Schlein alla videoconferenza “Il fenomeno migratorio italiano e la nuova emigrazione”

Secondo appuntamento della IV Assemblea plenaria della Conferenza permanente Stato-Regioni-Province autonome - Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE)

videoconferenza-inROMA – “Un cambio di paradigma”, rovesciando la logica scontata di favorire il rientro in patria degli italiani all’estero, per un progetto che abbia invece “l’ambizione di favorire la presenza dell’Italia all’estero”, Lo ha sostenuto Elly Schlein (Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna) intervenendo oggi in rappresentanza del Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, alla videoconferenza “Il fenomeno migratorio italiano e la nuova emigrazione”, secondo appuntamento della IV Assemblea plenaria della Conferenza permanente Stato- Regioni-Province autonome – Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), dopo la seduta di presentazione del 14 dicembre scorso.
Per “dare continuità all’azione di governo e coerenza alle politiche pubbliche occorre avere certezza delle risorse disponibili per poter programmare le politiche e gli interventi”, ma “nel lungo periodo è necessaria una continua azione di previsione e di adattamento delle scelte ai cambiamenti”. Ecco perché – ha spiegato Elly Schlein – dobbiamo capire in cosa consista questa nuova emigrazione. Il nuovo volto dell’emigrato è giovane e con un alto livello di istruzione” ed allora “Dobbiamo dismettere la vecchia retorica dell’emigrazione e provare a costruire una nuova narrazione. La partenza non è più necessaria per vivere, ma dettata da scelte professionali o di studio”. Assistiamo spesso ad un “dibattito politico” troppo centrato sull’immigrazione e che invece “ha dedicato poca attenzione all’emigrazione”.
Ma l’emigrazione non va semplificata, “c’è una complessità in cui si intrecciano vissuti e motivazioni diverse: lavoro, amore, propensione. La mobilità quando non è forzata può diventare un’opportunità per il Paese”. Dunque “lavoriamo su questo, sull’assicurare condizioni di lavoro e di costruzione di vita solide, investiamo di più” e creiamo “circoli virtuosi”, occorre circolarità nei movimenti, per non perdere il capitale umano e favorire lo scambio di esperienze”. Allora i temi diventano “favorire la mobilità in entrata e in uscita – anche perché l’emigrazione giovanile è molto meno stanziale di quella precedente – facilitare il riconoscimento dei titoli di studio a tutti i livelli e promuovere in Italia un ambiente interessante e innovativo per la cultura e l’imprenditoria, che sappia dialogare e trarre vantaggio dall’esperienza di chi ha scelto di andare all’estero. In questo senso, credo che le Regioni e le Province autonome si pongano l’obiettivo di dare respiro e innovazione alle politiche verso i nostri corregionali che vivono all’estero.
La messa in campo di un portale informativo a disposizione di chi vuole dare anche dall’estero un proprio contributo allo sviluppo del Paese e la previsione di azioni mirate, nel campo della cultura e dell’imprenditoria, per favorire la mobilità dei giovani da e verso l’Italia sono a mio parere le due direttrici lungo le quali procedere con decisione verso le nuove politiche per gli italiani all’estero”.

Due le linee strategiche indicate da Schlein a conclusione del suo intervento:
1. “definire le linee programmatiche di una nuova politica per gli italiani nel mondo, come prevede la Legge istitutiva della Conferenza”;
2. “dare respiro e innovazione alle politiche nazionali e regionali verso i nostri connazionali e corregionali che vivono all’estero”.

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FONTE: Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.