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Afghanistan, Coop Lombardia dona 40 mila euro a Emergency

(Adnkronos) - Con una donazione di 40.000 mila euro Coop Lombardia rinnova il suo sostegno ad Emergency nell’aiutare il Centro di maternità ad Anabah, nella Valle del Panshir, in Afghanistan. Il 7 ottobre 2021, in occasione del ventennale dell’inizio della guerra in Afghanistan, era iniziata un’importante raccolta fondi con lo scopo di restare accanto alle donne afghane, sostenendo il Centro di maternità in un periodo estremamente difficile per il Paese, nuovamente soggiogato alla repressione talebana.

Con una donazione di 40.000 mila euro Coop Lombardia rinnova il suo sostegno ad Emergency nell’aiutare il Centro di maternità ad Anabah, nella Valle del Panshir, in Afghanistan. Il 7 ottobre 2021, in occasione del ventennale dell’inizio della guerra in Afghanistan, era iniziata un’importante raccolta fondi con lo scopo di restare accanto alle donne afghane, sostenendo il Centro di maternità in un periodo estremamente difficile per il Paese, nuovamente soggiogato alla repressione talebana.

L’iniziativa ha avuto il successo sperato permettendo a Coop Lombardia di consegnare ad Emergency un assegno dal valore di 40.000 euro proprio a ridosso della Giornata internazionale della donna. Una cifra importante per il Centro di maternità di Anabah, l’unica struttura specializzata e completamente gratuita nella Valle del Panshir, abitata da più 250.000 persone. L’ospedale, nato nel 2003, offre assistenza ginecologica, ostetrica, neonatale e un servizio di assistenza prenatale per monitorare le gravidanze e curare tempestivamente eventuali patologie, e rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per la salute materno-infantile in Afghanistan, dove la mortalità materna è 99 volte quella registrata in Italia e il tasso di mortalità infantile è 47 volte più alto. In tutti questi anni di attività, nel Centro di maternità di Anabah, sono state effettuate oltre 465.000 visite e sono nati oltre 71.000 bambini.

L’ospedale è anche un importante polo formativo, riconosciuto dai ministeri della Sanità, per la specialità di ginecologia, dove lavorano oltre 100 donne, che ricevono formazione teorica e pratica grazie alla collaborazione con il personale internazionale.

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