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Ucraina, la playlist russa contro la guerra

(Adnkronos) - Gli artisti russi che dicono no nelle loro canzoni o nei loro videoclip. Da Yuri Shechuk ai Little Big, in questi mesi in molti hanno pubblicato canzoni dall'inequivocabile significato

Sedicimila persone sono state arrestate in Russia dall’inizio della guerra, per aver espresso la loro opposizione all’invasione dell’Ucraina (dati di Ovd-Info, l’ong che segue i casi giudiziari degli oppositori). Malgrado questo, i russi continuano a inscenare ‘picchetti individuali’, persone sole che in un luogo pubblico esibiscono un cartello con la scritta “ne voine” (no alla guerra) o anche solo con un foglio bianco o con tanti asterischi quante lettere ci sono nello slogan proibito. I musicisti non sono da meno. Dal 24 febbraio ci sono state diverse forme di protesta. Più o meno esplicita. Il quotidiano in lingua inglese Moscow Times ha ricostruito la playlist russa contro la guerra.

La rockstar famosa in tutto il Paese sin dagli anni Ottanta, Yuri Shevchuk, il leader dei Ddt, è fra coloro che si sono esposti di più. Lo scorso 18 maggio, in un concerto a Ufa, di fronte a un pubblico di 8mila persone, ha detto: “la patria, amici miei, non è il culo di Putin che deve essere sempre baciato”. E’ stato accusato di aver screditato le forze militari e due suoi concerti sono stati cancellati. La canzone “Malenkaya Smertpubblicata il primo marzo descrive la morte di un uomo della provincia. Shevchuk al termine urla: “vuole la tua morte più di quanto tu non voglia vivere”.

Il gruppo pop Little Big ha lasciato la Russia a marzo. E il 24 giugno ha pubblicato un singolo intitolato “Generation Cancellation“, con relativo video, in cui si parla di politici arricchiti che fanno propaganda e delle persone normali ridotte alla povertà, oltre che di raid contro le case. Il video della canzone termina con un politico che preme il pulsante rosso con la scritta “Cancel”.

Anche la rockstar Zemfira ha lasciato il Paese per la Francia. Il 20 maggio ha pubblicato il suo terzo video contro la guerra (Myasa, carne) una canzona in cui si parla dei soldati russi usati come carne da cannone. “Dove siamo arrivati? Perché siamo qui?”, recita una strofa.

La band sperimentale di San Pietroburgo Shortparis non si è espressa esplicitamente contro la guerra in Ucraina. Ma nei loro concerti e nei loro video clip sono evidenti i riferimenti a posizioni contro l’intervento militare in Ucraina. Il frontman della band, Nikolai Kamyagin, è stato fermato in una protesta contro la guerra, pochi giorni dopo l’inizio dell’invasione ed è stato multato.

A marzo, Shortparis ha pubblicato il videoclip della canzone del 2021 “Apple orchard“, con reduci della Grande guerra patriottica. Kamyagin canta di giovani soldati e della tristezza che copre il Cremlino. Il video si conclude con una buca simile a una tomba che si apre di fronte ai musicisti che, coperti di neve, gettano mele nella fossa vuota.

I bielorussi Bi-2 hanno pubblicato lo scorso 27 giugno il video della loro canzone Lullaby in cui teste di ragazzi, come se fossero reclute, vengono rasate. “Bi-2 continua a osservare la realtà che li circonda”, si legge nel comunicato stampa che ha accompagnato l’uscita dei video. Alla fine di aprile si sono rifiutati di suonare a Omsk perché all’ingresso dello spazio in cui avrebbero dovuto esibirsi campeggiava un banner “Za President” (per il presidente). In seguito, su iniziativa delle autorità locali, i loro concerti sono stati cancellati a Penza, Astrakhan, Ufa e Kazan e San Pietroburgo.

Ooes ha scritto una canzone sulla paura delle ragazze ucraine e russe condividono dall’inizio della guerra. Il video è stato girato in Georgia dove la cantante si è trasferita. Nel comunicato stampa, Ooes invita i suoi fan a sostenere i profughi ucraini. “Non ci può essere musica senza politica”, ha dichiarato l’artista in una recente intervista.

Boris Grebenshchikov, frontman e fondatore del gruppo più famoso della Perestroika, Aquarium, ha espresso la sua posizione senza sfumature il primo giorno dell’invasione. “Quello che è sta accadendo è follia pure”, ha detto. Dopo il 24 febbraio ha pubblicato Vorozhba (stregoneria), in cui si parla di “tombe che crescono nel tuo cuore”, e Obidaba, un’altra canzone contro la guerra.

Diana Arbenina, la cantante bielorussa dei “Night Snipers“, in un concerto da sola dopo l’inizio della guerra, ha spiegato che non sarebbe emigrata. E ha citato la celebre poesia di Anna Akhmatova, “Requiem” sul terrore staliniano. Il 17 aprile si è esibita a Chelyabinsk, e ha detto: “Chi risponderà per le lacrime dei bambini, per la follia degli adulti?”

Noize MC, il nome d’arte di Ivan Alekseyev, e Monetochka, Liza Girdymova, hanno organizzato un tour intitolato “Voci di pace” per raccogliere fondi per i profughi ucraini. A Varsavia, Noize ha presentato la sua nuova canzone “Ausweis” -il documento che veniva dato ai cittadini dei territori occupati dai nazisti durante la guerra- che descrive “la dichiarazione senza speranza di colpa e impotenza”.

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