finisce nei grandi circuiti, perché la storia dell’arte per fortuna non segue un’unica direzione.

Vivere l’arte come un continuo pellegrinaggio in ambiti diversi e in direzioni plurime, mettere in crisi e rifiutare schemi predefiniti per risvegliare una creatività aperta e liberata verso territori non più dominati da pregiudizi.

Ciascuno dei 41 artisti ha messo in scena il tema attraverso il filtro della propria sensibilità, espressività ed esperienza, dando vita a un percorso espositivo che si caratterizza per la coesistenza di stili differenti.

In sintesi: Diversi artisti, diversi linguaggi, diverse forme d’arte ma l’insieme è un “unicum” una unica seppure complessa opera d’arte.

Si ritiene significativo anche evidenziare quel rapporto particolare che intercorre tra poesia e pittura, laddove, come ebbe a definirlo il poeta greco Simonide “la pittura è poesia silenziosa, la poesia è pittura che parla”. L’accostamento tra le due “discipline” – ed in senso più ampio con tutte le altre espressioni artistiche – ha percorso nel nel corso dei secoli due vie: quella della “contaminazione” e quella dell’ “accostamento”; in questo secondo caso voluto dagli autori ( così da avere un vero e proprio intreccio) o può essere scoperto da altri, dopo che ogni espressione d’arte abbia fatto il suo percorso autonomo. Un’occasione questa, data dall’organizzazione ai poeti presenti, per far si che la poesia, come tutte le Arti, si manifesti come un modo per lasciar parlare ed esprimere il suo/nostro essere più profondo: abbandonare l’ abituale nostro ego per entrare in rapporto col nostro vero Io e dare spazio alla trasmissione delle idee e delle parole, perché le idee e le parole sono in via d’estinzione; ci sono soltanto le cose e penso che l’uomo e nella fattispecie l’Artista, debbono averne tanta, tanta cura. le idee e le parole, vanno custodite, alimentate e coltivate, attraverso la poesia e l’arte. È attraverso l’interesse e la passione per la Poesia e per l’Arte che possiamo raggiungere l’altro e costruire il ponte tra l’io e il tu.

Una via questa da sempre indicata da “Spazio 121”, un’associazione che nasce per avviare a Perugia un punto d’incontro e di sperimentazione con l’obiettivo di fare emergere nuovi messaggi culturali. Una galleria permanente, dove nello stesso tempo si possano ospitare espressioni artistiche di vario genere e mettere a disposizione i propri spazi espositivi e di lavoro, un luogo in cui il vero protagonista è l’artista stesso.

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