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Guerra Ucraina-Russia, forti esplosioni nel centro di Kiev

(Adnkronos) - Fonti ucraine: "Più di 2.000 civili uccisi a Mariupol". Oggi nuovi colloqui

Guerra Ucraina-Russia, diverse esplosioni molto forti sono state avvertite nel centro di Kiev intorno alle 5 di questa mattina. Lo riportano numerosi media. La Cnn parla di due deflagrazioni, citando il team presente sul posto.

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Più di 2.000 civili sono stati uccisi nella città portuale ucraina occupata di Mariupol finora, hanno detto le autorità locali martedì. Da quando l’invasione russa dell’Ucraina è iniziata il 24 febbraio, 2.357 persone sono state uccise, ha detto il consiglio comunale di Mariupol. La città ucraina sud-orientale con circa 400.000 abitanti è stata assediata dalle truppe russe per giorni e tagliata fuori dal resto del paese. Le autorità ucraine hanno riferito di gravi attacchi aerei sulla città sul Mar d’Azov. La Russia dal canto suo afferma che sta attaccando solo obiettivi militari.

Il consigliere del sindaco di Mariupol, Petro Andriushchenko, ha definito la situazione in città “disumana”. “Niente cibo, niente acqua, niente luce, niente calore”, ha detto sottolineando che teme ci saranno molti altri morti. Con la crescente intensità degli attacchi, il numero dei morti potrebbe raggiungere i 20.000, ha detto. Le cifre delle vittime non possono essere verificate in modo indipendente.

Oggi nuovi colloqui Kiev-Mosca

Prosegue intanto il lavoro di diplomazia. Dopo una “pausa tecnica”, riprendono oggi i negoziati” tra Kiev e Mosca. “Le trattative continuano”, ha scritto ieri in un tweet il consigliere della presidenza ucraina, Mykhailo Podolyak, facendo il punto sui colloqui che il presidente Volodymyr Zelensky ha definito “difficili”.

“Le due parti esprimono attivamente le proprie specifiche posizioni: le comunicazioni vengono mantenute in piedi, ma è difficile”, ha segnalato Podolyak. Il capo negoziatore ha osservato come “alla base della discordia ci sono i sistemi politici troppo diversi. L’Ucraina è per la libertà di dialogo all’interno della società e del consenso, la Russia invece soffoca la propria società con degli ultimatum”. Necessario, ha sottolineato, ”un dialogo libero”. “Pace, un cessate il fuoco immediato e il ritiro di tutte le truppe russe. E e solo dopo questo possiamo parlare di relazioni regionali e di differenze politiche”, ha scritto ancora Podolyak che ha ribadito la posizione di Kiev secondo cui i suoi negoziatori si rifiuteranno di iniziare a discutere la forma delle relazioni future con la Russia fino a quando Mosca non accetterà prima un immediato cessate il fuoco.

Ha parlato invece di progressi Ihor Zhovkva, vice capo dell’ufficio del presidente ucraino Zelensky, dicendo di ritenere che la posizione di Mosca sia più costruttiva ora di quanto non lo fosse in precedenza. “Invece di darci un ultimatum o linee rosse o chiedere all’Ucraina di arrendersi, ora sembrano avviare negoziati costruttivi”, ha detto al canale della Bbc Radio 4.

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Redazione Press Italia
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