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AK-Finanza

La paura frena Piazza Affari, si salvano Bper e Tenaris

(Adnkronos) – Giornata negativa per Piazza Affari, frenata dalle paure degli investitori internazionali per le tensioni geopolitiche che danneggiano il settore dei semiconduttori, unite ai timori per il dato sull’inflazione americana di luglio che arriverà domani e per le conseguenti mosse delle banche centrali. Dopo il guadagno di ieri il Ftse Mib perde l’1,05%, chiudendo a 22.488,49 punti. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi rimane vicino ai 210 punti base.

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Piazza Affari in positivo, in evidenza Stellantis

(Adnkronos) – Inizio di settimana positivo per Piazza Affari, con il Ftse Mib che sale dello 0,63% e chiude a 22.728,54 punti. La seduta del mercato azionario italiano beneficia del clima di pausa estiva, del volume inferiore di scambi di agosto e dei dati positivi di Wall Street. Non influisce quindi più di tanto, quindi, la decisione dell’agenzia Moody’s, che ha peggiorato l’outlook del rating sul debito dell’Italia, portandolo da “stabile” a “negativo”, dopo la caduta del governo Draghi.

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Chiusura in flessione per Piazza Affari, spicca il rally di Bper Banca

(Adnkronos) – I dati sull’occupazione USA hanno innervosito i mercati azionari del Vecchio Continente. Il rapporto è stato migliore del previsto, con un incremento di 528mila posti di lavoro (escluso il settore agricolo) rispetto ad una stima di circa 250mila unità. La chiusura negativa delle borse riflette i timori degli investitori convinti che le banche centrali statunitensi rivedranno al rialzo il costo del denaro.

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Conti solidi, il mercato promuove le banche italiane

(Adnkronos) – Il rialzo dei tassi di interesse deciso dalla Bce spinge i conti delle banche italiane. La politica monetaria restrittiva di Francoforte ha avuto effetti positivi immediati sugli istituti italiani, costretti a lavorare per anni in un contesto di tassi negativi. Con benefici sensibili sul margine di interesse del secondo trimestre. Ma i conti trimestrali presentati in questi giorni al mercato evidenziano anche un costo del rischio sotto controllo, a vantaggio degli indici di patrimonializzazione, e una posizione di capitale solida, che ha permesso di continuare a distribuire dividendi e procedere con i piani di buyback. Il tutto avanzando nel percorso di derisking e di riduzione dei crediti deteriorati. Tanto che diverse banche quotate a Piazza Affari hanno potuto alzare gli obiettivi finanziari per il 2022. Risultati che sono stati apprezzati dal mercato, che ha premiato le quotazioni dei gruppi italiani.

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Utile Bper a 1,38 mld, Montani: “Carige integrata entro fine 2022”

(Adnkronos) – Bper archivia il primo semestre dell’anno con un utile netto di 1,38 miliardi di euro. Il risultato beneficia a livello contabile dell’avviamento negativo, il cosiddetto badwill, derivante dall’acquisizione di Banca Carige, che ammonta a 1,18 miliardi. Escludendo le poste straordinarie il risultato del semestre per l’istituto è di 316,6 milioni, di cui 203,9 milioni registrati nel secondo trimestre, in aumento dell’81% su base trimestrale. Il risultato della gestione operativa dell’istituto è di 638,7 milioni, in aumento del 31,2%, le commissioni nette ammontano a 914 milioni (+24,5%) e il margine di interesse a 785,4 milioni (+7,8%). Fra i ratio patrimoniali il Cet 1 phase-in proforma si attesta al 13,8%.

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Banco Bpm, utile semestre in crescita e prospettive positive

(Adnkronos) – Banco Bpm archivia il primo semestre dell’anno utile netto di 384 milioni di euro, in aumento del 6,3% su base annua. L’utile netto adjusted si attesta a 497 milioni (+30,1%), il miglior risultato dalla nascita del gruppo. Il margine di interesse è di 1.039,1 milioni, in crescita del 2%, con le commissioni nette a 966,9 milioni (+1,8%). Fra gli indici di patrimonializzazione il Cet1 ratio fully phased è al 12,8%. Salvo ulteriori peggioramenti di scenario, per l’intero 2022 Banco Bpm prevede un miglioramento dell’utile netto del gruppo rispetto al 2021, “con un trend che permette di confermare sia la traiettoria di redditività che i target complessivamente delineati nel piano strategico”.

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Delfin, un quarto della cassaforte ai giovanissimi Luca e Clemente

(Adnkronos) – Hanno un quarto di Delfin, la cassaforte di Leonardo Del Vecchio e sono i più giovani dei figli di Leonardo Del Vecchio, l’industriale scomparso lo scorso 27 giugno capace di creare un impero partendo da una montatura. Sono Luca e Clemente, 21 anni il primo e 18 il secondo, figli avuti dal patron di Luxottica da Sabrina Grossi, sua compagna durante i primi anni 2000 che oggi è consigliere di amministrazione di Molmed, e ha fatto parte del cda di Luxottica per quasi 9 anni.

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