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Mondo Rai/Appuntamenti e novità

(Adnkronos) - Aprire la porta dello “Studio Battaglia” significa rendersi conto che un nome può indicare una predisposizione. Alla battaglia, appunto. Il cuore del racconto del legal dramedy, che movimenterà 4 prime serate di Rai 1 a partire da domani, è costituito dalle donne Battaglia: tre avvocate divorziste e una futura sposa. Una madre e tre figlie, ognuna coi propri sogni e turbamenti, unite da un amore profondissimo e da un’invincibile ironia che le ha sempre salvate, ogni volta che tutto sembrava crollare, come quando venticinque anni prima il padre Giorgio se n’era andato. “Studio Battaglia” – scritto da Lisa Nur Sultan, adattamento italiano della serie britannica “The Split”, una produzione Palomar con Tempesta in collaborazione con Rai Fiction – osserva le dinamiche familiari e le relazioni sentimentali attraverso il più disincantato dei punti di vista: lo studio dell’avvocato divorzista. Anzi, delle avvocate, perché qui ce ne sono tante e sono le migliori di Milano. A partire da Anna Battaglia, che incontriamo nel momento in cui lascia il prestigioso Studio Battaglia – fondato e gestito dalla madre Marina – in cui lavora anche la sorella Nina. Anna ha accettato un nuovo incarico nello Studio Zander, dove ritrova un vecchio flirt dei tempi dell’Università, Massimo. Al tempo preferì Alberto, che ha sposato, ma sembra arrivata l’ora di chiedersi se sia stata la scelta giusta e se a un certo punto della vita sia meglio avere rimorsi o rimpianti. Oltre a questo triangolo, il cuore del racconto sono le donne Battaglia che troviamo alle prese con diverse fasi della loro vita e, anche, con il ritorno di Giorgio, il marito e padre che abbandonò tutte loro per inseguire un nuovo amore. Il racconto intreccia, con un linguaggio e un’estetica contemporanei, un lungo caso orizzontale (la separazione dei Parmegiani) a numerosi casi di puntata dai risvolti inediti riguardo gli aspetti più attuali del diritto di famiglia: unioni civili, accordi di riservatezza, tutela dell’immagine, famiglie omogenitoriali, congelamento degli embrioni, uso dei social media, diffamazione, eredità digitale, insomma tutto l’universo in costante espansione dei rapporti coi nuovi media.

Aprire la porta dello “Studio Battaglia” significa rendersi conto che un nome può indicare una predisposizione. Alla battaglia, appunto. Il cuore del racconto del legal dramedy, che movimenterà 4 prime serate di Rai 1 a partire da domani, è costituito dalle donne Battaglia: tre avvocate divorziste e una futura sposa. Una madre e tre figlie, ognuna coi propri sogni e turbamenti, unite da un amore profondissimo e da un’invincibile ironia che le ha sempre salvate, ogni volta che tutto sembrava crollare, come quando venticinque anni prima il padre Giorgio se n’era andato. “Studio Battaglia” – scritto da Lisa Nur Sultan, adattamento italiano della serie britannica “The Split”, una produzione Palomar con Tempesta in collaborazione con Rai Fiction – osserva le dinamiche familiari e le relazioni sentimentali attraverso il più disincantato dei punti di vista: lo studio dell’avvocato divorzista. Anzi, delle avvocate, perché qui ce ne sono tante e sono le migliori di Milano. A partire da Anna Battaglia, che incontriamo nel momento in cui lascia il prestigioso Studio Battaglia – fondato e gestito dalla madre Marina – in cui lavora anche la sorella Nina. Anna ha accettato un nuovo incarico nello Studio Zander, dove ritrova un vecchio flirt dei tempi dell’Università, Massimo. Al tempo preferì Alberto, che ha sposato, ma sembra arrivata l’ora di chiedersi se sia stata la scelta giusta e se a un certo punto della vita sia meglio avere rimorsi o rimpianti. Oltre a questo triangolo, il cuore del racconto sono le donne Battaglia che troviamo alle prese con diverse fasi della loro vita e, anche, con il ritorno di Giorgio, il marito e padre che abbandonò tutte loro per inseguire un nuovo amore. Il racconto intreccia, con un linguaggio e un’estetica contemporanei, un lungo caso orizzontale (la separazione dei Parmegiani) a numerosi casi di puntata dai risvolti inediti riguardo gli aspetti più attuali del diritto di famiglia: unioni civili, accordi di riservatezza, tutela dell’immagine, famiglie omogenitoriali, congelamento degli embrioni, uso dei social media, diffamazione, eredità digitale, insomma tutto l’universo in costante espansione dei rapporti coi nuovi media.

“Crime” è il tema del nuovo appuntamento con Stasera tutto è possibile, il programma realizzato in collaborazione con Endemol Shine Italy e condotto da Stefano De Martino, in onda domani alle 21.20 su Rai 2. Nel cast Biagio Izzo, Francesco Paolantoni e Vincenzo De Lucia, che, questa settimana, imiterà Franca Leosini e Maria De Filippi. Ospiti della puntata, sono Sergio Friscia, Cirio Priello e Fabio Balsamo dei The Jackal, Nunzia De Girolamo, Carolina Rey e Andrea Paris. Sul palco dell’Auditorium Rai di Napoli tutti si dovranno cimentare in una serie di giochi e prove tutti da ridere, tra cui “Serenata Step”, “Segui il labiale”, “C’era una giravolta”, “Dance Battle” e “Ruba Gallina”. Non mancherà, come in ogni puntata, “La Stanza Inclinata”, icona del programma con il suo pavimento inclinato di 22,5 gradi.

I pionieri del rock da stadio si esibiscono nei celebri studi di Abbey Road in una veste più intima. Una performance inedita, in onda in prima visione domani alle 23.00 su Rai 5, in cui gli U2, accompagnati da un’orchestra e da un coro, raggiungono una nuova intensità. In scaletta i brani “Beautiful Day”, “Lights of Home”, “With Or Without You”, “Stuck In A Moment”, “Get Out Of Your Own Way” e “One”. La performance è corredata da una intervista sorprendente ed emozionante.

Su Rai4 ‘I Miserabili’ in prima visione – Su Rai Movie ‘L’ufficiale e la spia’

Domani una grande prima visione su Rai 4 (canale 21 del digitale terrestre): alle 21.20 andrà in onda il film che nel 2019 ha conquistato il Festival di Cannes ed ha rappresentato la Francia agli Oscar 2020, “I Miserabili”. Prendendo in prestito il titolo dal capolavoro letterario di Victor Hugo, citato con una frase nella didascalia finale, I Miserabili è l’esordio nel lungometraggio dell’attore e regista francese Ladj Ly che ha origine da un suo omonimo cortometraggio del 2017. Montfermeil, periferia di Parigi, luglio 2018. Nel giorno in cui tutta Parigi celebra in strada la vittoria francese ai Mondiali, il poliziotto Stéphane, appena trasferito alla Brigata anti-crimine della Capitale, si unisce alla squadra del razzista Chris e dell’africano Gwada. Mentre i tre poliziotti pattugliano la banlieue, la tensione tra le comunità africane, arabe e gitane per la gestione del territorio si arroventa. Il furto di un cucciolo di leone da un circo sarà il pretesto perfetto per innescare una vera e propria faida tra gruppi che sfocerà in una caccia all’uomo all’ultimo sangue in cui sarà inevitabilmente coinvolta anche la pattuglia di Ruiz. Ispirato alle rivolte che hanno infiammato le strade di Parigi nel 2005, I Miserabili è uno spaccato realistico al fianco di una pattuglia che opera nella banlieue parigina, tra azione, violenza e un tocco di surreale ironia.

Per il ciclo “Il Vizio del cinema”, domani in prima serata, alle 21.10, Rai Movie (canale 24 del digitale terrestre) trasmette “L’ufficiale e la spia”, un film di Roman Polanski con Louis Garrell, Jean Dujardin ed Emmanuelle Seigner che ripercorre la storia angosciante di Alfred Dreyfus, l’ufficiale francese ingiustamente accusato di tradimento e di atti di spionaggio a favore della Germania. Siamo nel 1895, precisamente in gennaio, e nel cortile dell’École Militaire di Parigi l’ufficiale dell’esercito francese, Georges Picquart, assiste alla condanna all’esilio del giovane uomo definito “informatore del nemico”. Dreyfus viene spedito nella remota Isola del Diavolo, al largo della costa della Guyana francese. Completamente solo e tormentato, il capitano trascorre il suo tempo a disperarsi e a scrivere alla moglie, rimasta in Francia. Dopo l’arresto di Dreyfus, Picquart viene promosso e messo a capo dell’unità di controspionaggio militare. Durante la carica si rende conto che, nonostante Dreyfus sia stato esiliato, le informazioni segrete francesi giungono ugualmente alle orecchie tedesche. Uscito in Francia con il titolo “J’accuse”, come l’omonimo articolo pubblicato nel 1898 da Émile Zola, il film è stato candidato a numerosi premi internazionali, tra cui i David di Donatello e l’European Film Awards, ed ha ricevuto il Gran premio della giuria alla 76ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Il titolo italiano del film riprende quello del romanzo storico di Robert Harris da cui Polanski ha tratto il film.

Il viaggio di Michael Portillo lungo gli itinerari ferroviari suggeriti dalla Guida Appleton’s continua in Massachussetts, Rhode Island e Connecticut in “Prossima fermata America”, in onda domani alle 20.15 su Rai5. Nella puntata, Portillo fa tappa in alcune affascinanti cittadine un tempo al centro dell’industria baleniera e oggi meta di turismo di lusso, come Hyannis, Nantucket e Cape Cod.

Su Rai3 ‘Quante Storie’ – La guerra e i negoziati per la pace a ‘Radio Anch’io’ su Rai Radio 1

Un intellettuale fuori dagli schemi, ma anche un uomo fragile e pieno di contraddizioni. Proprio l’aspetto umano di Pier Paolo Pasolini è al centro della conversazione tra Giorgio Zanchini e la scrittrice Dacia Maraini, che di Pasolini fu molto amica, ospite della puntata di “Quante Storie” in onda domani alle 12.45 su Rai3. Dal rapporto con le donne ai viaggi in Africa e India, il racconto della Maraini si snoda attraverso i ricordi personali e traccia un profilo di Pasolini quanto mai vivo, ancora capace di dividere e appassionare.

Speranze nei negoziati. La violenza della guerra è atroce e continua ma qualcosa si muove: tra russi e ucraini, tra europei e russi, tra americani e cinesi. Se ne parlerà a Radio Anch’io, condotto da Giorgio Zanchini, in onda domani alle 7.30 su Rai Radio 1. Si parlerà anche della dissidenza russa, della libertà d’espressione e della propaganda, e nell’ultima parte della trasmissione di aumento dei prezzi, accise, imminenti provvedimenti del Governo. Tra gli ospiti: Giulio Terzi, diplomatico, ex ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale nel governo Monti; Francesco Semprini, inviato de La Stampa a Kiev; Volodymir Brugov, rettore dell’Università Taras Shevchenko di Kyiv; Mario Del Pero, professore di Storia internazionale e Storia degli Stati Uniti a SciencesPo di Parigi; Elena Kostioukovitch, scrittrice russa, traduttrice; Igor Pellicciari, professore di Storia delle Relazioni Internazionali all’ Universita’ di Urbino; Nona Mikhelidze, ricercatrice senior dell’Istituto Affari internazionali; Toni Capuozzo, giornalista, inviato di guerra ; Giovanni Battista Zorzòli, presidente dell’Aiee; Roberta Carlini, giornalista e ricercatrice all’European University Institute di Firenze; Gian Maria De Francesco, Il Giornale; Enrico Cinotti, vicedirettore de Il Salvagente

Dal Teatro Farnese di Parma, il concerto inaugurale della ventunesima edizione del Paganini Guitar Festival. Un appuntamento proposto da Rai Cultura domani alle 17.25 su Rai 5. Protagonisti, alla chitarra Giampaolo Bandini, al violino Francesco Manara e al violoncello Massimo Polidori. Nel programma, musiche di Paganini, Mozart, Schubert e Piazzolla. La regia è di Pietro Tagliaferri.

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Redazione Press Italia
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