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La Franciacorta punta in alto con le sue mille bollicine…

La Cantina Mirabella di Rodengo Saiano festeggia i suoi primi 40 anni dalla fondazione e celebra le origini della Franciacorta con un nuovo Metodo Classico ma, da sole uve di Pinot Bianco.

mirabella-vigneti-franciacortaFRANCIACORTA – Da sempre definito enfant terrible, il Pinot Bianco soffre più di altri vitigni dell’instabilità climatica e territoriale; viene usato nella cuvée alle quali conferisce freschezza e semplicità di beva che vanno ad alleggerire l’opulenza dello Chardonnay e le asperità del Pinot Nero, creando coesione e rotondità.

Il Pinot Bianco, insieme al Pinot Nero, inaugura la storia della Franciacorta, ma negli anni si è perso in Franciacorta, questo vitigno è sempre meno coltivato e la sua presenza nelle cuvée è andata via via a farsi più limitata, sia per scelte di stile o di mode, o per raggiungere il gusto di appassionati. Eppure, Mirabella si è sempre dimostrata un po contro corrente, mantenendo un’importante quota di vigneto coltivato a Pinot Bianco che nei propri terreni dimostra una particolare vocazionalità, risultando la prima realtà in Franciacorta per questa uva.

Oggi, l’Azienda condotta dalla famiglia Schiavi  ha deciso di lanciare una versione in purezza, dove il Pinot Bianco si esprime al meglio: elegante e complesso, regala un insieme di sentori di alto livello, profumati e delicati;  si presenta come un vino elegante, quasi “riservato”, che solo ai palati più fini rivela le innumerevoli sfumature gusto-olfattive. Si scopre avvolgente e ampio, in grado di stupire con la sua lunga persistenza.

Mirabella non ha mai tradito il Pinot Bianco, la famiglia è sempre stata convinta della sua unicità, del suo carattere elegante e distintivo. il vigneto, così, è stato sempre accudito con pazienza e amore e oggi è arrivato il momento di assaporarlo in purezza. questo vino, come raccontano i proprietari, sa regalare allo stesso tempo un’espressione del territorio autentica e radicale. Autentica perché il Pinot Bianco è l’uva in grado di far “parlare” il nostro terroir senza maschere, mantenendo la sua sottile e costante personalità; radicale perché non potrà essere denominato Franciacorta, ma “vogliamo che ne sia nostra rappresentazione pura e semplice”.

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